
C.P. Company presenta “People Make The Clothes, Clothes Make The People" a Copenhagen Una mostra che esplora cinquant'anni di archivio del brand italiano
C.P. Company approda a Copenhagen con People Make The Clothes, Clothes Make The People, una mostra negli spazi di Other Circle che ripercorre oltre cinquant'anni di ricerca, sperimentazione e innovazione nello sportswear contemporaneo. In un viaggio dentro il processo creativo che ha reso C.P. Company uno dei nomi più influenti del menswear, la mostra celebra le idee e le persone dietro a ogni creazione di C.P. Company, ciascuna un simbolo culturale che in 50 anni ha vestito le community più disparate, dal calcio al motorsport, fino alla musica, contribuendo a definirne l'identità.
Il percorso si sviluppa attraverso due sale. La prima racconta l'evoluzione del brand attraverso una selezione di pezzi d'archivio, dalle prime sperimentazioni grafiche di Massimo Osti negli anni '70 alle Goggle Jacket e Explorer Jacket, fino alle innovazioni sui trattamenti e sulle tinture. La prima sala attraversa, tramite il prodotto, anche le diverse direzioni creative del marchio, da Moreno Ferrari ad Alessandro Pungetti, da Paul Harvey a Leonardo Fasolo.
La seconda sala è invece dedicata alla tecnica che più di ogni altra ha definito il DNA di C.P. Company: la tintura in capo. Al centro dello spazio, un'installazione cilindrica mette in scena una singola giacca declinata in una progressione cromatica che mostra tutta la complessità e il fascino del garment dyeing, trasformando un processo produttivo in uno show.
Uno degli elementi più interessanti della mostra riguarda il modo in cui viene raccontata la storia del brand. I capi sono custoditi nelle iconiche teche trasparenti che da decenni caratterizzano il linguaggio espositivo di C.P. Company, un sistema sviluppato da Massimo Osti nel 1987 per la mostra dedicata ai primi quindici anni del brand a Berlino, pensato per presentare le giacche come veri e propri documenti di ricerca.
Nel tempo questo metodo espositivo si è evoluto, diventando uno degli elementi più riconoscibili dell'identità di C.P. Company. Dopo essere stato riproposto anche per la mostra del cinquantesimo anniversario nel 2021, torna oggi alla Copenhagen Fashion Week come parte integrante della narrazione, trasformando l'archivio in un laboratorio in continua evoluzione.
























































