C'è un nuovo aggiornamento sulla partecipazione di Israele e Russia alla Biennale di Venezia Ma all'Unione Europea non basta e ha deciso di fare grossi tagli ai finanziamenti delle prossime edizioni

Il ritorno di Russia e Israele alla Biennale di Venezia non sta avvenendo in silenzio. Il 9 maggio, 110 artisti provenienti da tutto il mondo - ma non dall'Italia, per la prima volta nella storia della fiera - presenteranno le proprie opere nella laguna veneziana, selezionati dalla curatrice Koyo Kouoh e il suo team. Russia e Israele parteciperanno per la prima volta in anni, una notizia che ha scosso profondamente l'industria creativa; nuove direttive da parte della Biennale, però, volgono a ricalibrare il protagonismo dei due Paesi

La Russia non partecipa alla Biennale di Venezia dal 2022, anno in cui avvenne l'invasione dell'Ucraina e conseguentemente il ritiro dei due artisti che dovevano rappresentare la Russia quell'anno. Nel 2024, il Paese prestò il suo padiglione alla Bolivia, edizione in cui il padiglione israeliano fu proprio chiuso sotto richiesta dell'artista rappresentante Ruth Patir. L'artista, nata nel 1984 a New York da genitori israeliani, rifiutò di aprire la propria mostra finché non fosse stato raggiunto un accordo di cessate il fuoco e rilascio degli ostaggi nella guerra con Gaza.  

Le nuove regole per la partecipazione di Russia e Israele

@interstellar_isabellar It’s a *huge* deal for a major art institution to take annny kind of stand against Israel and their crimes against humanity, even if it doesn’t go all the way towards what I think a lot of us want to see. One thing I wonder is, don’t know if excluding Russia from an award actually satisfies the EU’s ask, since they were withholding funds because Russia is like included at all? But idk! Wild stuff. #artworld #art #venicebiennale #arthistory #russia original sound - Isabella Segalovich

Lo scorso giovedì, la giuria della Biennale di Venezia ha dichiarato che «si asterrà dal prendere in considerazione» artisti provenienti da paesi i cui leader sono accusati di crimini contro l’umanità dalla Corte Penale Internazionale dell’Aia. Il comunicato non nomina i Paesi a cui si riferisce, ma sembra rivolto proprio a Israele e Russia. Gli artisti potranno partecipare alla fiera d'arte, ma non potranno ambire al Leone d’Oro e al Leone d’Argento, dedicati alle migliori opere dell'edizione. «In qualità di membri della giuria, abbiamo anche una responsabilità nei confronti del ruolo storico della Biennale come piattaforma che collega l’arte alle urgenze del suo tempo», si legge nel comunicato. 

La giuria quest'anno è composta da cinque donne: Solange Oliveira Farkas, Zoe Butt, Elvira Dyangani Ose, Marta Kuzma e Giovanna Zapperi. A queste si dovrebbe aggiungere la curatrice Koyo Kouoh, tristemente scomparsa lo scorso ottobre. Insieme, hanno affermato il loro impegno nella difesa dei diritti umani, sottolineato anche nel comunicato che enuncia le nuove regole riguardanti la premiazione alla Biennale. 

Che cosa porteranno alla Biennale di Venezia? 

Sottolineando che durante gli anni di apartheid in Sudafrica il Paese era stato escluso dalla Biennale di Venezia, diversi attivisti e artisti partecipanti hanno cercato di convincere gli organizzatori a vietare la partecipazione di Israele e Russia alla nuova edizione. Ma quest'anno la Russia tornerà ai Giardini con la mostra collettiva The Tree Is Rooted in the Sky, che riunirà 38 artisti e musicisti - una partecipazione disapprovata anche dal ministro della cultura italiano Alessandro Giuli, che ha dichiarato che non parteciperà alla nuova edizione. 

Il padiglione israeliano, invece, quest'anno ospiterà un'installazione dell'artista Belu-Simion Fainaru. Dal titolo Rose of Nothingness, l'opera consiste in una vasca riflettente riempita con un liquido scuro. In un'intervista a Artnet, Fainaru ha criticato aspramente la giuria della Biennale di Venezia, sostenendo che è colpevole di aver creato «un ambiente ostile e degradante» nei suoi confronti. 

Le conseguenze

Ma la partecipazione di Russia e Israele alla fiera ha già portato gravi conseguenze all'organizzazione: Kaja Kallas, responsabile della politica estera dell’Unione Europea, questa settimana ha confermato un taglio ai finanziamenti del festival a causa del ritorno della Russia. Nei prossimi tre anni, la Biennale subirà tagli finanziari per un totale di 2 milioni di dollari.

«Mentre la Russia bombarda musei, distrugge chiese e cerca di cancellare la cultura ucraina, non dovrebbe essere autorizzata a esporre la propria,» ha dichiarato Kallas. Il mese scorso, un rappresentante speciale di Putin aveva detto in un'intervista a ArtNews che «la partecipazione della Russia alla Biennale è ulteriore prova che la cultura russa non è isolata e che i tentativi di ‘cancellarla’ non hanno avuto successo».