
Le pericolose seduzioni della collezione SS27 di Tom Ford Vestiti fatti per farseli strappare di dosso
Il desiderio è stato qualcosa di più o meno assente nell’attuale ciclo di sfilate. I vestiti sono belli, certo, così come chi li indossa in passerella. Ma dov’è il sesso? Non parliamo, sia chiaro, di semplici abiti provocanti: il sesso va evocato, dato che esibirlo sarebbe volgare. Il desiderio è una tensione, si sprigiona quando, guardando un certo look, possiamo percepire l’intento di chi l’ha messo insieme, il pensiero che gli correva per la testa. Deve quasi mettere a disagio, pur restando sempre al di qua del precipizio. E l’unico che per ora riesce a evocare il desiderio in passerella è Haider Ackermann che, ieri, con lo show SS27 di Tom Ford, ha riconfermato di essere semplicemente tra i migliori direttori creativi in circolazione oggi.
«Libertà al limite», scrive Ackermann nelle sue note. «Non per cadere, ma per sentire che si potrebbe farlo». Al limite lo show lo era davvero: tra le varie tracce della colonna sonora che risuonavano ora dure, ora appassionate, si sentivano ansiti e gemiti dalla natura affatto equivoca. I modelli, che si muovevano dentro e fuori da una struttura di vetro, si schiacciavano a volte contro le pareti quasi come posseduti da amanti invisibili. Su tutto, dominava quel vibe di seduzione che Ackermann ha instillato in Tom Ford: la seduzione dell’amante fatale, del libertino tanto elegante quanto corrotto, con una certa sadica, dominante freddezza nel suo incedere e, ovviamente, nel suo vestire.
La parte migliore è che, a questo gioco di evocazione o suggestione, non servono abiti troppo rivelatori. Certo Mariacarla Boscono indossava una gonna trasparente a due strati, che smetteva di rivelare del tutto la pelle nuda sotto, proprio sull’ultimo limitare dell’inguine. E certo, c’erano tanti damerini debosciati con i capelli di solida brillantina, gli occhiali da sole nerissimi, e le gambe nude sotto le giacche da sera. Molti dei look sembravano colti a metà mentre i partecipanti di una cena elegante si stessero spogliando per partecipare a uno di quei festini più o meno "bilaterali".
Non per questo il collegamento tra seduzione e nudità era scontato: Ackermann suggerisce la sua sensualità anche con il corpo coperto, anche con uomini e donne decisamente maturi (i modelli più giovani, anzi, paiono quasi innocenti novellini considerato tutto il rovente senso di perdizione che si respira ovunque) e anche nel mezzo della più precisa, millimetrica sartoria. Certo, dopo molto coprire e scoprire, specialmente con i top scollati fino all'ombelico sotto le rigide giacche, si è aperta una sezione di costumi degni di Sharon Stone in Basic Instict o della Rebecca Romijn di Femme Fatale. Ma la donna Tom Ford sembra precisamente il tipo di persona che passeggia a bordo piscina in tacchi alti per il gusto di mozzare il fiato agli astanti senza mai davvero concedersi.
Unico appunto da poter fare alla collezione o al suo styling era che, questa stagione, si è avvertito un cedimento alla commercialità: un top in pelle con il logo, un paio di camicie infilate nei boxer in quello che è ormai un “arrangiamento” un po’ trito per un brand così chaude e così chic. Il resto però era abbastanza inappuntabile: la collezione, come tutte quelle che l’ha preceduta, era praticamente perfetta. Il giorno in cui Ackermann riceverà un raggio d’ispirazione in più e renderà il suo show appena più teatrale, gli storici della moda dovranno prendere appunti.













































































































