
La Danimarca sta boicottando i prodotti Made in USA Come protesta contro le posizioni imperialiste di Trump sulla Groenlandia
Nelle ultime settimane Trump ha rilanciato più volte la minaccia di acquisire la Groenlandia con la forza, arrivando a imporre dazi del 10% contro i Paesi europei che si sono opposti ai suoi piani. L’enorme isola, territorio autonomo appartenente alla Danimarca, era ambita da Trump già durante il suo primo mandato: il presidente repubblicano sostiene che gli Stati Uniti abbiano bisogno della Groenlandia per rafforzare la sicurezza militare del Nord America e consolidare la propria supremazia strategica nell’emisfero occidentale.
@brutamerica Speaking at the World Economic Forum, U.S. President Donald Trump criticized Denmark for what he described as a lack of gratitude for U.S. defense of Greenland during World War II, and renewed calls for the United States to take control of the territory. #donaldtrump #greenland #denmark #davos #worldeconomicforum original sound - Brut.
Secondo la sua amministrazione, senza il controllo dell’isola l’intera regione artica resterebbe vulnerabile, soprattutto di fronte alla crescente presenza militare della Russia. Ma rendere la Groenlandia ancora più strategica contribuisce anche la sua abbondanza di materie prime indispensabili per l’industria tecnologica. Più recentemente, Trump ha in parte attenuato le sue minacce contro la Groenlandia e l’Europa, dopo aver raggiunto un accordo con la NATO che dovrebbe garantire agli Stati Uniti una la sovranità su alcune basi militari presenti nell'isola.
In cosa consiste il boicottaggio
Thousands and thousands of danes and greenlanders gathered in Copenhagen and other danish and greenlandic cities to send a clear signal to Trump: Hands Off Greenland #dkpol #greenland #handsoffgreenland pic.twitter.com/Y4xWCfvEet
— Pelle Dragsted (@pelledragsted) January 17, 2026
Il parziale dietrofront di Trump sulla Groenlandia non ha però fermato le proteste contro l’amministrazione statunitense e la sua politica estera, percepita come sempre più aggressiva. In diversi Paesi del Nord Europa, e in particolare in Danimarca, si è sviluppata una certa mobilitazione, che si è tradotta in diverse forme di boicottaggio contro prodotti, servizi e attività legate agli Stati Uniti.
In Danimarca, le app pensate per consentire ai consumatori di evitare l'acquisto di prodotti statunitensi sono diventate piuttosto popolari. Secondo quanto riporta Wired, il numero di download è aumentato in modo significativo, portando applicazioni come NonUSA e Made O’Meter ai primi posti nelle classifiche delle app più scaricate del Paese. Questi servizi, in pratica, permettono di scansionare il codice a barre di un determinato prodotto da banco e, se risulta di origine statunitense, l’app propone alternative locali o europee.
Esistono inoltre numerosi gruppi Facebook nei quali gli utenti segnalano i prodotti da evitare perché legati agli Stati Uniti. Uno dei più seguiti si chiama “Boykot varer fra USA” («Boicotta i prodotti provenienti dagli Stati Uniti») e conta oltre 100mila membri: è nato lo scorso anno, dopo che il vicepresidente statunitense J.D. Vance aveva definito la Danimarca un pessimo alleato, in seguito al rifiuto della prima ministra Mette Frederiksen di cedere la Groenlandia agli Stati Uniti.
Le altre forme di boicottaggio in corso
@krassenstein This billboard in Copenhagen is certain to anger Trump. #denmark #copenhagen #humor #news original sound - Brian & Ed Krassenstein
Anche le singole realtà imprenditoriali stanno prendendo posizione sulla questione. Ad esempio, il gruppo Salling, la più grande azienda di distribuzione alimentare della Danimarca e gestore dei principali supermercati del Paese, ha deciso di aggiungere una stella sui cartellini dei prodotti europei, per facilitare la scelta dei clienti che desiderano evitare di acquistare quelli statunitensi.
Il movimento va però oltre la spesa quotidiana: molti danesi stanno cancellando viaggi negli Stati Uniti e disdicendo abbonamenti a servizi statunitensi. Diverse forme di boicottaggio si sono diffuse anche in Svezia e Norvegia, come forma di protesta contro l’amministrazione Trump e la sua posizione sull’invasione russa dell’Ucraina, giudicata troppo conciliante nei confronti delle ambizioni territoriali di Putin. In Svezia e Norvegia, il boicottaggio più evidente riguarda Tesla, la cui Model Y – molto diffusa nei due Paesi – ha registrato un forte calo delle vendite nell’ultimo anno in Scandinavia. Una tendenza simile si osserva anche in altri stati europei, tra cui la Francia.













































