
Kering sta tornando a essere stabile? Gucci ha contribuito al 59% dei profitti del Gruppo
La lunga saga della ripresa di Kering sta tenendo gli insider della moda (e gli azionisti del gruppo) col fiato sospeso. Il conglomerato, sotto i ferri chirurgici del nuovo CEO Luca De Meo, sta iniziando a cambiare. Se ancora una guarigione completa non è in vista, pare che le misure contenitive stiano iniziando a dare i loro frutti.
Il gruppo risulta ancora in perdita, principalmente per i costi straordinari sostenuti per le ottimizzazioni operative e le riorganizzazioni prescritte da De Meo, e dunque ha presentato per l’intero anno passato una perdita di 29 milioni di euro che è in netto contrasto con l'utile di 1,02 miliardi di euro riportato nel 2024. Eppure il calo organico delle vendite, scese complessivamente del 3% su base comparabile (ovvero senza considerare le distorsioni di tassi di cambio, acquisizioni o cessioni e altri costi extra), è leggermente meno grave rispetto al 5% previsto dagli analisti. Per Kering, il quarto trimestre del 2025 si è chiuso con un fatturato di 3,91 miliardi di euro. Ma come se la stanno cavando i suoi brand?
Un barlume di speranza?
Gucci, il brand principale del Gruppo, ha contribuito al 59% del profitto operativo totale dell'azienda nel 2025. Qui, i ricavi organici sono diminuiti del 10%, un risultato leggermente migliore rispetto al -11% stimato dagli esperti. Il dato è tutto sommato buono e mostra un rallentamento (seppur lieve) nella decrescita così come l’impatto positivo della nuova direzione creativa di Demna. In più promette meglio per il futuro, dato che la prima collezione di Demna per il brand deve ancora arrivare nei negozi nella sua totalità.
Anche gli altri brand mostrano segnali incoraggianti, ma non trionfali. Saint Laurent è rimasto stabile, Bottega Veneta ha continuato a crescere del 3%, mentre il segmento altre maison, che include Balenciaga e Alexander McQueen, ha registrato un incremento del 3%. Kering Eyerwear invece, la divisione del gruppo per l’occhialeria, ha riportato un +2% su base comparabile.
I numeri di questo report poi riflettono ancora una fase di transizione relativa alla cessione miliardaria del business di Kering Beauté a L’Oreal. L’accordo è stato stretto ma si concluderà in modo definitivo solo nella prima metà del 2026, perciò le attività della divisione dedicata alla cosmesi e ai profumi non sono state calcolate nel computo complessivo dei ricavi totali che però almeno adesso riflettono la performance più o meno pura dei brand di lusso.
I risultati complessivi
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Tolti i costi diretti di produzione, le spese operative come stipendi, affitti, marketing ed escludendo le voci straordinarie dovute alle diverse ristrutturazioni operative, Kering ha visto un calo del 33% dei profitti, con un utile operativo che si è attestato a 1,63 miliardi di euro. Anche il margine operativo ricorrente è sceso all'11,1%, rispetto al 14,5% dell'anno precedente. Per De Meo, comunque, questi risultati non mostrano quale sia il vero e pieno potenziale del gruppo.
Dal suo arrivo, sono state fatte operazioni importanti tra cui il rafforzamento del bilancio, più controlli su spese e scelte strategiche che in generale hanno portato a un miglioramento rispetto al terzo trimestre, quando i ricavi erano calati del 10% a tassi riportati e del 6% su base sottostante, ovvero del doppio di quanto siano calati nell’ultimo trimestre. Ben presto, il prossimo 16 aprile, De Meo presenterà in occasione della riunione degli azionisti la sua strategia completa per ristrutturare definitivamente Kering. Una di queste, annunciata di recente, riguarda una rinnovata attenzione ai designer e ai brand in Cina.
Il nuovo progetto “Craft” in Cina
Dopo l’investimento che Kering ha fatto nei brand di gioielleria cinese Qeelin e Borland, brand cinesi che stanno crescendo in modo decisamente più sano dei corrispettivi europei nel Paese, il Gruppo ha deciso di scommettere sui designer emergenti cinesi. Lo farà tramite un progetto di nome Craft – Creative Residency for Artisanship, Fashion and Technology, di cui vedremo i primi risultati concreti a cavallo tra marzo e aprile, durante la Shanghai Fashion Week.
L'obiettivo di Craft è stabilire un canale di comunicazione tra Cina ed Europa, tramite residenze formative, programmi di mentorship e iniziative culturali che coinvolgeranno una serie di designer e creativi tra Shanghai, Milano e Parigi. I partecipanti saranno scelti da un comitato composto da Demna, dalla stilista Guo Pei, gli italiani Carla Sozzani e Simone Marchetti, Camille Charrière, Miranda Qu (ovvero la co-fondatrice e CEO di Xiaohongshu, nota come Little Red Book, ovvero uno dei principali social media cinesi insieme a Weibo) e altre figure del mondo del business e della cultura.
L’idea è quella di creare una piattaforma culturale e industriale per incubare nuovi marchi cinesi da poter poi espandere sul piano globale, oltre che un modo per Kering per giocare d’anticipo e posizionarsi in un mercato cinese che promette sempre più rilevanza assegnata ai designer e ai brand locali. Un gioco che darà i suoi frutti sul lungo termine, chiaro, ma che dimostra come la scena del lusso cinese, più o meno ancora sconosciuta in Europa, possieda ormai un’indipendenza e una statura propria che mette in forse l’egemonia globale del lusso occidentale.
Takeaways
- Kering è ancora in perdita netta di 29 milioni di euro nel 2025 a causa dei costi di ristrutturazione, ma il calo organico delle vendite (-3%) è risultato migliore delle attese degli analisti (-5%).
- Gucci, che rappresenta il 59% del profitto operativo ricorrente del gruppo, ha limitato il calo organico al 10% (meglio del -11% previsto), grazie all’impatto positivo della direzione creativa di Demna.
- Gli altri brand mostrano segnali misti ma incoraggianti: Saint Laurent stabile, Bottega Veneta e “altre maison” (Balenciaga, Alexander McQueen) in crescita del 3%, Kering Eyewear +2% su base comparabile.
- I risultati riflettono la transizione per la cessione di Kering Beauté a L’Oréal (chiusura prevista H1 2026), con i numeri del lusso “puri” che evidenziano un miglioramento sequenziale rispetto al terzo trimestre.
- Luca de Meo punta su una strategia di rilancio snella e focalizzata, con il Capital Markets Day del 16 aprile 2026 e iniziative come “Craft” per intercettare i talenti emergenti cinesi e rafforzare la presenza nel mercato asiatico.














































