È probabile che la maggior parte del mondo, se non tutto, sia consapevole e affascinato dalla leggenda che è Beyoncé Knowles e dall'eredità che trasporta nella musica pop. Tuttavia non molti sono a conoscenza dell'altrettanto interessante carriera della sorella minore Solange, e dell'impatto che ha avuto all'interno della comunità black. 

Solange non è più la sorella di Beyoncé  Una riflessione sull'impatto che l'eclettica artista ha avuto sulla comunità black | Image 0
Cresciuta in una famiglia in cui la musica era praticamente il vangelo, Solange era destinata ad avere una carriera nel settore. Sebbene non sia mai stata ufficialmente inclusa nel gruppo di sua sorella, le Destiny's Child, ha collaborato spesso con loro in qualità di ballerina. All'età di 16 anni, mentre la sorella iniziava a diventare realmente famosa, Solange pubblica il suo primo album, intitolato Solo Star (2002) e in seguito l'album Sol-Angel and The Hadley St. Dreams nel 2007. Parallelamente Solange scrive testi e canzoni per altri artisti, tra cui la sorella Bey e l'ex membro delle Destiny's Child Kelly Rowland.

Anche se il suo album Sol-Angel and The Hadley St. Dreams ha raggiunto il nono posto nella classifica US Billboard 200, la vera svolta nella carriera di Solange è arrivata con il terzo album, A Seat At The Table, uscito nel 2016. Il disco ha rappresentato un cambiamento netto nel suono e nell'estetica della cantante, ed è diventato il simbolo di una nuova versione di Solange stessa, più sicura di sè e forte

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È più di un album per me. È un momento di transizione nella mia vita. Ci svegliavamo al mattino e facevamo musica tutto il giorno e la notte

ha commentato in un'intervista con Vibe. Similmente a quanto aveva fatto sua sorella, A Seat at The Table è una riflessione profonda e ragionata su temi come il pregiudizio e l'essere black in una prospettiva completamente diversa. I brani promuovono l'amore e la cura di sé, così come la meditazione, e si sono affermati come un luogo in cui le persone di colore, in particolare le donne, possono ritrovarsi e identificarsi, per riflettere sulla propria identità sotto un'altra luce. L'album contiene canzoni come Don't Touch My Hair e Mad ft. Lil Wayne, che descrivono la classica pettinatura afro come una corona da portare con orgoglio e che affrontano problemi come l'indignazione e la rabbia all'interno della comunità. Il brano Cranes In The Sky, invece, tratta del tentativo di alleviare il dolore e la sofferenza con alcol, sesso, musica, e tutto ciò che potenzialmente può creare dipendenza. A dividere una traccia dall'altra ci sono le voci dei genitori di Solange, che raccontano della loro esperienza di appartenenza al movimento per i diritti civili degli afroamericani. 

L'album è stato indubbiamente un successo che non solo le ha fatto guadagnare il rispetto dei critici musicali e della comunità nera in generale, ma ha anche attirato l'attenzione dell'industria di moda per le straordinarie immagini e l'estetica unica ed originale che lo caratterizza. Con l'aiuto della direttrice artistica Carlota Guerrero e della stylist Shiona Turini, la cantante ha dato vita ad un catalogo di immagini che mostra il corpo femminile e la moda in un perfetto equilibrio tra minimal ed esagerazione. Oltre agli abiti ecologici e agli accessori creati con piante e carta, l'aspetto visivo dell'album ha coinvolto una serie di giovani e interessanti designer europei emergenti. Solange ha dato forma ad un'estetica che unisce moda e arte al massimo in modo minimal, lanciando una tendenza all'interno di una nuova generazione di creativi.

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L'ultimo album dell'artista, When I Get Home, pubblicato il mese scorso, presenta immagini e messaggi simili a quelli del precedente lavoro, connessi all'amore per sé stessi e alla riflessione interiore. L'album si propone come un seguito di A Seat At the Table con un film di 33 minuti ispirato alle devastanti conseguenze dell'uragano Harvey a Houston, Texas, terra di origine di Solange. 

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Nel tentativo di definire ed etichettare il lavoro di Solange, molti ricorrono ad un paragone con Beyoncé. Le sorelle Knowles, però, hanno voci e visioni molto diverse, che non devono essere messe a confronto, ma semplicemente apprezzate e celebrate nella loro singolarità.