Etnia House of Arts trasforma la Chiesa della Misericordia di Venezia Un dialogo artistico che si fa collettivo

Etnia House of Arts trasforma la Chiesa della Misericordia di Venezia  Un dialogo artistico che si fa collettivo

Il 5 maggio prenderà vita Etnia House of Arts, la nuova piattaforma dedicata alla creatività contemporanea promossa da Etnia Eyewear Culture, negli spazi della Chiesa della Misericordia a Venezia. Un progetto che non solo dialoga con l’ambiente che lo ospita, ma ne coglie la storia e la natura, sospesa tra permanenza e trasformazione. È proprio questa natura a renderla oggi il terreno ideale per una nuova progettualità contemporanea. In questo contesto prende forma Etnia House of Arts: una piattaforma attiva dedicata alla creatività del nostro tempo, al dialogo interdisciplinare e alla costruzione di una comunità temporanea di pratiche e visioni. 

«Negli anni abbiamo lavorato molto con gli artisti, sino ad avvertire la necessità di creare uno spazio in cui questo dialogo potesse diventare continuo, non episodico. La Misericordia ci è sembrata il luogo giusto per farlo: uno scrigno quasi caleidoscopico dove attivare qualcosa che era già comunque presente. Etnia House of Arts nasce da questa idea: costruire un contesto in cui la visione non sia solo rappresentata ma messa in scena, attivando relazioni sorprendenti» ha dichiarato David Pellicer, CEO and Owner di Etnia Barcelona.

Promosso da Etnia Eyewear Culture, espressione più ampia della ricerca culturale di Etnia Barcelona, il progetto non si limita a riattivare uno spazio storico ma ne ridefinisce la funzione: la Chiesa della Misericordia diventa Etnia House of Arts, un ambiente vivo, in cui l’arte non è soltanto esposta, ma prodotta, raccontata e resa visibile nel suo farsi. Anche l’intervento architettonico firmato da Piero Vespignani e Alessia Semenzato di Studio Anfibio valorizza le stratificazioni storiche della Chiesa della Misericordia, riportando alla luce elementi come la copertura lignea trecentesca e una rara finestra gotica, e restituendo allo spazio una nuova funzione pubblica, non celebrativa ma generativa. 

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La programmazione si sviluppa come un dispositivo continuo e aperto, articolato in mostre, interventi site-specific, performance e incontri, alcuni prodotti autonomamente, altri realizzati in collaborazione con protagonisti della produzione culturale e artistica. Elemento centrale del progetto è il programma di residenze internazionali, in cui gli artisti sono chiamati a lavorare a partire da un elemento volutamente anomalo, l’occhiale, trasformandolo in superficie di sperimentazione e rappresentazione: le prime artiste coinvolte sono Conxi Sane, il cui lavoro indaga l’astrattismo e il surrealismo e Greta Pllana, la cui pratica pittorica interroga l’identità e la memoria.

Il processo creativo che anima le residenze si sviluppa in relazione diretta con lo spazio della Misericordia, con la città di Venezia e con la presenza dei visitatori, che entrano in contatto non soltanto con l’opera compiuta, ma con le sue fasi di costruzione, creando un legame con l’artista. In questo senso, ogni visita si configura come esperienza situata, irripetibile. In occasione dell’apertura, la collaborazione con Skira attiverà un calendario di incontri con artisti e protagonisti della scena culturale. 

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Etnia House of Arts è un progetto che si inserisce in una linea di ricerca che supera il modello espositivo tradizionale per orientarsi verso forme ibride: residenza, laboratorio, piattaforma culturale. Un luogo in cui produzione e fruizione coincidono, e in cui il pubblico non è spettatore passivo, ma parte di un sistema di relazioni. In una città in cui l’arte è spesso custodita come memoria, la Misericordia torna a essere un luogo di presente.