
Il nuovo equilibrio della SS27 di Dior Homme Jonathan Anderson definisce il suo New Look maschile
Dopo un 2026 che è stato di fuoco per il designer con la sua trafila incessante di sfilate, Jonathan Anderson pare aver trovato, con la collezione SS27 di Dior Homme, un suo equilibrio e soprattutto una sua silhouette. Se nelle due precedenti sfilate (contiamo la Pre-Fall 2026 come un prosieguo del primo show) Anderson aveva provato tutte le carte e stili possibili, probabilmente per sondare il terreno, in questo ultimo show abbiamo visto più decisione: meno eccentricità e più concentrazione.
L’uomo (efebo?) Dior è aristocratico e svagato e vive, anfibio, tra epoche storiche diverse e sovrapposte, come se Barry Lyndon o Mr. Darcy fossero atterrati su una spiaggia californiana.
Questa ritrovata disciplina stilistica si è articolata sulla tensione tra la forma e la materia: maglieria e capispalla con revers a scialle tipico degli abiti da sera e delle giacche da camera ma rifatto in tela, denim strappato o lana; ma anche redingote ottocentesche di cotone leggero, in certi casi in popeline come una camicia, o camoscio abbinate a pantaloni sartoriali molto morbidi e jeans strappati.
Certo, anche qui non mancavano quei tocchi di tessuti lamè, spesso dorati e glitterati, che Anderson aveva inserito in molti look degli show precedenti, così come gli abbinamenti di colore più curiosi e diversi cardigan e blazer decorati con lunghe frange. Il vero pièce de résistance della collezione però erano quei blazer a quadri sovradimensionati, trasparenti e iper-leggeri al punto da sembrare scialli.
La base del look, comunque, è quasi sempre una camicia infilata nei pantaloni con giacche ora d’ispirazione Regency ora più da sera con una cravatta o da un suo facente funzioni. A volte le giacche formali diventano bomber di tela, a volte diventano lunghe vesti da camera, a volte sono indossate a torso nudo. I pantaloni hanno un taglio tendenzialmente slim se lunghi ma diventano molto ampi quando si accorciano.
Le scarpe si sono invece regolarizzate: via le sneaker in stile Nike Considered e via gli stivaletti Loewe-schi dell’ultimo show maschile in favore di un range di scarpe più basso, più estivo, più moderato. I look hanno giovato di questa assenza di distrazioni visive in favore di una maggiore armonia. Anche la proposta delle borse è stata forte.
Mentre il look di questo Dior Homme emerge sempre con miglior chiarezza, però, è necessario fare un paio di considerazioni. La prima è che, pur essendo l’offerta della SS27 molto più realistica e concreta di quanto visto in passato, permane una certa difficoltà a immaginare molti di questi look fuori da un red carpet o da un editoriale. Non viene da chiedersi chi è l’uomo che li possa indossare, quanto in che occasione andrebbero indossati.
Il secondo è un discorso sulla stagionalità: cappotti di lana pied-de-poule, blazer con revers pellicciati, e lunghe sciarpe convivono con sartoria impalpabile e shorts in denim da surfista, creando l’impressione di look che esistono per un clima impossibile. Ma è inutile mettere troppi limiti alla fantasia della passerella, l’importante è che Anderson faccia i suoi passi avanti e, in effetti, ne sta facendo. E da gigante.