Zerocalcare ci dà i suoi "Due spicci" sulla vita Su Netflix arriva la terza serie firmata dal fumettista italiano

Quanto viene questo? Poco, due spicci. Un’espressione che è diventata di uso comune, spesso per descrivere cosa si ha nelle proprie tasche, talvolta utilizzata nella maniera anglofona dei “2 cents” per spendere la propria opinione su un fatto o un argomento. Sono cinque anni che Zerocalcare dà i suoi 2 cents su Netflix attraverso le serie animate, ma aveva cominciato molto prima attraverso la sua attività da fumettista. Che sia stato con Strappare lungo i bordi nel 2021 o Questo mondo non mi renderà cattivo nel 2023, gli show su Netflix ne hanno rivelato un aspetto sempre più viscerale e profondo che il creativo sfrutta quando si tratta di editare i propri racconti, che siano destinati alla pagina stampata o con i disegni che prendono vita attraverso le operazioni animate.

La vita in "Due spicci" 

Con ogni lavoro di Zerocalcare si ha la sensazione di conoscerlo sempre un po’ di più, di svelarne ogni volta un pezzettino. Di essere entrati quasi in confidenza con un uomo che, come ci tiene spesso a sottolineare il suo Armadillo-coscienza, è rinchiuso in una torre di solitudine, ma che attraverso le narrazioni e le sue immagini ha trovato una maniera per comunicare e svelarsi.

Arrivati alla sua terza collaborazione con la piattaforma la sensazione è quella di ritrovare un amico di cui si conosce bene il carattere, le abitudini e l’umorismo, pronti a interrogarci su cosa vorrà farci apprendere questa volta sulla vita. Perché, per quanto siamo sicuri penserà di non essere nessuno per insegnarci come si sta al mondo (lui che probabilmente direbbe che non lo ha ancora capito), con le sue opere Michele Rech ha rivelato un po’ di sé e di ciò che gli ruota attorno, che spesso e volentieri, soprattutto con Due spicci, rappresenta la situazione precaria di una generazione a cui sono state tolte le cinture ed è stato chiesto di andarsi a scagliare a muso duro contro l’esistenza. 

@netflixit Noi siamo fermi a quando abbiamo sentito “Secco”, “fattaccio” e la nuova canzone di @coezofficial "Ci vuole una laurea", tutte nello stesso video. Due Spicci, la nuova serie di @zerocalcarecringe original sound - Netflix Italia

La serie, come le altre ma ancor di più, ha come riferimento la classe dei Millennial a cui è stato chiesto di tutto (studiare, prendere una laurea, fare gli stage, chiedere il mutuo, accontentarsi) senza che gli tornassero mai indietro le promesse fatte (il posto fisso, una casa di proprietà, una sicurezza economica che contribuisce in parte ad una sicurezza mentale). Un arricchirsi più di quanto facevano i due titoli precedenti, inserendo nella narrazione un po’ di tutto: non c’è solo una direttrice da seguire, sono bensì tante le piste che Due spicci mette in campo.

C’è il debito da dover ripagare di un amico, la tossicità delle relazioni, l’accettazione della vita che cambia con l’introduzione nientemeno di responsabilità e figli. Un bacino pienissimo in cui il protagonista Zero deve cercare di barcamenarsi, mentre col suo solito stile di racconto ci fa ridere e ci fa sprofondare nel baratro un secondo dopo; non volendo appesantire lo spettatore con le sue inquietudini ma sperando che, se le stesse gravano anche sull’animo di chi sta guardando, si può sempre cercare di dividerne il carico.

Un racconto sull'umanità

Il risultato è una serie in continuità con le precedenti, né meno fiduciosa né meno disillusa. Zerocalcare trae dal reale per lavori che rispecchiano sempre una certa verosomiglianza, che prende un po’ dalle sue esperienze e quelle delle persone che lo circondano, per rielaborarle poi in forma di finzione. L’Almodóvar del fumetto, stando all’ultimo film del maestro spagnolo Amarga Navidad che, in lingua internazionale, prende il titolo Autofiction.

Una pratica che il fumettista usa finendo per sembrare più reale del reale, creando un ponte di accesso in cui coincidono la sua penna, l’animazione e il contatto con il pubblico. Che continua ad accoglierlo e ad amarlo, come dimostra l’evento organizzato da Netflix per il lancio dello show, con l’intero Circo Massimo nel cuore di Roma allestito per presentare le prime tre puntate. Un numero stimato tra le dieci e le quindicimila persone presenti, tutti fili d’erba che formano un unico grande prato: quello umano che Zerocalcare continua a vivere e raccontare, e di cui anche stavolta siamo pronti ad ascoltare cosa ne pensa con i suoi Due spicci

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