Cosa sono i “forever chemicals”? E cosa c’entrano con Lululemon
Poche categorie di prodotto nel sistema moda sono riuscite a crescere in maniera esponenziale in breve tempo, senza rischiare di cadere nel baratro dei microtrend (vedi Labubu), e l’atheisure è una di quelle. Un mercato che, secondo le stime di Grand View Research, nel 2025 aveva superato i 440 miliardi di dollari solo negli Stati Uniti. Oggi, però, questo bottino potrebbe essere a rischio dopo le nuove indagini del procuratore generale del Texas, Ken Paxton, che accusano uno dei leader del settore, Lululemon, di diverse concentrazioni di forever chemicals nei propri capi. Ma cosa significa?
Cosa sono i forever chemicals?
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A Good Man with a Broken Heart - LoVibe.
Come riportato dal Washington Post, l’indagine riguarda la possibile presenza di PFAS, una famiglia di sostanze chimiche sintetiche utilizzate da decenni per rendere i materiali resistenti all’acqua, alle macchie e all’usura, che possono essere trovate praticamente ovunque, dalle padelle antiaderenti agli imballaggi alimentari, fino ai tessuti tecnici.
Il motivo per cui vengono chiamati «forever chemicals» è che non si degradano facilmente, né nell’ambiente né nel corpo umano, una volta prodotti, restano e continuano a circolare tra acqua, aria e suolo, entrando inevitabilmente anche nella catena alimentare. Le famose microplastiche, insomma.
Nel caso della moda, i PFAS vengono utilizzati soprattutto per trattamenti superficiali. Tutto ciò che è waterproof, stain-resistant o pensato per performance elevate potrebbe averne fatto uso, come la vecchia composizione del Gore-Tex per esempio. È il motivo per cui l’activewear è finito sotto osservazione, siccome leggings, giacche tecniche, capi pensati per durare e performare: esattamente il tipo di prodotto che ha costruito il successo di brand come Lululemon.
Quindi i leggings di Lululemon sono nocivi o no?
Come sottolineato da Business of Fashion, alcune ricerche indipendenti hanno già trovato PFAS in diversi capi tessili, inclusi prodotti per bambini. Non è quindi un problema limitato a un singolo brand, ma una questione sistemica che riguarda l’intero settore. Proprio in questi giorni, nel Regno Unito il parlamento si sta attivando per bandire l’intera catena di PFAS (sostanze per- e polifluoroalchiliche), data la loro altissima concentrazione in migliaia di uniformi scolastiche in giro per il paese.
Lululemon, dal canto suo, ha dichiarato di aver eliminato queste sostanze nel 2023 e di rispettare gli standard globali di sicurezza, collaborando con le autorità, ma proprio per la loro natura sintetica (dato che l’athleisure non usa fibre naturali come il lino e il cotone) sarà sempre presente una percentuale di questi composti chimici. I PFAS sono stati collegati, in diversi studi, a problemi come alterazioni ormonali, difficoltà di fertilità e aumento del rischio di alcune forme tumorali. Ma il punto è un altro: quanto incide davvero l’abbigliamento?
Secondo gli esperti citati dal Washington Post, l’esposizione attraverso la pelle, quindi indossando i capi, è probabilmente molto più bassa rispetto ad altre fonti come acqua o alimenti contaminati. Alcuni studi dimostrano che l’assorbimento cutaneo esiste, ma non è ancora chiaro in che misura possa incidere sulla salute nel lungo periodo. Come sottolinea anche BoF, esistono pochissimi studi che collegano direttamente i tessuti trattati con PFAS a disturbi endocrini o altre patologie. Tradotto: il rischio è plausibile, ma non ancora dimostrato in modo definitivo.
La propaganda MAHA dietro l’indagine
BREAKING: I launched an investigation into Lululemon over the potential presence of toxic "forever chemicals" in activewear. pic.twitter.com/pAu273PHFv
— Attorney General Ken Paxton (@KenPaxtonTX) April 13, 2026
L’iniziativa di Paxton si inserisce però in una serie di azioni iper-repubblicane legate all’agenda «Make America Healthy Again», promossa dal segretario alla salute, Robert F. Kennedy Jr. Negli ultimi mesi, il procuratore ha aperto indagini anche su coloranti alimentari, fluoro nei dentifrici e altri prodotti di largo consumo. Un attivismo che, secondo alcuni osservatori e anche molte discussioni online, come nul subreddit di r/lululemen, viene interpretato come una strategia politica oltre che sanitaria.
Paxton, esponente repubblicano e attualmente impegnato in una corsa elettorale, sta costruendo una narrativa molto chiara intorno al tema della salute pubblica. Nel mezzo ci sono i brand, che si trovano a gestire qualcosa di forse ancora più pericoloso della chimica: la percezione. Proprio stamattina, BoF ha riportato che dopo lo scandalo e il cambio di vertice, il prezzo delle azioni di Lululemon è crollato del 38% negli ultimi 12 mesi, riducendo il suo valore di mercato a 18,8 miliardi di dollari.