Anatomia e ritorno del metrosexual footballer Lo stile dei calciatori-diva nell’epoca del looksmaxxing

Anatomia e ritorno del metrosexual footballer Lo stile dei calciatori-diva nell’epoca del looksmaxxing

Per lungo tempo l’archetipo del calciatore ha avuto un’aura imponente, rude che sapeva di sudore mischiato all’odore acre dei campi da gioco. La sua figura evocava apertamente quella dell’eroe greco o del gladiatore ed era considerata epitome della virilità. Nei primi anni 2000, però, l’arrivo di David Beckham ha cambiato radicalmente le regole del gioco. Fino a quel momento la moda non era mai davvero entrata nel mondo del pallone, fatta eccezione per lo stile eccentrico di Diego Armando Maradona tra gli anni '70 e '90. È però con la stella del football inglese che scese sul terreno di gioco un uomo nuovo: il metrosexual man.

Questa definizione, coniata dal giornalista Mark Simpson nel 1994, si riferisce a quei ricchi uomini eterosessuali metropolitani che si prendono cura meticolosamente della propria immagine, comprano vestiti di lusso e sono disposti a sperimentare con la moda senza il timore di apparire meno virili. Simpson vide in Beckham il capostipite di una nuova stirpe di atleti che, da quel momento in poi, avrebbero fatto della cura del corpo e dello stile un elemento distintivo della propria identità.

Oggi, nell’epoca del looksmaxxing, dei calciatori trasformati in icone della moda e della nostalgia Y2K, non sorprende che il fashion system e le nuove generazioni stiano riscoprendo questo stile dei primi anni 2000. Ma chi sono stati i metrosexual man nella storia del calcio e come si è evoluta questa estetica nel corso del tempo? 

David Beckham: il primo metrosexual footballer

Anatomia e ritorno del metrosexual footballer Lo stile dei calciatori-diva nell’epoca del looksmaxxing | Image 630603
Anatomia e ritorno del metrosexual footballer Lo stile dei calciatori-diva nell’epoca del looksmaxxing | Image 630605
Anatomia e ritorno del metrosexual footballer Lo stile dei calciatori-diva nell’epoca del looksmaxxing | Image 630604
Anatomia e ritorno del metrosexual footballer Lo stile dei calciatori-diva nell’epoca del looksmaxxing | Image 630607

Prima di trasformarsi in un fenomeno globale, quella del metrosexual man è stata un’espressione utilizzata con tono dispregiativo. All'epoca, infatti, molti guardavano la metrosessualità, soprattutto nel mondo del calcio, come il sintomo di una pericolosa "femminilizzazione" dell'uomo e mentre David Beckham sfoggiava look  con canotte attillate, cerchietti, bandane, long sleeve con strass, orecchini e gioielli tempestati di brillanti, spesso abbinati a quelli di sua moglie Victoria.

I politici conservatori inglesi ed americani osservavano con sdegno lo stile del calciatore, ritenendolo un cattivo esempio per le nuove generazioni che avrebbero invece dovuto seguire il modello spartano e rude del retrosexual men o del real guy. La vera svolta culturale arrivò nel 2004, quando Beckham firmò un contratto milionario per diventare testimonial globale di Gillette: quel primo piano in cui King David appare liscio, impeccabile, potente fu la consacrazione della rasatura e della depilazione maschile, non più tabù ma nuovo canone estetico. Prendersi cura del proprio corpo era diventato a tutti gli effetti «the best a man can get».

L’evoluzione kitsch del metrosexual footballer

Anatomia e ritorno del metrosexual footballer Lo stile dei calciatori-diva nell’epoca del looksmaxxing | Image 630637
Anatomia e ritorno del metrosexual footballer Lo stile dei calciatori-diva nell’epoca del looksmaxxing | Image 630639
Anatomia e ritorno del metrosexual footballer Lo stile dei calciatori-diva nell’epoca del looksmaxxing | Image 630640
Anatomia e ritorno del metrosexual footballer Lo stile dei calciatori-diva nell’epoca del looksmaxxing | Image 630638

 

Negli anni seguenti, a raccogliere il testimone del metrosexual man fu Cristiano Ronaldo. Arrivato a Manchester nei primi anni 2000 come un esile ragazzino con i denti storti, il giovane calciatore dal talento acerbo si trasformò in breve tempo in un vero e proprio atleta-androide. Se David Beckham si faceva portatore di uno stile eccentrico, ma allo stesso tempo raffinato, Ronaldo invece puntò su un gusto decisamente più kitsch, guidato da un’ossessione narcisistica e maniacale per la sua immagine.

Pensiamo all’uso sistematico dell’autoabbronzante, alle sopracciglia ad ala di gabbiano, ai capelli saturati di gel e alle cerette integrali: il corpo di Ronaldo diventò prima di tutto il suo asset finanziario principale. Quanto al suo stile personale, fuori dal campo il calciatore protoghese si trasformò in quella che oggi definiremmo una “skinny legend”.

@hystericqueef my fashion icon #2000s #ronaldo #fyp #fashion #swag original sound - hyver

 Ronaldo tendeva infatti ad assottigliare la sua silhouette attraverso cardigan e polo attillatissime, abbinate a jeans bootcut a vita bassa portati rigorosamente con cinture dalla fibbia loggata in bella vista. Immancabili nei suoi street look dell'epoca sono gli occhiali da sole aviator con lenti fumé, le pashmine leggere annodate al collo e le pochette firmate portate con disinvoltura sotto il braccio.

Ronaldo non si faceva alcun problema ad indossare sfrontatamente capi all'epoca catalogati come troppo femminili per i canoni dello spogliatoio. Questa sua libertà stilistica alimentò a lungo i pettegolezzi dei tabloid sulla sua sessualità, tanto che Paris Hilton, dopo un flirt con il calciatore, dichiarò alla stampa di averlo lasciato perché poco macho e decisamente troppo fissato con le creme. Giudizi che, tuttavia, non hanno scalfito minimamente la confidence e il mito estetico di Ronaldo.

Da Balotelli allo spogliatoio di Dolce & Gabbana

Anatomia e ritorno del metrosexual footballer Lo stile dei calciatori-diva nell’epoca del looksmaxxing | Image 630610
Anatomia e ritorno del metrosexual footballer Lo stile dei calciatori-diva nell’epoca del looksmaxxing | Image 630612
Anatomia e ritorno del metrosexual footballer Lo stile dei calciatori-diva nell’epoca del looksmaxxing | Image 630611
Anatomia e ritorno del metrosexual footballer Lo stile dei calciatori-diva nell’epoca del looksmaxxing | Image 630608

Sulla scia kitsch del fuoriclasse portoghese si inserisce Mario Balotelli, il bad boy del calcio italiano che intorno al 2010 fece parlare di sé non solo per le sue performance in campo e per le sue bravate, ma anche per le audaci scelte di stile che lo consacrarono  simbolo dell’estetica swag. Il calciatore è stato spesso immortalato con pantaloni dal cavallo basso, felpe con zip asimmetriche, pellicce e montoni dal taglio cropped dai quali fuoriuscivano vistosi crocifissi al collo. Un look ostentato ed esibito con fierezza, incorniciato dall'inconfondibile cresta alla moicana. 

Questo stile in effetti ha ridefinito l’idea di calciatore: non solo più eroe della domenica, ma soprattutto oggetto del desiderio. Una sexiness sfrontata quella dei metrosexual footballer che l'industria della moda non ha tardato a intercettare trovando in Italia una cassa di risonanza formidabile:  è il 2006, infatti, quando Dolce & Gabbana decidono di immortalare i campioni della Nazionale italiana in uno spogliatoio per una celebre campagna di intimo. Un'operazione che trasformò il tempio sacro e ruvido del machismo calcistico nel set patinato della nuova vanità maschile. 

Il mentrosexual footballer come fashion trend contemporaneo 

Anatomia e ritorno del metrosexual footballer Lo stile dei calciatori-diva nell’epoca del looksmaxxing | Image 630629
Anatomia e ritorno del metrosexual footballer Lo stile dei calciatori-diva nell’epoca del looksmaxxing | Image 630630
Anatomia e ritorno del metrosexual footballer Lo stile dei calciatori-diva nell’epoca del looksmaxxing | Image 630631
Anatomia e ritorno del metrosexual footballer Lo stile dei calciatori-diva nell’epoca del looksmaxxing | Image 630632
Anatomia e ritorno del metrosexual footballer Lo stile dei calciatori-diva nell’epoca del looksmaxxing | Image 630633
Anatomia e ritorno del metrosexual footballer Lo stile dei calciatori-diva nell’epoca del looksmaxxing | Image 630634
Anatomia e ritorno del metrosexual footballer Lo stile dei calciatori-diva nell’epoca del looksmaxxing | Image 630628
Anatomia e ritorno del metrosexual footballer Lo stile dei calciatori-diva nell’epoca del looksmaxxing | Image 630627

Nelle proposte menswear delle ultime fashion week, diversi brand hanno attinto allo stile dei metrosexual del calcio degli anni 2000. Il nuovo uomo Gucci ne è l’esempio perfetto: nelle più recenti collezioni il guardaroba maschile ideato da Demna Gvasalia presenta giubbotti di pelle attillati alla Beckham, pantaloni della tuta con la classica banda bicolore laterale e grandi borse da viaggio o da palestra ricoperte dal monogram del brand. Soprattutto nella FW26, il designer georgiano plasma un’identità maschile che è una sorta di incrocio tra un gymbro, un calciatore e un “maranza”. 

Per Dsquared2, del resto, l’estetica del metrosexual footballer appartiene da sempre al DNA del brand, celebre per aver vestito grandi nomi del pallone con i suoi jeans strappati e macchiati di vernice. Se da Willy Chavarria e da Magliano assistiamo al ritorno di camicie e polo slim fit rosa portate rigorosamente con il colletto alzato come amava fare Ronaldo, l’uomo mediterraneo di Dolce & Gabbana indossa cinture con fibbie gioiello e sottili canotte a costine con rosari al collo in puro stile Balotelli. 

Una tendenza sovversiva? 

@marlon.noah Replying to @marlon noah bring back cristinao ronaldo’s & mario balotellis style in the 2000s #fashion original sound - marlon noah

L’eredità dei metrosexual man dei primi anni 2000 è stata ampiamente raccolta da alcuni nomi del calcio contemporaneo: basti pensare ai vistosi look firmati Dolce & Gabbana sfoggiati da Erling Haaland o allo stile di Riccardo Calafiori, il cui fascino ricorda quello di un giovane Beckham. Un’estetica che ha trovato una seconda vita soprattutto sui social: in alcune nicchie del fashiontok riemergono infatti periodicamente edit virali celebrativi di quell’era con giovani creator intenti a replicare gli street look di questi "maschi-diva".

Eppure, ad un'analisi più profonda, il fenomeno sembra aver smarrito la sua forza di rottura originaria. Se all'epoca dire a un uomo di essere un metrosexual era un'offesa velata, oggi questa parola sembra non avere lo stesso effetto sovversivo. Il metrosexual 2.0 non mette più in discussione l'immagine della sua virilità, ma è inghiottito dai discorsi tossici della manosfera e dalle derive del looksmaxxing.

Non si tratta più di ridefinire i confini della mascolinità, ma di aderire a un preciso modello di edonismo performante tipico del tardo-capitalismo, dove il corpo muscoloso che tende alla perfezione, dentro e fuori dal campo da calcio, diventa sempre più inequivocabilmente un indicatore di potere e la chiave per il successo sociale.

Continua a leggere