
Chi sostituirà i Labubu nel 2026? Ora che l'hype è finito, inizia la corsa al sostituto
Dopo essere diventati oggetto della più grande isteria di massa dai tempi degli One Direction, sembra che i Labubu abbiano già perso tutto l’hype accumulato nel 2025. Bloomberg riporta che Pop Mart, la casa cinese produttrice dei pupazzetti, ha registrato un calo significativo già negli ultimi giorni di dicembre. Le azioni della società hanno subito una contrazione del 6,2%, trasformando il colosso delle cincaglierie in uno dei peggiori performer dell’indice MSCI Asia Pacific.
Nonostante nei prossimi anni sia prevista l’uscita di un film sui Labubu, prodotto da Sony e diretto dallo stesso regista di Willy Wonka e Paddington, la rilevanza culturale dei pupazzetti sembra ormai un lontano ricordo. Questo però non significa che l’ossessione per la categoria peluche finirà nel 2026, anzi: nell’aria si avvertono già i primi segnali di chi potrebbe raccogliere l’eredità dei Labubu come nuovo accessorio must-have.
Twinkle Twinkle
Se dovessimo ascoltare i venti dall’Est, gli stessi che avevano predetto l’ascesa dei Labubu mesi prima del loro arrivo in Occidente, sembrerebbe che le prossime star siano i Twinkle Twinkle. Definiti da Jing Daily come il «popolo stellare di Pop Mart», i nuovi pupazzetti dell’azienda cinese sono stati lanciati pochi giorni prima di Natale e sono diventati immediatamente virali su Xiaohongshu, raggiungendo quasi un miliardo di impressions in meno di un mese.
Monchicchi
@camille.mariemompach Monchhichi from Tokyo #monchhichi #itbag #fashion #tokyo #paris original sound -
Prima dei Labubu, di Hello Kitty, o ancor prima dei ciondoli di Winnie the Pooh, c’erano i Monchicchi. Nati nel 1974 in Giappone, i pupazzi conobbero un enorme successo in Europa tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90. Dopo qualche decennio di silenzio, le scimmiette sono tornate in auge non solo come giocattoli per bambini, ma anche come accessori moda. Potrebbe essere proprio il fattore nostalgia a trasformare i Mon Ciccì, come venivano chiamati una volta in Italia, nel nuovo craze?
Mirumi
甘噛みハムハムでおなじみ、ユカイ工学のの新しいロボット「mirumi」を先行レビュー。かわいい…!CESで連れて歩きます。日本では4月発売予定!#CES2026 @yukaikk pic.twitter.com/JFgum0lQam
— 弓月ひろみ (@yuzukihiromi) January 4, 2026
Se trovavate i Labubu inquietanti, probabilmente non siete pronti per i Mirumi. Prodotti da una start-up tech giapponese, non sono semplici peluche portachiavi, ma piccoli robot che vivono aggrappati alle borse, reagendo all’ambiente che li circonda. Non si trovano nelle blind box e non hanno certo un prezzo accessibile: secondo il primo drop limitato, si aggirano infatti sulle centinaia di euro.
Jellycat
C’è chi direbbe che esistono pupazzi e pupazzi, e poi ci sono i Jellycat. Pur non avendo mai raggiunto la popolarità mainstream dei Labubu, i peluche inglesi vantano una fanbase estremamente fedele, al punto che, a inizio 2026, il brand ha lanciato un programma di fidelity che permette, acquistando nuovi Jellycat, di accedere in anticipo ai drop futuri e di ricevere varianti esclusive dei best seller.
Chiikawa
I peluche Chiikawa partono con un vantaggio competitivo non indifferente: sono il merch di una delle serie manga più popolari del momento, Nanka Chiisakute Kawaii Yatsu. Il fumetto, poi adattato in anime, racconta la vita quotidiana di un gruppo di piccoli roditori, probabilmente criceti, che vivono in un mondo bucolico e fantasioso. In modo simile ai personaggi Sanrio, ogni pupazzo ha una personalità distinta e una lore ben definita, elementi che facilitano l’identificazione emotiva e attirano fan pronti a rivedersi in uno di loro.













































