
Charli xcx è la nuova paladina della moda indie Ma alcuni erano troppo impegnati a polemizzare per capirlo

Le speculazioni sulla nuova direzione artistica dell'ottavo album di Charli xcx (XCX8), si fanno da mesi sempre più incalzanti, alimentate tanto dall’hype quanto dalle polemiche, che non si sono fatte attendere. Soprattutto dopo le dichiarazioni rilasciate a British Vogue, in cui la popstar britannica ha parlato con Laura Snapes del suo prossimo progetto, definendolo una “rock reinvention”. Inoltre, una frase ha catalizzato l’attenzione del pubblico: «I think the dance floor is dead… so now we’re making rock music».
Eppure, il nuovo EP Rock Music gioca proprio sull’allusione a una nuova era, mentre la pubblicazione anticipata su Substack del lyrics di Spring Summer 26 ha immediatamente riacceso l’attenzione sul ritorno dell’artista - ammesso che se ne sia mai davvero andata. Il testo, tra riferimenti alle recenti polemiche e anticipazioni sul futuro immaginario del nuovo album, lascia intuire un progetto stratificato, sincero e profondamente autoconsapevole. C’è molto da aspettarsi, ma anche molto da decifrare: dall’abbandono dell’estetica "party girl" all’allure romantica e decadente di un immaginario rock reinterpretato e risemantizzato, il cui linguaggio è tutt'altro che emulativo. Il tutto senza dimenticare quel passato glorioso (BRAT) che ha reso Charli xcx una delle icone contemporanee più mutevoli e trasversali della contemporaneità, capace di attraversare generi diversi restando costantemente in equilibrio tra rilevanza assoluta e dissoluzione.
“Spring Summer 26”
Spring Summer 26 è il titolo del nuovo EP annunciato ieri tramite una newsletter pubblicata su Substack dall’artista britannica. E forse non è un caso che questa modalità promozionale, insolita ma estremamente mirata, abbia permesso agli ascoltatori, anche ai più polemici, di soffermarsi esclusivamente sul testo, senza le “distrazioni sonore” di un immaginario rock già dichiarato. Spring Summer 26 è allo stesso tempo una dichiarazione d’intenti e una confessione disillusa.
Da un lato, suggerisce una consapevolezza artistica che il nuovo album sembra voler testimoniare anche attraverso le numerose collaborazioni di prestigio coinvolte; dall’altro, assume il tono di scuse pubbliche che odorano di sigarette spente e risuonano come una chitarra elettrica distorta dal peso di un passato musicale ancora impossibile da cancellare: quello della Brat Era. Il lyrics recita: «Can’t believe the things I’ve done / I don’t do them now / But I didn’t do it / Even if I did / No it’s not my fault» , e continua, «Wrote a really good notes app apology / Think my politics could work as a press strategy / And my heritage could give me quite the USP / Can’t hide the fact I’d rather take the easy road / Yeah I think I’ll be alright if I look good in the clothes / Spring Summer 26».
In un certo senso, il nuovo EP sembra riassumere tutto ciò che è accaduto nel giro di poche settimane, ma anche una consapevolezza maturata che forse Brat non voleva ancora affrontare: «Yeah we’re walking on a runway that goes straight to hell / I know». Attraverso queste dichiarazioni, sembra quasi che Charli xcx voglia compiere un passo indietro rispetto a quanto dichiarato in passato, non tanto come gesto di pentimento, quanto piuttosto come riflesso di un panorama contemporaneo in cui la digital footprint di un’artista non può essere rimossa o bruciata definitivamente. Per questo motivo, il celebre “Let it burn” proiettato sul ledwall durante il recente set al Coachella, accompagnato dall’incendio simbolico della gigantesca bandiera verde acido che aveva definito l’immaginario di Brat, appare oggi più come un gesto simbolico che come una vera damnatio memoriae.
Una creatività consapevole tra moda e musica
«Se avessi realizzato un altro album più orientato verso sonorità dance, sarebbe sembrato qualcosa di forzato, molto triste» ha dichiarato Charli xcx a British Vogue. L’artista sembra dunque orientarsi verso sonorità rock, pur ribadendo la volontà di reinterpretarle secondo la propria prospettiva: «Ciò che è interessante per me è piegare le possibilità di quella che potrebbe essere la mia prospettiva sul rock». Infatti, per i fan, sarà una sorpresa la quasi totale assenza di Auto-Tune, elemento da sempre centrale nel processing vocale dell’artista. In linea con il genere scelto, il nuovo progetto includerà inoltre una forte presenza di chitarre.
Già il fatto che si parli di una prospettiva personale permette di leggere questa svolta non come una semplicistica adesione al rock, ma come un processo di rielaborazione identitaria. Una prospettiva che non riguarda soltanto il suono, ma anche l’immagine. La nuova estetica pubblica di Charli xcx si allontana infatti dall’estetica techno-rave di Brat per avvicinarsi a un immaginario gotico, romantico e molto più curato. Lo dimostra anche il flyer che invita i fan ad «attend the presentation of Charli XCX SS26», ovvero un livestream previsto per il 21 maggio. Secondo quanto riportato, il video sarà diretto da Torso, il duo formato da Miodrag Manojlović e Lukas von Haller, quest’ultimo coinvolto anche nella regia del cortometraggio Confessions II di Madonna. Inoltre, Charli aveva già collaborato con i filmmaker parigini nel videoclip di Von Dutch del 2024, caratterizzato da un’estetica nevrotica e disturbante.
Anche le scelte stilistiche sembrano oggi guidate da una nuova maturità visiva, capace di promuovere contaminazione e risignificazione. Emblematico è il post pubblicato nel suo secondo profilo b.sides, in cui l’artista indossa una reinterpretazione di un look Saint Laurent SS88, rielaborato da Anthony Vaccarello per il recente Met Gala. Qui l’elemento floreale si intreccia all’estetica gotica dell’artista, creando un equilibrio tra romanticismo decadente e glamour contemporaneo, e come suggerisce lo stesso lyrics: «Can’t hide the fact I’d rather take the easy road / Yeah I think I’ll be alright if I look good in the clothes». La moda diventa quindi una forma di protezione e travestimento, ma anche uno strumento per canalizzare nuove identità e distrarre da quelle precedenti. Un’ipotesi che sembra rafforzata dalle possibili collaborazioni con figure centrali dell’industria creativa, visibili anche attraverso i commenti sotto gli ultimi post dell’artista, rilasciati da Lyas, Coach, Zana Bayne, lo stesso Anthony Vaccarello e Dan Sablon di Zadig & Voltaire o Amelia Dimoldenberg.
Dunque, il nuovo album di Charli xcx non sembra essere semplicemente il prodotto di un’industria che spesso si lascia fraintendere, come hanno dimostrato le polemiche degli ultimi mesi, ma qualcosa di più sottile e stratificato. Un’opera che parla di vulnerabilità, reinvenzione e creatività intrisa di consapevolezza. Ed è proprio questo che Spring Summer 26, isolando il testo dal suono, sembra voler anticipare: il cinismo e la disillusione di un’artista che ha attraversato il passato, abitato il presente e che ora sta tentando di riscrivere il futuro dell’industria musicale. Noi restiamo qui, in attesa di una rivoluzione che porta con sé il peso delle glorie precedenti ed è pronta, ancora una volta, a destabilizzare il presente.












































