In Italia le borse di lusso sono le nuove azioni E un nuovo report afferma che i principali possessori sono gli under-40

È stato presentato il Report Ipsos Doxa – Affide 2026, che analizza il rapporto degli italiani con gli oggetti di valore. In particolare, secondo lo studio, il 35% dei cittadini del Paese possiederebbe almeno una borsa di pregio e tra gli under 40 questa quota supererebbe il 40%. L'analisi, inoltre, sostiene che più del 60% dei proprietari di borse di lusso riconosce a questi prodotti un valore economico – non solo estetico o affettivo.

L’idea che una borsa possa rappresentare un bene d'investimento è sempre più popolare. Già nel 2016 l’e-commerce statunitense Baghunter confrontò l’andamento del valore della celebre borsa Birkin – dell’azienda di moda francese Hermès – tra il 1980 e il 2015 con quello dell’oro e dell’indice azionario S&P 500, che raccoglie le 500 principali società quotate negli Stati Uniti. Secondo l’analisi, la Birkin fino ad allora aveva registrato un rendimento medio annuo del 14,2%, contro l’11,6% dell’S&P 500 e l’1,9% dell’oro.

«It's not a bag. It's a birkin»

I marchi di borse più ambiti citati dal Rapporto Ipsos Doxa – Affide 2026 sono Chanel, Gucci, Louis Vuitton e, naturalmente, Hermès, che realizza quella che oggi è considerata la borsa più famosa, costosa e desiderata al mondo: la Birkin – l'altro modello più noto dell'azienda francese è la Kelly, ispirato all’attrice Grace Kelly.

Lo scorso anno, la prima borsa Birkin creata da Hermès nel 1985 per l’attrice e cantante francese Jane Birkin, dalla quale prende il nome, è stata venduta all’asta per 8 milioni di euro. Più in generale, le vendite di Birkin e Kelly sul mercato secondario sono in crescita da anni, pur essendo prodotti che usati – o pre-loved, come si dice – possono arrivare a costare fino a quattro volte tanto. All’asta, poi, i prezzi di questi prodotti crescono ulteriormente: nel 2017 una Birkin prodotta tre anni prima, in pelle di coccodrillo e con diversi diamanti, venne venduta per 388mila dollari, mentre nel 2022 un modello simile arrivò a 450mila dollari.

Jane Birkin – che è morta nel 2023 e che nel corso della sua vita ha avuto cinque Birkin – usava queste borse con noncuranza, riempendole a dismisura e attaccandoci sopra adesivi a sostegno di battaglie sociali o politiche. Il modo in cui Jane Birkin trattava un prodotto dal valore economico così alto, oltre a generare qualche critica, era però visto dagli addetti ai lavori come la giusta modalità di indossare una borsa di lusso: non necessariamente come un bene di pregio da conservare, ma come un accessorio casual.

Perché le borse sono considerati asset finanziari sicuri

Le borse di lusso da qualche anno sono considerate a tutti gli effetti dei "beni rifugio" – cioè prodotti che si acquistano con l'obiettivo di proteggere il proprio patrimonio, dato che il loro valore è più stabile rispetto a quello degli asset finanziari tradizionali. Rispetto ai vestiti, inoltre, le borse di lusso risentono meno delle mode e delle stagioni. Secondo una ricerca condotta nel 2023 dalla società di consulenza britannica Knight Frank, questi investimenti – se fatti con criterio – possono fruttare quanto quelli in immobili o in opere d’arte.

A far salire i prezzi contribuisce anche e soprattutto il mercato secondario: qui, Hermès, Chanel e Louis Vuitton sono tendenzialmente i brand più richiesti, seguiti da Gucci, Saint Laurent, Bottega Veneta, Prada e Dior – considerati anch'essi investimenti piuttosto sicuri. Secondo gli esperti, però, conviene puntare sui modelli iconici dei singoli marchi, come la Jackie o la Bamboo di Gucci, la Lady di Dior o per l'appunto le ambitissime Birkin e Kelly di Hermès.

Per chi acquista prodotti di lusso di seconda mano fanno la differenza anche lo stato di conservazione e la garanzia di autenticità. Tra le borse più contraffatte al mondo, infatti, ci sono proprio la Birkin e la Kelly di Hermès, insieme ai modelli più famosi di altre aziende di lusso: lo scorso anno, per esempio, Francesca Pascale – ex compagna di Silvio Berlusconi e ora attivista dei diritti LGBTQ+ – ha raccontato in un'intervista a Repubblica che nel 2013 l'ex ministra del Turismo Daniela Santanchè le regalò una Birkin e una Kelly, che poi scoprì essere false quando le portò a riparare nel punto vendita dell'azienda a Milano.

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