
In memoria di Adrian Bianco
Nelle ultime settimane è emersa la notizia della scomparsa di Adrian Bianco, fondatore e direttore editoriale di Sabukaru e forza motrice dietro una delle voci più influenti della sottocultura giapponese contemporanea. Lascia una comunità che lo ricorda come un visionario, un talento rimasto umile fino in fondo e un punto di riferimento guida per i creativi che ha incontrato e sostenuto lungo il suo cammino.
Nel corso degli anni ha costruito, attraverso Sabukaru, Gata Magazine e la sua agenzia Bianco Bianco, un punto di riferimento imprescindibile per chiunque seguisse la cultura underground in Giappone e in Asia, fondando un autentico hub della scena, capace di connettere brand internazionali, artisti emergenti e figure già affermate. Per questo motivo, Bianco viene ricordato meno come editore e più come mentore e connettore culturale, qualcuno in grado di individuare il talento prima che il resto del mondo se ne accorgesse, dando voce e visibilità a persone che altrimenti sarebbero rimaste ai margini della narrazione culturale mainstream.
Spinto dal desiderio di esplorare le sottoculture giapponesi da vicino piuttosto che raccontarle a distanza, Bianco si trasferì a Tokyo da Berlino nel 2019. Quella decisione diede vita a Sabukaru Online, fondato nel 2017, la piattaforma culturale e web magazine che trasformò in una voce di riferimento per documentare moda, musica, arte, manga, anime e street culture della scena underground giapponese per un pubblico internazionale. Sul piano del modello editoriale, anticipò una tendenza che sarebbe poi diventata mainstream: la rivista come piattaforma ibrida. E infine, nel 2025, riportò Sabukaru alla stampa con l'Issue 01, una scelta controcorrente rispetto alla tendenza del "tutto digitale", ma coerente con l'idea che un oggetto fisico conferisca peso e valore collezionabile a una storia che altrimenti rimarrebbe effimera quanto un post sui social media. In questo senso, la sua eredità editoriale non consiste soltanto nell'aver fondato una rivista, ma nell'aver dimostrato che il giornalismo culturale di nicchia può essere fatto con una voce autoriale forte pur rimanendo scalabile e capace di dialogare con i grandi brand internazionali.
Vogliamo ricordare oggi la sua eredità con le parole del suo collega e amico Sam Trotman, noto anche come Samutaro:
È raro trovare una mente creativa che condivida una curiosità e una dedizione così profonde verso i mondi nascosti della sottocultura come Bianco. Era un vero mecenate della cultura, che ha dedicato la sua vita a creare uno spazio in cui storie mai raccontate potessero essere condivise con lettori affini in tutto il mondo.
Attraverso Sabukaru, ha aperto una finestra su un lato del Giappone che molti al di fuori del paese non avevano mai visto. Quella fede incrollabile nella cultura era testimonianza non solo della sua visione, ma del suo genuino amore e rispetto per le persone e le comunità che ne erano l'anima.
Più che un narratore, Bianco era un connettore. Aprì porte a persone che non erano ancora state viste, credette in loro prima degli altri e portò un'energia inesauribile nel sostenere e ispirare i creativi di ogni generazione. Il suo modo di muoversi nel mondo ci ricorda di prendere tutti sul serio, di mettere in contatto le persone giuste, di credere nei propri sogni, di lavorare sodo e di non arrendersi mai.
E di Pavel Dler, Founder e CEO di RAD Media:
Bianco aveva una chiarezza di visione che pochissime persone nel nostro settore riescono mai a raggiungere. Tutto ciò che Sabukaru pubblicava era ponderato, curato con attenzione e inconfondibilmente suo. Non inseguiva mai il rumore; andava in profondità e si fidava dei suoi lettori, sapendo che avrebbero fatto altrettanto. Quando stavo iniziando Culted, il suo lavoro mi ha mostrato che i contenuti potevano davvero informare, e non soltanto intrattenere, e che un pubblico ti seguirà ovunque se rispetti la sua curiosità. Molti di noi che costruiscono in questo spazio hanno imparato questo da lui, che lo conoscessimo personalmente o meno. Quello standard continua a vivere in tutto ciò che ha costruito e nel lavoro di tutte le persone che ha ispirato. Ci mancherai enormemente, Bianco.










































