Da Gucci FW26 è tornato il buon vecchio Tom Ford Ah, era Demna?

Con La Famiglia, Demna aveva presentato la sua visione per Gucci, un universo fatto di personaggi unici e look altrettanto originali. Questa volta, per il suo debutto in passerella con la Maison, ha scelto di andare sul sicuro. Il tutto a pochi giorni dall'uscita delle sue prime campagne, una serie di scatti e di video creati con l'AI che hanno sollevato non poche polemiche nell'industria creativa. «Provocare è quello che sa fare meglio, l'avrà fatto apposta per agitarci prima dello show», rassicuravano stampa e fan di Demna. Ecco, dopo un film e due lookbook che avevano colpito nel segno, mischiando archivio e novità con una buona dose di insolenza, oggi Demna ha scelto di conquistare la fiducia di Kering e investitori con uno show maestoso, sensuale e glamorous, ma privo dell'originalità che aveva promesso ai suoi fan a inizio direzione creativa. 

Ieri, dopo la controversia delle ultime campagne AI di Gucci, Demna ha condiviso una nota pubblica sulla sua visione per la Maison. Parlando del brand, il designer ha affermato di identificare il brand in una persona«È dramma, passione, eccesso, contraddizione, amore e odio, trionfo e crollo, orgoglio e vulnerabilità, perseveranza, caos, genialità. Tutto ciò che si può dire di un essere umano si può dire di Gucci». Ha raccontato di aver visitato gli Uffizi e di aver visto per la prima volta la Primavera di Botticelli, che ha ispirato Gucci Flora, e di aver scoperto la Venere di Botticelli. Estasiato, la prima cosa che ha notato appena uscito in Piazza della Signoria è stato il Palazzo Gucci. «In quell'istante, ho compreso il posto che Gucci occupa nella cultura italiana [...] Non voglio che sia intellettuale, ma voglio che Gucci sia una sensazione». 

Ai piedi di imponenti statue, lungo un'infinita striscia di luce bianca, ha sfilato una collezione composta da un numero impressionante di look. Ma mentre il set trasportava il pubblico in centro a Firenze, abiti bodycon, magliette ultra aderenti e pantaloni skinny richiamavano direttamente la fine degli anni '90. Il cast high and low, composto da rapper di nuova generazione come Nettspend e Fakemink ma anche di top model storiche come Kate Moss, Karlie Kloss e Elsa Hosk, ha potenziato il livello mediatico della sfilata, mentre la stessa camminata dei modelli, stanca, zoppicante e distratta, ricordava la vecchia attitudine del Balenciaga di Demna.

Dai pantaloni a vita bassa alle muscle shirt, dagli scolli vertiginosi all'Horse-Bit dorato che decorava la pelle scoperta, tutto aveva lo stesso sapore del Gucci di Tom Ford. Un sapore che sa anche di soldi, considerando l'attenzione che gli abiti del designer americano stanno ottenendo negli ultimi mesi online, tra gli archivi di moda e i siti di rivendita di seconda mano (dal 2021, le ricerche per la voce Gucci by Tom Ford sono aumentate a dismisura in tutto il mondo) . Dopo lookbook e film sensazionali, per la passerella Demna ha deciso di dare al pubblico - cioè buyer, investitori e fanatici di Gucci - ciò che voleva. Per sorprenderci, ha lasciato solo qualche pantalone tirato giù per fare intravedere le mutande e una decina di marsupi logati; non sarà il recessioncore del 2008, però, a farci rimanere a bocca aperta.