
In che senso il blu è lo Xanax della moda? Siamo così stressati che abbiamo ricominciato a vestirci di blu
Se nell’ultimo periodo avete avvertito il bisogno di acquistare un cappotto o una giacca blu, non siete i soli. Secondo un recente report di Lyst, le ricerche per i capi blu navy sono in costante aumento. La ragione di questo improvviso attaccamento cromatico? Il nostro stress. Immersi in una quotidianità in cui siamo continuamente esposti a stimoli visivi e tonalità ipersature costruite per eccitarci e quindi per catturare la nostra attenzione, cercare il blu nelle proprie scelte di stile significa rifugiarsi in un colore che, per ragioni psicologiche ma anche per condizionamento storico, stimola la calma e favorisce la stabilità emotiva.
Se ci riflettiamo, il blu scuro è il colore delle divise della Marina Militare e dei dipendenti di diverse compagnie aeree, delle tute da lavoro degli operai, di alcune uniformi studentesche, ma anche del power suit di molti politici. Le sfumature più intense evocano sia in chi le indossa sia in chi le guarda precisione, compostezza, autorevolezza istituzionale e persino fiducia. Ma basterà davvero vestirci di blu per fare passare l’ansia?
Il blu navy in passerella
La moda non si è fatta trovare impreparata di fronte alla voglia sfrenata dei consumatori per abbigliamento tranquillizzante. La riscoperta contemporanea del minimalismo anni ‘90, l’onnipresenza nelle collezioni di trend come il corporate chic e le continue reference all’estetica old money hanno decisamente spianato la strada a questa epidemia del blu navy. Da Ralph Lauren, questa nuance è da sempre il manifesto stilistico del ricco e nobile uomo americano: maglioni a trecce e sahariane blu profondo accompagnano l'uomo sul campo da golf e durante i suoi weekend in barca.
In virtù dell’aura di affidabilità e controllo che evoca, il blu navy viene usato per i completi da ufficio: nel caso di Auralee, Vetements e Wales Bonner troviamo “armature sartoriali” blu, costruite per affrontare le riunioni più tese, mentre da Dior Homme e Emporio Armani la silhouette è decisamente più rilassata e destrutturata. Per Dior, Jonathan Anderson realizza un doppiopetto dalla nuance tra il royal e il navy con una particolare texture sgualcita, mentre Emporio Armani declina diverse tonalità di blu notte attraverso tessuti fluidi e trasparenti.
In alcuni casi, poi, il blu navy si fa sinonimo di pulizia formale e minimalismo d'autore: se da Public School i completi sono oversize e avvolgenti, Kiko Kostadinov propone un total look navy con una long sleeve drappeggiata. Oltre ai consueti trench blu navy di brand minimalisti come The Row e Carven, da Jil Sander l’austerità del blu scuro viene sovvertita e "scomposta" attraverso blazer dall’abbottonatura asimmetrica.
Per Luoise Trotter da Bottega Veneta, lo spettro cromatico della SS27 spazia dal blu profondo al bianco ottico: i trench di pelle intrecciata e i blazer dalle linee pulite sono capi che raccontano il passaggio dall’inverno alla primavera. C’è invece chi preferisce sperimentare e giocare con la neutralità del blu: Julian Klausner ad esempio, per Dries Van Noten fa sfilare top fluidi in seta e cappotti blu da cui fuoriescono leggeri foulard dalle stampe floreali mentre Simone Rocha applica cristalli e rose di taffettà a giacche con dettagli utility.
Personaggi e uniformi in blu navy
Il blu navy è stato sapientemente utilizzato in passerella per tratteggiare dei veri e propri character della società: da Gucci questo colore veste di volta in volta la ricca sciura milanese, la giovane aristocratica con la passione per l'equitazione e perfino il classico calciatore metrosexual dei primi anni 2000. Da Tom Ford, nel frattempo, il blu intenso si materializza nel gessato di un seduttore.
Nel guardaroba femminile sono soprattutto due gli elementi blu navy legati al concetto di uniforme che ritornano sulle passerelle: le gonne a pieghe, spesso abbinate a un paio di stringate derby, come vediamo nella collezione SS27 di Hodakova, e il maglione con scollo a V proposto da Diesel con un effetto consumato. Talvolta il capo è portato sopra una classica camicia celeste, come da Tod’s, oppure è indossato direttamente sulla pelle, nel caso di Marie Adam-Leenaerdt. Su questo filone estetico anche il brand Mame Kurogouchi sceglie di concentrarsi sulle uniformi scolastiche blu usate in Giappone, riflettendo su come capi apparentemente identici per tutti possano trasformarsi in strumenti di espressione individuale oltre che collettiva.
Insomma, quando la vita si fa troppo complessa e il cervello va in overthinking la moda ha già pronta la sua medicina: una sana dose di blu scuro per ritrovare il controllo e la pace interiore. Attenzione, però, agli effetti collaterali se puntate i capi da sfilata: indossare un capo di lusso blu navy potrà inizialmente rilassare i nervi, ma il prezzo sul cartellino, probabilmente, vi farà venire la tachicardia. A quel punto, forse, conviene abbandonare lo shopping e provare a calmarsi con una classica tisana alla passiflora.