Perché Prada aprirà la prossima Milan Fashion Week? Tutte le novità di un calendario insolito ma interessante

È uscito ieri il calendario della prossima Milan Fashion Week Women’s SS27 del prossimo settembre. E non è come gli altri. Nonostante il fatto che nella schedule ci siano tutti gli appuntamenti abituali, infatti, l’edizione di settembre rimane punteggiata di nomi illustri: di Prada parleremo a breve; ma c’è una certa attesa per il nuovo show in patria di Gucci, per il secondo show di Meryll Rogge da Marni, per il terzo show di Fendi firmato Maria Grazia Chiuri (nella speranza di vedere qualche colore) e per Bottega Veneta e Jil Sander. Etro presenterà una sfilata senza direttore creativo, Tod’s e The Attico tornernno finalmente in passerella e poi ovviamente ci sarà Vogue World.

Ma quali sono le novità più interessanti del calendario provvisorio?

1. Prada aprirà la settimana

La big news è che Prada, per la prima volta in molti anni, abbandonerà il suo classico slot delle 14:00 a metà settimana per aprire la programmazione milanese. Ma perché? Da un lato il posizionamento in apertura la dice lunga su cosa è diventato Prada negli ultimi anni: se per decenni il brand è stato un highlight della programmazione, è negli ultimi tempi che le sue dimensioni si sono avvicinate al titanico e che il brand sia diventato sinonimo della moda con “M” maiuscola. C’è ovviamente una più cinica considerazione logistica: il giorno di apertura sarà anche quello di Vogue World in Galleria, un evento per accedere al quale il popolo della moda milanese farà carte false, che attirerà un immenso pubblico e moltissime celebrità, molte delle quali verranno anche allo show di Prada. Il lavoro di PR, stylist con assistenti annessi e degli autisti sarà a dir poco brutale quel giorno. Almeno non ci sarà la stessa heat wave di giugno.

2.      Un Met Gala all’italiana?

Invece dei classici e un po’ autocelebratori CNMI Sustainable Awards, quest’anno si è provato a imbastire un Met Gala all’italiana. La seconda serata della settimana, infatti, ci sarà un’esclusivissima cena di gala al Palazzo Reale che segnerà anche l’inizio della mostra Dalì e la moda. Per trovare paralleli con quell'altro gala, gli indizi ci sono tutti: evento elegantissimo, in pieno centro, che si svolge per l’apertura di una mostra museale che parla delle connessioni tra moda e arte. Anna Wintour, l’ingrediente più indispensabile, di certo non mancherà. E tutto nel momento di massima concentrazione di celebrità e personalità della moda in città. Speriamo riesca bene, perché sarebbe un evento più divertente e meno geriatrico sia delle premiazioni a cui non crede più nessuno del classico after-party dove le liste sono “chiuse” ma le file fuori chilometriche. Anche qui ci sarà un grande lavoro, da parte dei fashion insider di taglia medio-piccola, per imbucarsi e procurarsi un invito whatever it takes.

3.      Il debutto del nuovo Moschino

Arrivando alla moda vera e propria, l’appuntamento veramente nuovo della stagione è la nuova direzione creativa di Moschino, che debutterà venerdì 25 settembre. Oltre alla prossima fase creativa di Moschino, che è un brand che tutti i fashion insider vorrebbero veder tornare a brillare, lo show segnerà anche il ritorno sulle scene di Loris Messina e Simone Rizzo, creativi molto amati dalla comunità della moda cittadina e soprannominati collettivamente come “gli ex-Sunnei”. Quando i due avevano lasciato il brand con la stupenda trovata dell’asta (ma il concept dello show è sempre stato un loro talento) era sembrata la fine di un’era per i Millennial della scena milanese, molti dei quali avevano visto il brand nascere e non avrebbero voluto che si eclissasse. Tanto che all’ultimo sample sale la gente era molta. Speriamo, dopo lo show, di poter aggiornare il loro soprannome con “i nuovi Moschino”.

4.      Indipendenti e ospiti

Una designer indie immensamente amata dalla bolla della moda milanese è Vivetta Ponti. E come non amarla? Nel corso degli anni la designer ha conquistato i cuori e le menti dei fashion insiders con le sue idee spesso ingenue ma mai fatue, la sua immaginazione quasi infantile che però si traduceva in un’esecuzione perfetta nella realtà. E ora che Ponti ha lasciato il brand che porta il proprio nome, debutterà in passerella con Venerdì Pomeriggio. E noi non siamo mai stati così seduti e in trepida attesa. Accanto a lei e agli altri due nomi della moda indie milanese, Murano e Rambaldi, quest’anno vedremo finalmente sfilare Victor-Hart che avevamo già conosciuto al Camera Moda Fashion Grant con la sua incredibile sartoria in denim e una piccola falange di nuovi nomi come i portoghesi Marques’ Almeida e Miguel Vieira, e insieme a loro Neithan Herbert, che è ecuadoregno, lavora a Milano e produce in Messico.

5.      Assenti grandi e piccoli

Ovviamente non poteva esserci una fashion week senza qualche assente. Ma ogni festa, in fondo, è definita da chi non è presente, no? Il vuoto più eclatante in calendario è sicuramente Versace, il cui debutto avverrà ormai la prossima stagione nonostante Pieter Mulier sia già operante in città da qualche mese. Ma lo sappiamo: Roma non è stata costruita in un giorno, né Versace in un mese. Lasciamolo cucinare. Altro assente (peccato, perché le sfilate miglioravano sempre di più) è Ferrari che quest’anno andrà invece a New York e dal programma manca anche N.21 che è a questo punto una presenza ormai classica di Milano.

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