5 momenti iconici dell’era di Tom Ford L’uomo che ha riscritto la moda del 21° secolo

5 momenti iconici dell’era di Tom Ford  L’uomo che ha riscritto la moda del 21° secolo

Tutti ricordiamo con nostalgia i tempi d'oro della moda, quando Tom Ford riscriveva le regole del lusso tra sensualità provocante e glamour. Prima alla guida di Gucci e, successivamente, anche di Yves Saint Laurent Rive Gauche, il designer texano ha cambiato per sempre non solo il modo di vestire, ma anche quello di comunicare la moda. Le sue campagne hanno ridefinito il concetto di desiderabilità, le sue sfilate sembravano film hollywoodiani e ogni collezione contribuiva a costruire un immaginario che continua ancora oggi a influenzare designer, stylist e creativi. Tra revival più o meno riusciti e continue citazioni sulle passerelle, l'estetica di Tom Ford continua a infestare i moodboard della moda. Nel giorno del suo compleanno, ripercorriamo cinque momenti che hanno reso la sua era semplicemente irripetibile.

Il G-string con il logo GG

Se esiste un capo capace di sintetizzare il concetto fordiano di porno chic, è senza dubbio il Gucci G-string. Dopo un primo accenno nella collezione FW96, il celebre tanga con le GG in metallo debutta ufficialmente nella Gucci SS97, diventando immediatamente un manifesto dell'estetica di Tom Ford. Indossato sia da modelli che da modelle sotto maglie traforate, abiti con cut-out e pantaloni a vita bassissima, il G-string ha trasformato un capo normalmente nascosto, nell'elemento più riconoscibile del look, contribuendo a caricare il lusso di una carica sensuale esplicita e provocatoria.

Le campagne pubblicitarie che hanno scandalizzato il mondo

Se oggi la moda gioca continuamente con l'erotismo, gran parte del merito è di Tom Ford. Tra tutte le immagini che hanno definito la sua direzione creativa, la più famosa resta la "G Shaved Campaign" del 2003, fotografata da Mario Testino. Lo scatto mostra il corpo di una modella con la lettera G rasata nei peli pubici, trasformando il logo Gucci in un simbolo di desiderio. Lo scatto venne censurato in diversi Paesi, ma contribuì a rendere Gucci il brand più discusso del momento. D'altronde, per Ford il sesso non era mai semplice marketing, ma parte di un'estetica sensuale e provocante, capace di trasformare un marchio in un oggetto del desiderio pur mantenendo un’autenticità nell’intento.

La sfilata Gucci Menswear FW04 e il perfetto addio

@gucclframes #tomford closing his last #gucci show in #2004 original sound - 16chleclerc

Presentata il 15 gennaio 2004 durante la Milano Fashion Week, la collezione Gucci Menswear FW04-05 è ricordata come l'ultimo show uomo firmato Tom Ford per il brand e come uno dei suoi migliori lavori. La passerella era ricoperta da una sequenza di tappeti, con un'atmosfera cinematografica: luci soffuse, musica seducente e un cast di modelli che sembrava uscito da un film degli anni Settanta. In passerella sfilavano smoking in velluto, cappotti con colli a contrasto, giacche bianche impeccabili, pellicce, camicie sbottonate. Non una semplice collezione, ma un testamento creativo. Infatti, pochi mesi dopo il designer avrebbe lasciato Gucci, chiudendo uno dei capitoli più influenti della moda contemporanea.

La pelliccia Saint Laurent FW03 indossata da Rihanna

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Alcuni capi sopravvivono alle stagioni, altri diventano leggenda. È il caso della monumentale pelliccia in volpe della collezione Saint Laurent Rive Gauche FW03, disegnata da Tom Ford. Nel 2022 Rihanna è stata fotografata per le strade di New York mentre indossava proprio quella pelliccia, riportando sotto i riflettori uno dei pezzi più iconici della sua produzione per Saint Laurent. Ancora una volta Ford ha dimostrato, seppur indirettamente, che il suo archivio continua a parlare al presente anche attraverso  un capo di oltre vent'anni fa, riconsacrandolo oggetto del desiderio.

La Halston House

Nel 2019 Tom Ford ha smesso di soggiornare stabilmente al Carlyle Hotel e ha acquistato una delle case più iconiche di Manhattan: l'ex residenza di Halston, progettata negli anni Sessanta dall'architetto Paul Rudolph. Dal valore di circa 18 milioni di dollari, la townhouse è un capolavoro del modernismo americano, caratterizzata da una facciata in acciaio e vetro, passerelle sospese, scale scultoree e un grande salotto illuminato da un lucernario monumentale. Per Ford non si trattava semplicemente di un investimento immobiliare, ma aveva visitato quella casa da adolescente e ne era rimasto colpito. Una volta acquistata, invece di stravolgerla, ha deciso di restaurarla rispettando il più possibile la visione originale di Rudolph e di Halston, rappresentando a la propria poetica creativa, ovvero riscrivere il futuro, celebrando e rispettando il passato. 

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