
Sarà questo il Super Bowl più politico di sempre? Dopo Kendrick Lamar, a Trump adesso tocca confrontarsi con Bad Bunny
Con un Grammy in tasca per il Miglior Album dell'Anno, Bad Bunny è pronto a incendiare il palco del Levi's Stadium di Santa Clara. L'anno scorso, la performance di metà tempo del Super Bowl era stata tenuta da Kendrick Lamar, un artista che come il rapper portoricano aveva fatto alzare un sopracciglio alla destra statunitense per i suoi testi politici in un periodo storico carico di tensioni. Ma se un anno fa l'autore di Humble non aveva sfruttato l'occasione per denunciare il governo americano e i suoi progetti conservazionisti (tra questi, la rimozione della scritta End Racism dalla end zone del campo) preferendo invece lanciare frecciatine al suo nemico artistico Drake, questa volta la posta in gioco è più alta. Forse l'anno scorso ci siamo sbagliati: il Super Bowl più politico di sempre potrebbe essere questo.
Il clima sociopolitico è teso. ICE, l'agenzia federale del Dipartimento della Sicurezza Interna degli Stati Uniti, sotto la seconda amministrazione Trumpiana è diventata più aggressiva. In un anno sono stati stanziati 100milioni di dollari per il reclutamento di nuovi dipendenti: come se si il Paese si ritrovasse in guerra, il governo americano si sta lanciando all'offensiva per compiere il «più grande programma di deportazione nella storia degli Stati Uniti» che tanto aveva promesso Trump durante la sua ultima campagna elettorale. La Casa Bianca usa spazi pubblicitari alternativi per trovare nuove reclute, da Snapchat a Spotify, da YouTube a HBO Max.
Bad Bunny makes history with the first Spanish-language album to win Album of the Year at the #GRAMMYs. pic.twitter.com/Lzn6gEA9XH
— Pop Base (@PopBase) February 2, 2026
Nessuno è al riparo dalla propaganda dell'agenzia anti-immigrazione, neanche l'Europa: nelle ultime settimane ha iniziato a circolare la voce che l'ICE sarebbe stata presente alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 per «proteggere gli atleti americani», una notizia a cui Milano ha reagito con un corteo di migliaia di persone proprio pochi giorni fa. Insomma, la performance di Bad Bunny al Super Bowl di questa domenica non è più una questione nazionale, ma globale.
La performance di Bad Bunny al Super Bowl
Ai Grammy abbiamo avuto solo un assaggio di ciò che il rapper portoricano potrebbe portare sul palco del Super Bowl. In una serata costellata da celebrity che hanno scelto di indossare la spilla ICE OUT (tra cui Billie Eilish, Justin e Hailey Bieber, Kehlani, Joni Mitchell, Olivia Rodrigo), Bad Bunny ha accettato il premio di Miglior Album dell'Anno, uno dei più importanti della Academy, ripetendo lo stesso statement e dedicando la statuetta a tutti gli immigrati americani che stanno subendo violenze e oppressione da parte dell'organizzazione militare e da chi la supporta. Lo stesso è stato fatto anche da Olivia Dean, artista britannica che ha ricevuto il premio come Migliore Emergente raccontando proprio di essere nata in una famiglia di immigrati.
Il supporto dell'intera industry musicale, in piedi ad applaudire tanto il talento di Bad Bunny quanto le sue dichiarazioni, così come il messaggio alla base dell'album che lo ha portato sul palco dei Grammy ci portano a pensare che questa domenica Bad Bunny non si tirerà indietro. Si tratta dopo tutto dello show più seguito da tutta l'America, di una performance musicale tanto importante quanto la partita di football che la precede e delle pubblicità che la punteggiano.
Il messaggio di DeBÍ TiRAR MáS FOToS
@yourfavoritepaparazzi Bad Bunny speaks about his Super Bowl performance in Spanish at end of SNL monologue #badbunny #snl #badbunnysnl #badbunnysuperbowl original sound - megamediacrave
Anche una persona che non sa lo spagnolo è in grado di capire che DeBÍ TiRAR MáS FOToS è un'ode a Porto Rico, un attacco al colonialismo e una serenata all'indipendenza sudamericana. In primo luogo perché l'album è cantato nella lingua madre del rapper, non in inglese, in secondo perché il sound mescola reggaeton, trap, salsa, bomba, plena e latin pop con il supporto di band e artisti locali. Da New York (Nuevayol nell'album) a Porto Rico, il progetto è un viaggio emotivo che fa tornare il rapper a casa. Bad Bunny usa il ritmo della salsa intensa e la frenesia del reggaeton per parlare di radici e di tradizione in maniera innovativa, tanto da aver coinvolto alcuni artisti emergenti di Porto Rico per offrire loro una piattaforma sul mondo. TikTok sulle note di DtMF a parte, il pubblico di tutto il mondo ha capito subito il messaggio dell'album, e l'ha cantato a gran voce per un anno intero. Questa domenica, staremo a vedere se gli spettatori del Levi's Stadium risponderanno con lo stesso ardore.














































