I sandali virali di Chanel lanceranno il trend delle scarpe-senza-scarpe? Sono strane, lo sappiamo, ma almeno faranno iniziare molte conversazioni
Potremmo provare a spiegarcelo in mille modi diversi, ma il trend del piede nudo che ha preso piede (pun intended) nelle ultime stagioni della moda non sembra pronto ad andare da nessuna parte. In un mondo di fetish sdoganati, “modelli” per adulti che fanno fanservice occulto sui social e persino campagne e lookbook estivi recenti dove stare senza scarpe è segno di una nobile insouciance, certe estremità del corpo sembrano più esibite che calzate in scarpe vere e proprie come in passato. Ma ieri, con lo show Chanel Cruise 2027 a Biarritz, ci siamo spinti in un territorio nuovo: quello delle scarpe-senza-scarpe.
Il sandalo Cap-Heel di Chanel
Come si diceva, allo show di Chanel di ieri ha fatto molto discutere un sandalo che potremmo definire Cap-Heel: una semplice copertura del tallone a forma di tacchetto che si lega intorno alla caviglia con un laccetto annodato. Forse l’esempio migliore di scarpa-non-scarpa che abbiamo visto in anni. Come alcuni hanno già fatto notare, è probabile che la declinazione commerciale che vedremo di questo non-sandalo avrà una suola, anche perché è impossibile immaginare di indossarlo così com’è fuori di casa.
Il design, sicuramente più orientato a stimolare il discorso social, è concettualmente curioso per due motivi. Il primo è che, nella sua bizzarria, rispetta comunque il “codice” di Chanel delle scarpe bicolori, anche se in questo caso il secondo colore in questione è la pelle di chi lo indossa. Il secondo è un fattore se vogliamo storico: nel corso dei secoli, dall’antichità all’età moderna, nobili e aristocratici indossavano vestiti non-pratici per dimostrare indirettamente di non essere impegnati in lavori manuali. Forse acquistare e indossare la versione vista in passerella della scarpa segnalerà la stessa cosa, e cioè che ci si può permettere di vivere una vita in cui per nemmeno un secondo chi la indossa dovrà entrare in contatto con un marciapiede o un pavimento pubblico.
Le altre scarpe-senza-scarpe della moda
Questo tipo di scarpa decostruita, poi, può essere considerata l’ultima discendente di una albero genealogico le cui radici affondano nel passato dello stesso Blazy, ovvero nell’archivio di Martin Margiela. Uno dei design più leggendari del geniale decostruttore della moda belga, il cui brand venne in effetti diretto proprio da Blazy nel corso degli anni ’10, è il sandalo Tabi “Le Topless” presentato nella collezione SS96 del brand che consisteva in una semplice suola dotata di tacco che veniva fissata al piede usando del letterale nastro adesivo. L’idea era, oltre alla semplice decostruzione, quella di creare uno styling diverso e casuale della scarpa ogni volta che la si indossava. Margiela ha sempre esplorato, per un verso o l’altro, un certo senso di filosofica impermanenza.
Sempre nello stesso periodo, invece, andrebbero segnalate le scarpe che Alexander McQueen creò per il celeberrimo show SS97 La Poupée. Le modelle indossavano delle scarpe platform del tutto trasparenti che lasciavano visibile l’intero piede e che, quando camminavano sulla passerella ricoperta d’acqua, davano l’impressione di farle quasi fluttuare sulla superficie. Ma forse il vero antenato di tutte queste scarpe è il sandalo Invisibile (si chiama proprio così) che Salvatore Ferragamo creò nel 1947 ispirandosi ai pescatori sull’Arno. La tomaia di questo paio di tacchi era fatta di un filo di nylon trasparente che legava il piede nudo al tacco, ovvero una versione più couture di ciò che Margiela fece con il nastro adesivo.
Negli anni ’50, Marylin Monroe rese celebri le Cinderella Slippers in un materiale trasparente di nome lucite che erano composte da una semplice suola monoblocco del tutto trasparente dotata di fori attraverso cui passavano nastri che venivano poi allacciati intorno al piede. Il che aprì la strada alle scarpe in PVC degli anni ’60 che a loro volta, verso gli anni ’90, venivano associate a spogliarelliste e drag queen per il loro successo nella subcultura clubbing. Ma questa è un’altra storia.
Le scarpe-senza-scarpe oggi
Negli anni, le scarpe-non-scarpe e l’illusione dei piedi nudi si mosse molto attraverso l’uso del PVC: dai celeberrimi Pump Plexi di Gianvito Rossi, un vero best-seller da oltre un decennio; fino alle zeppe-thong create da Kanye West per Yeezy Season 2 e poi replicate in diverse altre collezioni successive. Nel 2017 fu invece Karl Lagerfeld da Chanel a fare una serie di go-go boots in PVC trasparente che ricreavano l’effetto naked. Una tradizione continuata nelle ultime collezioni da Loewe con le sue scarpe trasparenti Emily. L’anno dopo arrivarono poi le scarpe-non-scarpe più inquietanti di tutte con gli Skin Heels di Matières Fécales che utilizzavano platform trasparenti e un materiale identico alla pelle umana per creare l’illusione di un piede mutante, con un tacco di “carne” non dissimile da quelli saldati ai piedi di Angelina Jolie nel film Beowulf.
La scarpa trasparente in quanto tale, invece, ebbe un momento nella stagione SS23 grazie a Jonathan Anderson, allora da Loewe, che fece ballerine che parevano di vetro e a Simone Rocha che ha molto “espanso” il mondo delle scarpe trasparenti fino alla sua ultima sfilata SS26. Ma la vera scarpa-non-scarpa che più si avvicina alle sperimentazioni di Margiela e al sandalo visto ieri da Chanel è la Barefoot Zero che Demna creò per la Pre-Fall 2025 di Balenciaga, costituita da una semplice suola che si avvolgeva intorno all’alluce lasciando il piede del tutto scoperto. Più di recente invece, per la collezione SS26, fu Coperni a collaborare Barreletics per il Grip Sock, ovvero una sorta di guaina di gomma usata nel pilates e trasformata qui in curiosa versione bio-meccanica di un sandalo.
Un’altra scarpa simile l’abbiamo vista, in chiave molto più tradizionale, nella SS26 di Calvin Klein Collection: una suola di cuoio che si lega alla caviglia con una minuscola cinghia e che lascia del tutto scoperto il piede che viene trattenuto sulla suola da un elemento infradito metallico privo però di qualunque altro attacco alla scarpa. Altri brand che hanno ricreato l’impressione di un piede nudo nella stagione FW26, invece, sono stati proprio Maison Margiela che ne ha portato un paio al suo show di Shanghai, insieme a brand indipendenti come Elena Velez, Karoline Vitto e Julien McDonald.