La Coca-Cola sta cambiando Il nuovo progetto grafico dice molto sulla direzione che sta prendendo l’azienda

A cinque anni dall’ultimo rebranding, Coca-Cola ha recentemente presentato una nuova identità visiva pensata per rendere più coerente e riconoscibile il marchio nei 200 Paesi in cui è presente. Il progetto interviene su diversi elementi grafici, tra cui il font e il logo, fino al packaging della Coca-Cola Zero – oggi sempre più in linea con quello della versione classica e distinguibile solo per pochi dettagli.

Nella sua nuova veste, Coca-Cola Zero adotta bottiglie e lattine rosse molto simili a quelle della versione zuccherata. A distinguerle sono soprattutto la dicitura «Zero zuccheri», ora più evidente, e alcuni dettagli, come il tappo delle bottiglie e il nastro che avvolge la confezione – entrambi neri. L’intervento punta a rendere più coerenti tra loro gli elementi storici dell’identità Coca-Cola, aggiornandoli per rafforzare la riconoscibilità del marchio. Queste scelte, oltre a rinnovare l’immagine del brand, riflettono anche la direzione verso cui sta andando l’azienda – sempre più attenta ai temi della salute.

Coca-Cola Zero vs Coca-Cola classica

@mike_sunday

How do you feel about this Coca-Cola “rebrand”?

original sound - MIKE SUNDAY

È da circa un decennio che Coca-Cola Zero si avvicina progressivamente, sul piano visivo, alla Coca-Cola classica. Quando fu lanciata nel 2005, infatti, era stata concepita come un prodotto sperimentale e utilizzava il nero nel packaging per distinguersi immediatamente dalla versione originale. Il successo riscosso ha però portato l’azienda a ridurre gradualmente la presenza del nero, fino a relegarlo a pochi dettagli della confezione.

In sostanza, le due bibite sono state rese progressivamente più simili e ricondotte entrambe alla combinazione di bianco e rosso, così da comunicare l’idea di un unico prodotto e mettere il marchio al centro – più che la presenza o l’assenza di zucchero. Come osserva la rivista statunitense Inc., i recenti trend nel settore alimentare e delle bevande, sempre più attenti alla salute e alla composizione dei prodotti, hanno contribuito a trasformare Coca-Cola Zero nel prodotto di punta del marchio, mentre la Coca-Cola classica viene percepita sempre più come una sorta di versione «storica».

Coca-Cola si dà all'healthy?

Negli ultimi anni, Coca-Cola ha cercato di rispondere alla crescente domanda di bevande salutari con prodotti come Coca-Cola Plus, una versione a zero calorie e zero zuccheri commercializzata nel mercato giapponese e diventata celebre sui social come la "Coca-Cola bianca" – per via del colore del suo packaging. La sua particolarità è nell'aggiunta di 5 grammi di destrina indigeribile (una fibra alimentare solubile) per bottiglia, una formula che le ha permesso di ottenere la certificazione ufficiale FOSHU (Food for Specified Health Uses) in Giappone, poiché indicata per aiutare a ridurre l'assorbimento dei grassi se consumata durante i pasti.

Parallelamente, per intercettare il trend delle bevande gasate «gut-healthy», Coca-Cola ha promosso Simply Pop, una linea di bevande di frutta prebiotici, senza zuccheri aggiunti, prodotta dal marchio Simply, controllato dall’azienda. Queste bibite contengono fibre prebiotiche, sostanze che possono fungere da nutrimento per i batteri “buoni” presenti nell’intestino, e puntano così a inserirsi nel crescente mercato dei prodotti associati alla salute, al benessere intestinale e più in generale alla longevità.
 
Entrambe rappresentano due distinte proposte a vocazione «healthy» lanciate dall'azienda che si possono trovare solo in mercati specifici. Negli Stati Uniti, per esempio, la diffusione di bibite zuccherate è da tempo discussa come problema sanitario e spinge sempre più consumatori verso opzioni più attente al benessere dell'organismo – e le stesse aziende produttrici se ne sono accorte da tempo.

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