Capire l'ossessione della Gen Z per il medioevo Non è solo Knightcore

Se facendo scrollingvi è capitato di imbattervi in un get ready with me e subito dopo in un tutorial su come realizzare una cotta metallica, non preoccupatevi, non è un errore di sistema: la Gen Z sta trasformando TikTok nel suo feudo digitale, riportando l’epoca medievale al centro della cultura pop.

Le prove di questa mania sono ovunque: a Londra, due giovani in armatura si sono sfidati a duello in un evento di jousting (il torneo medievale per eccellenza) non in sella a un destriero, ma a una bici Lime. In occasione della settimana di Halloween, al posto dei soliti party alcuni ragazzi stanno organizzando sfarzosi banchetti in costume come se fossero alla corte di Re Artù e, per definire il concetto di “ideal date”, pubblicano meme che ripescano scene di film ambientati nel medioevo, dipinti storici e foto di dame e cavalieri.

Ma perché la generazione più tecnologica ed iperconnessa della storia vuole tornare nel Medioevo?

Il "weirdval" della Gen Z

Capire l'ossessione della Gen Z per il medioevo  Non è solo Knightcore
Kate Bush
Capire l'ossessione della Gen Z per il medioevo  Non è solo Knightcore
Capire l'ossessione della Gen Z per il medioevo  Non è solo Knightcore
Alexander McQueen "Joan" FW98
Capire l'ossessione della Gen Z per il medioevo  Non è solo Knightcore
Alexander McQueen "Joan" FW98
Capire l'ossessione della Gen Z per il medioevo  Non è solo Knightcore
The Face

Ciclicamente, le forme storiche ed estetiche del Medioevo tornano a colonizzare la cultura pop, ispirando nuove narrazioni: dalle atmosfere evanescenti dei video di Kate Bush alla sfilata Joan di Alexander McQueen del 1998 fino all'universo d'animazione di Shrek. Nell'analizzare il rapporto tra la Generazione Z e questo periodo, è più corretto parlare di nuove forme di medievalismo. 

La passione per il medioevo si traduce in una molteplicità di declinazioni estetiche. Già nel 2025, Pinterest aveva registrato l'ascesa del castlecore, mentre su TikTok si era iniziato a diffondere il termine weirdval (o weird-medieval, tradotto strano-medievale), un trend che integra nel dailywear dettagli dei classici archetipi narrativi del medioevo come cavalieri, dame, maghi e streghe.

Cosa c'entra il Y2K? 

In tempi più recenti, il revival medievale sembra aver preso una strada ben precisa: nelle sfilate di Anna Sui e Rodarte così come in  diverse “nicchie” su TikTok, si sta facendo sempre più strada il medieval Y2K. Si tratta di un’estetica che intreccia la tecnologia e la stravaganza pop-camp dei 2000 con la fantasia dei racconti e delle leggende medievali: un’alchimia visiva che richiama film cult come Ella Enchanted con Anne Hathaway o A Knight’s Tale con Heath Ledger e fenomeni come il bardcore (o tavern wave), un microgenere musicale che consiste nel riproporre canzoni pop in stile medievale.

Oggi il trend si sta diffondendo in diversi ambiti d'interesse della Generazione Z. Nella scena pop musicale contemporanea basta osservare, ad esempio, il videoclip di Party in cui Troye Sivan si trasforma in un cavaliere queer. Anche lo stile dell’ultima era di Phoebe Bridgers è decisamente medievalcore, ma con atmosfere più malinconiche  rispetto al collega Sivan. Nel visual di Lost Boys, la cantautrice veste i panni di una creatura elfica a bordo di una moto guidata da un cavaliere in armatura.

Videogame ed esperienze immersive

La passione della Gen Z per questa estetica trova terreno fertile soprattutto nel mondo del videogaming. Come evidenziato da alcuni magazine di settore, l'attenzione dei videogiocatori si sta progressivamente spostando dai classici contesti High Fantasy (stile The Witcher o Skyrim) verso una vera e propria ricerca di simulazione storico-ricostruttiva. A tal proposito, questa riscoperta dell'universo medievale supera la realtà virtuale e si traduce in esperienze dal vivo: lo dimostra la crescente partecipazione giovanile a festival  immersivi di portata internazionale come il Loxwood Joust nel West Sussex, in Inghilterra. In questo evento il pubblico non si limita a fare da spettatore a tornei cavallereschi o a banchetti, ma, sfoggiando outfit a tema, vive all'interno di un regno ricostruito nei minimi dettagli. 

Il fenomeno knightcore 

La Gen Z sembra essere particolarmente affascinata dalla figura del cavaliere. Su TikTok, la tendenza prende il nome di knightcore e trova spazio attraverso diverse declinazioni: dai creator che mostrano con orgoglio i loro costumi da guerrieri per Halloween o le proprie collezioni di dardi, pugnali e armature metalliche, fino agli edit che riportano in auge immagini memorabili della storia della moda.

Tra i riferimenti visivi più amati compaiono la campagna FW98 di Versace, firmata da Steven Meisel, in cui gli abiti Oroton prendono vita in un'atmosfera mistica e medievale, e il celebre editoriale pubblicato su The Face nel 1998 che immortala Alexander McQueen con gli occhi iniettati di sangue.

Per le donne, inoltre, il trend diventa simbolo di emancipazione che trova la sua massima sintesi nell'espressione «the feminine urge to be a knight» (tradotto, il desiderio femminile di essere un cavaliere). È un manifesto visivo veicolato attraverso immagini evocative ben precise: i dipinti storici di Giovanna d'Arco, le immagini del 1997 di Fiona Apple a New York e il duello finale nel film Alice in Wonderland di Tim Burton. 

La nuova festa dei folli 

Nell’immaginario collettivo occidentale, il Medioevo viene spesso liquidato come un’epoca segnata da censura, controllo oppressivo e una sistematica punizione del piacere e della diversità. La realtà storica, tuttavia, restituisce un quadro ben più complesso: è stato un periodo attraversato da scoperte scientifiche, fermento culturale e, soprattutto, da moti di rivolta nati dal basso.

Il  medievalcore non è una semplice fuga nostalgica nel passato o un costume di Halloween qualsiasi, ma una risposta alle crisi esistenziali del nostro tempo. Un po' come avveniva con le forme di autorganizzazione medievali, dalle gilde e corporazioni di mestiere nate per proteggere i lavoratori fino ai movimenti studenteschi delle prime Università che sfidarono i poteri centrali ( lo storico sciopero dell’Università di Parigi del 1229), la nuove generazioni oggi vogliono di riconquistare gli spazi che gli sono stati tolti. E sono pronti a farlo a spada tratta. 

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