Questa è stata l'estate del "solo travelling" Un nuovo modo di viaggiare che sta cambiando completamente l'industria del turismo

Il solo travelling negli ultimi anni si è affermato come una modalità sempre più diffusa di organizzare le proprie vacanze. Viaggiare da soli significa prima di tutto avere maggiore libertà: scegliere autonomamente la destinazione, decidere quanto fermarsi in un luogo, cambiare itinerario in corso d’opera e, più in generale, costruire il viaggio seguendo i propri tempi. Una forma di turismo che proprio per questa flessibilità porta con sé esigenze diverse rispetto a quelle di chi viaggia in coppia o in gruppo.

Tra queste, una delle più importanti riguarda la percezione di sicurezza della destinazione. Un concetto che non ha a che fare soltanto con il tasso di criminalità, ma comprende anche aspetti molto più pratici della quotidianità di un viaggio: la qualità delle infrastrutture stradali, l’efficienza dei trasporti pubblici, l’accesso all’assistenza sanitaria e la possibilità di connettersi facilmente a Internet. Tutti elementi che possono assumere un peso maggiore quando ci si trova a gestire un viaggio completamente da soli.

Quali sono le mete più sicure per il solo travelling?

È partendo da questi criteri che un recente studio condotto dall’agenzia di viaggi Private Portugal ha provato a classificare le mete europee generalmente più sicure per chi viaggia da solo. Negli ultimi anni sono sempre di più le organizzazioni di questo tipo che pubblicano report sui trend del settore, anche e soprattutto in ottica di marketing, e in questo caso la classifica prende in considerazione numerose variabili legate non soltanto alla sicurezza in senso stretto, ma più in generale alla facilità con cui è possibile muoversi e viaggiare all’interno di un Paese.

In cima alla classifica c’è la Finlandia, seguita da Monaco e Austria; nelle posizioni successive troviamo Paesi Bassi e Danimarca. Tra le prime dieci posizioni compaiono anche Estonia, Slovenia, Svizzera e Lituania, mentre le ultime posizioni del ranking sono occupate soprattutto dai Paesi dell'Europa orientale, tra cui l'Ucraina.

Viaggiare da soli significa anche poter improvvisare

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La percezione di sicurezza, naturalmente, non è l’unico elemento che condiziona le scelte di chi viaggia da solo. Una delle caratteristiche di questo tipo di vacanza è proprio la possibilità di avere maggiore libertà nel modificare programmi e itinerari in corso d’opera. Allo stesso tempo, però, la popolarità delle mete turistiche segue spesso un andamento ciclico, sempre più alimentato anche dai contenuti pubblicati sulle piattaforme: negli ultimi anni, per esempio, il Giappone è stato una delle destinazioni più popolari, così come l’Islanda e l’Albania in Europa.

Una delle conseguenze delle dinamiche su cui si basano i social è proprio l'aumento della pressione turistica su poche e precise località, dove finiscono per riversarsi grandi quantità di persone. Tra le ricadute di questa tendenza c'è anche il fatto che è diventato più difficile organizzare un viaggio day by day: molte esperienze che fino a qualche anno fa erano accessibili in qualsiasi momento oggi richiedono di essere prenotate con un certo anticipo.

Tutto ciò finisce per limitare quei momenti di improvvisazione che spesso rendono una vacanza più piacevole e memorabile. Un cambiamento che riguarda tutti i turisti, ma che può entrare particolarmente in contrasto con le esigenze di chi viaggia da solo, proprio perché generalmente è più libero di modificare programmi e itinerari in corso d’opera.

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