Cosa sta succedendo tra il Pentagono, Anthropic e OpenAI? Tutto sulla vicenda che ha favorito l'ascesa di Claude ai danni di ChatGPT

OpenAI ha annunciato una collaborazione con il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti – cioè il Pentagono – per fornire tecnologie di intelligenza artificiale da utilizzare in attività legate alla sicurezza nazionale. La notizia ha riacceso un dibattito già molto sentito negli Stati Uniti: fino a che punto l’intelligenza artificiale dovrebbe essere impiegata in ambito militare e nella sicurezza pubblica?

La questione è tornata d'attualità quando il Wall Street Journal ha rivelato che Anthropic, l’azienda che sviluppa il chatbot Claude, aveva chiesto garanzie sull’uso delle proprie tecnologie da parte del Pentagono, con l'intento di evitare che i suoi sistemi venissero impiegati in determinate operazioni militari senza adeguati limiti. Lo scontro con il Dipartimento della Difesa è nato proprio su questi aspetti: il governo statunitense chiedeva maggiore libertà nell’uso dei modelli di AI, mentre Anthropic insisteva sul prevedere vincoli più stringenti. Il disaccordo tra le due realtà ha poi portato alla rottura dei rapporti lavorativi – con tutte le conseguenze del caso (è probabile infatti che la cosa si concluderà in tribunale).

Come ha fatto OpenAI ad arrivare al Pentagono

@booogierae Open AI starts a new contract with the Department of War, after Anthropic declined due to ethical reasons. #news #ai #politics #leftist #trump original sound - Boogie Rae

La collaborazione tra aziende tecnologiche e il Dipartimento della Difesa statunitense non è una novità: negli ultimi anni diverse società della Silicon Valley, tra cui Google, Amazon e la stessa Anthropic, hanno fornito strumenti e infrastrutture utilizzati in vari ambiti operativi del Pentagono – diretto in questo momento dal trumpiano Pete Hegseth. I malumori tra Anthropic e il Dipartimento della Difesa hanno però favorito l'ascesa di OpenAI, che ha ampliato la propria collaborazione con l'amministrazione Trump. La mossa, tuttavia, ha suscitato numerose critiche.

Tra le reazioni più significative c’è quella di Caitlin Kalinowski, responsabile del reparto di robotica di OpenAI, che ha annunciato l’intenzione di lasciare l’azienda. Secondo Kalinowski, le scelte recenti di Sam Altman sulla collaborazione con il settore della difesa avrebbero richiesto una valutazione più approfondita e meno avventata. Nonostante le rassicurazioni di OpenAI sui limiti concordati con il Pentagono, non esistono garanzie concrete sul fatto che i suoi sistemi di intelligenza artificiale non possano essere utilizzati, ad esempio, per favorire forme di sorveglianza di massa – un ambito poco regolamentato negli Stati Uniti, il che lascia spazio a varie interpretazioni legali.

Le conseguenze della vicenda

Il contrasto tra OpenAI e Anthropic riflette anche due visioni profondamente diverse sullo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Dario Amodei, oggi CEO di Anthropic, in passato lavorava in OpenAI, ma nel 2021 lasciò l’azienda proprio per promuovere uno sviluppo dell’intelligenza artificiale più prudente e attento ai rischi per la sicurezza. Anche OpenAI agli inizi del suoi percorso sosteneva un approccio piuttosto cauto in merito allo sviluppo delle AI. Negli ultimi anni però la strategia dell'azienda è cambiata: l’azienda ha accelerato il rilascio di nuovi prodotti e servizi, adottando una linea più spericolata e orientata alla competizione

OpenAI, infatti, guarda con interesse alle opportunità economiche offerte da una collaborazione con il Pentagono, dato che il settore dell’intelligenza artificiale non è ancora abbastanza redditizio da coprire da solo gli enormi costi necessari per sviluppare e mantenere questi sistemi. Lo sviluppo della vicenda che ha coinvolto il Pentagono, però, hanno provocato un danno reputazionale a OpenAI. Oltre alle dimissioni di una delle sue dirigenti più importanti, l’annuncio dell’accordo con il Dipartimento della Difesa ha provocato un forte aumento delle disinstallazioni dell’app di ChatGPT. Nello stesso periodo Claude, sviluppato per l'appunto dalla concorrente Anthropic, è diventato per la prima volta l’app gratuita più scaricata dell’App Store negli Stati Uniti.