
Perché i vinili stanno uscendo incompleti? Tracce tagliate, missaggi provvisori e canzoni mancanti, il "Vinylgate" ha travolto Charli xcx, Olivia Rodrigo e Raye
Su Spotify e Apple Music, No One Lasts Forever, traccia appartenente all'ultimo album di Charli xcx Music, Fashion, Film, si chiude con la voce di David Cronenberg. Il regista canadese, maestro del body horror, recita un monologo su arte, morte ed eternità e per la critica è il cuore dell'intero progetto. Sul vinile dell’ album però quel finale non c’è, nonostante sia stato venduto come “full lenght”. È questa assenza che ha riacceso il dibattito su una delle prassi ormai più diffuse dell'industria musicale.
Negli ultimi due anni, i fan che hanno preordinato le edizioni in vinile più costose ed elaborate degli album delle proprie star preferite hanno scoperto all'ascolto di aver ricevuto versioni incomplete o provvisorie dei dischi, tra tracce accorciate, missaggi non definitivi e canzoni presenti sulle piattaforme, ma non sul supporto fisico. Ma perché artisti da milioni di stream e budget faraonici non riescono a far arrivare un album intero su vinile?
Il Vinylgate, gli album monchi
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A porsi questa domanda sono stati anche i fan di Olivia Rodrigo, quando a giugno hanno ascoltato per la prima volta You Seem Pretty Sad for a Girl So in Love. Il terzo album della cantautrice è uscito in almeno dodici configurazioni diverse tra copie autografate, picture disc, edizioni pop-up e copertine alternative. Tutte, però, suonano più corte della versione digitale.
Oltre due minuti di musica in meno, su una mezza dozzina di brani: la traccia u + me = <3 perde, ad esempio, un'intera sezione del bridge. Interventi così estesi che molti acquirenti avevano inizialmente sospettato un difetto di fabbricazione, ma quando qualcuno ha richiesto il rimborso, lo store ufficiale della cantante ha risposto che il disco era arrivato esattamente come previsto.
Gli ascoltatori di Raye, invece, hanno scoperto che il vinile del suo secondo album, This Album May Contain Hope, conteneva un missaggio non definitivo delle canzoni. L’artista si è scusata pubblicamente e ha invitato i fan ad accettare le differenze, cosa che ha dato il via a decine di commenti infuriati che la accusavano di vera e propria truffa. Altri episodi sono emblematici, come quello di Eternal Sunshine di Ariana Grande, che montava una versione di supernatural incompleta, o la prima tiratura di Hurry Up Tomorrow di The Weeknd, che aveva 11 tracce sulle 22 della versione digitale, seguita poi da una "complete edition" su doppio LP.
Come nasce un vinile e perché i tempi non bastano
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In realtà, parte del motivo dietro al “Vinylgate” risiede nei tempi di produzione, e per capire il perché bisogna guardare a come nasce fisicamente un disco. Non si carica infatti come un file: richiede un master dedicato, una versione delle registrazioni ottimizzata per il formato e diversa da quella destinata allo streaming. Quel master viene poi inciso con un tornio su un disco di alluminio rivestito di lacca, un supporto così delicato che si degrada in pochi giorni e va spedito entro 48 ore allo stabilimento dove verrà pressato.
Ogni modifica successiva significa ricominciare daccapo, perché l'incisore ha un solo tentativo per lato. Per questo motivo gli stabilimenti richiedono i master almeno sei settimane prima dell'uscita, tenendo conto del fatto che i tempi si allungherebbero in caso di packaging molto elaborati. A una piattaforma streaming bastano cinque giorni per processare un file audio.
Charli xcx ha raccontato che il contributo di Cronenberg è semplicemente arrivato troppo tardi rispetto alla consegna dell'audio e Rodrigo ha ammesso di aver scritto la traccia di chiusura dell'album appena una settimana prima della scadenza fissata dalla fabbrica. Il calendario produttivo, quindi, ha finito per entrare nella scrittura stessa dei dischi: prima si consegna qualcosa da incidere, poi si rifinisce la versione destinata alle piattaforme.
I precedenti storici
A dirla tutta, il vinile incompleto esiste da sempre. I fan dei Fleetwood Mac si lamentano da decenni dell'assenza di Silver Springs dalle stampe di Rumours, il loro capolavoro del 1977; Blue Monday, il singolo più celebre dei New Order, non compare sulle edizioni in vinile dell'album Power, Corruption & Lies. In quei casi si trattava di compromessi tecnici, dati dai minuti di musica che un solco può fisicamente contenere.
Oggi sembra quasi che a mancare non siano solo i minuti, ma che l'album stesso, al momento della sua incisione, non esista nella sua forma finale. Il mercato intanto continua a crescere: nel Regno Unito, secondo i dati dell'associazione dell'industria discografica britannica, nell'ultimo anno sono stati venduti 7,6 milioni di LP, il 13,3% in più rispetto all'anno precedente. Le vendite dei vinili nel paese aumentano ormai da diciotto anni consecutivi.
Per ora, se un disco può uscire con la musica sbagliata senza che le vendite ne risentano, è anche perché il vinile ha smesso di essere solo musica ed è diventato merchandising. La strategia delle etichette punta tutto sulla combinazione tra saturazione di varianti e paura dei fan di restare esclusi. Ogni album esce in decine di edizioni colorate, copertine alternative ed esclusive per catena di negozi, ciascuna dichiarata a tiratura limitata, in modo che il fan non compri un disco ma insegua una collezione.
Il modello Taylor Swift
Taylor Swift, nel 2024 ha costruito intorno a questo meccanismo l’intero lancio di The Tortured Poets Department: quattro edizioni in vinile dello stesso album, ognuna con una copertina e un colore diverso. Soprattutto, tutte avevano una bonus track esclusiva, che non si trovava nè sulle altre versioni, nè in streaming.
Le quattro varianti non sono state neppure annunciate insieme, ma in momenti diversi nell’arco di due mesi, spesso dal palco dell’Eras Tour e ognuna rimaneva disponibile per pochi giorni: per poter ascoltare tutte le canzoni, quindi, bisognava comprarlo quattro volte. E neanche questo bastava, perché in un momento successivo all’uscita ufficiale dell’album, sono arrivate sullo store digitale altre versioni esclusive, mai stampate su vinile.
La versione monca, in questa prospettiva, non è più solo un effetto collaterale dei tempi di stampa, ma anche la premessa commerciale della riedizione. La stampa incompleta prepara il terreno alla "complete edition" che segue mesi dopo a prezzo pieno o superiore, come nel caso di The Weeknd, e lo stesso album finisce per generare due acquisti, prima come anteprima e poi come versione definitiva.
Tutto merito del pre-order
the problem is you all blindly trust a celebrity who doesn't care about you and only wants to sell you her cheap merch and vinyl variants
— fran (@stolenfolklore) December 19, 2025
È anche il preordine a tenere insieme tutto. Le varianti vengono messe in vendita mesi prima dell'uscita, spesso il giorno stesso dell'annuncio dell'album. Ognuna è a tiratura limitata, quindi chi esita rischia di trovarla esaurita, e il fan compra un oggetto di cui non conosce il contenuto, sulla sola fiducia nell'artista. Scopre cosa è effettivamente inciso nei solchi soltanto settimane o mesi dopo, alla consegna, mentre in un negozio di dischi tradizionale l'ordine era inverso: prima l'album esisteva, poi lo si comprava.
Il preordine ha fatto sì che l'acquisto avvenisse al picco dell'attesa, così che qualunque delusione successiva non possa più toccare una vendita già contabilizzata. C'è chi ci vede una presa in giro verso chi spende di più per avere di meno, e chi difende le stampe monche come collezionabili esclusivi, fotografie di ciò che l'album era prima, quasi una versione unica ed esclusiva. Le due letture possono convivere. Nato come la forma definitiva della musica registrata, il vinile è oggi la sua versione provvisoria, e quella vera abita nel posto più immateriale di tutti.