
Quest’estate le canottiere si indossano una sull’altra Il caldo non può nulla contro il potere del layering
Cosa c’è di meglio di una canotta in estate? Facile: due canotte. O una canotta e una maglietta, ma anche una canotta e una maglia trasparente. Quello che già nelle collezioni SS25 e FW25 sembrava essere uno degli styling trick più interessanti intorno al capo più semplice dell’estate, nel 2026 è diventato un trend molto più riconoscibile. Quasi una ventina di brand diversi avevano proposto, in stili sia maschili che femminili, sia formali che sportivi, la medesima idea: indossare una canottiera con un altro strato sottostante o sovrapposto ma senza coprire la forma della canottiera stessa, la cui silhouette e i cui colori giocano contrastando con questo altro strato.
A giocare un ruolo nell’emersione del trend è stato inizialmente il fascino che, sull’onda lunga del macro-trend Y2K, ha avuto la sovrapposizione di vestiti che crea quella sensazione di “disordinato ma autentico” che esalta texture e drappeggi sull’effettiva apparenza degli abiti stessi – pensate, per il menswear, al Brad Pitt dei primi 2000 con le sue combo di t-shirt a manica lunga e corta o di gilet sulle magliette, con occhiali veloci e mega-cargo pants. Un senso di studiato disordine che nel 2026 ha ormai superato la semplice nostalgia Y2K per diventare un vero e proprio principio di styling. Ma com’è che i brand di moda hanno interpretato il trend?
Sicuramente c’è una forte differenza tra un brand e l’altro, oltre che tra soluzioni di menswear e di womenswear. Tra le collezioni femminili, ad esempio, si va dall’estrema sofisticazione della SS25 di Fendi, dove la canotta ricoperta di appliques è indossata sopra una blusa del medesimo chiffon, alla combo di canotta con cut-out e serafina aderente spalancata di Prabal Gurung; fino alla grande semplicità di Miu Miu, uno dei grandi rilanciatori del trend, e MM6 Maison Margiela, dove la canotta stropicciata era come attaccata a una seconda canotta trasparente, o anche Sandro, dove invece l’abbinamento è molto semplice ed eseguito con capi ordinari e quotidiani.
Fedele alla sua poetica dell’usurato, Marco Rambaldi ha messo la canotta sotto una maglia trasparente le cui maniche, però, erano annodate intorno al seno – simile e forse ancora più naturale è stata la soluzione di Marques’Almeida, mentre The Row ha sovrapposto a una t-shirt nera altri due strati progressivamente smanicati che si concludevano con un mix tra canottiera e halter-top. I più originali sono stati però Natasha Zinko, che ha impiegato largamente il concetto sovrapponendo una canotta grigia a un capospalla (sembrava una camicia ma non lo era), e soprattutto Wiederhoeft, che ha creato una sorta di corsetto sportivo indossato sulla classica canotta.
Più semplice è stato il menswear: se Dries Van Noten ha messo, nel suo show finale SS25, sulla canotta nera una specie di cappa di impalpabile tessuto trasparente, la più inventiva è stata Simone Rocha, che ha decorato la sua canotta di nastri iridescenti a forma di fiori stilizzati. E se Songzio, Bluemarble e Pronounce hanno interpretato il tema senza eccessivi svolazzi, così come Maximilian Davis da Ferragamo con addirittura tre strati, il più originale è stato senza dubbio Heliot Emil, dove la canotta bianca era l’ultimo strato di un’architettura intera di leggerissimi strati bianchi che si concludevano con una rain jacket leggerissima. Le soluzioni adottate sono molte e, a distanza di un anno, quello che sembrava soprattutto un esperimento da passerella si è trasformato in uno styling trick sempre più comune anche fuori dalle collezioni.
Certamente indossare più di un singolo strato sarà qualcosa di insopportabile per i più sensibili alla temperatura – ma per lo stile si fa questo e altro. Quasi come se, raddoppiandola o triplicandola, la canotta riuscisse a perdere le sue connotazioni più grezze e, se vogliamo, oggettificanti per assumere il letterale spessore di un outfit: da sola è una canottiera, in due o tre diventa sicuramente un look. Altra difficoltà non da poco sarà quella di individuare due canottiere che possano essere sovrapposte senza enormi dissonanze di stile – gestire vestibilità e materiali non sarà semplice anche perché dipende tutto da quello. In compenso, però, il messy look dell’estate 2026 sembra aver trovato proprio nel layering di tank top uno dei suoi trucchi più semplici ed efficaci.



























































