
La gelatina non è mai stata così di moda Nell'era delle tecnologie AI, ritorno alla materia
Fashion
25 Giugno 2026
25 Giugno 2026
Il primo segnale che il trend stava guadagnando effettivamente terreno è arrivato l’estate scorsa, con la diffusione sempre più insistente delle jelly shoes (o granchietti, come ci piace chiamarli in Italia) per le strade delle capitali della moda e sui social. Un ritorno anacronistico che ha riportato il pvc sulla bocca di tutti. Ma se fino a un paio di stagioni fa il materiale, ottenuto da un mix di sale e petrolio ma adesso disponibile anche in versione eco, veniva esplorato da designer e maison solo per il footwear, come nel caso di Chloé, The Row e Bottega Veneta, quest’estate il gelée ha conquistato anche altri settori del guardaroba, dagli accessori all’abbigliamento.
Per assistere con i propri occhi alla fioritura del pvc come nuovo materiale di tendenza, basta fare una passeggiata per New York, Parigi o Milano, cercare la dicitura “jelly” su Vinted, o ancora osservare ciò che sta sfilando in passerella proprio in questi giorni in Fashion Week. Su internet hanno già sancito che questa sarà «l’estate della gelatina», ma proviamo a contestualizzare meglio questo significatore culturale.
Le Jelly Firkin
@9folds a lil preview of the jelly firkins dropping today at 6pm paris time <3 #fashiontiktok #bags #pinterest EVERYTHING IS NEVER ENOUGH by INJI - INJI
Per accorgersi dell’amore ormai sbocciato tra moda e pvc, basta fare una passeggiata per New York, Parigi o Milano, cercare la dicitura “jelly” su Vinted, o ancora osservare ciò che sta sfilando in passerella proprio in questi giorni in Fashion Week. Per strada, modelle e fashion insider indossano scarpe in plastica colorata trasparente che, a primo sguardo, evocano un senso di scomodità tale da far pensare che si tratti più di perversione che di moda; su internet, Vinted e alcuni dei negozi vintage più cool di Parigi pullulano di Jelly Firkin - che non è il nome di una drag queen, ma di una borsa in plastica e gomma.
Nata come alternativa accessibile alla costosissima e irraggiungibile borsa a mano di Hermés, la Firkin è una borsa in TPU o PVC che imita il design della Birkin, senza pelle pregiata nè liste d’attesa. Non è un dupe, come dichiarano i fondatori di Firkin World, brand indipendente di Londra che le produce: la Firkin è «una categoria a parte».
«Plastic bags are not trying to be Birkins» - commenta Firkin World in una descrizione dell’accessorio pubblicata sul proprio sito - «Non sono prodotti da Hermès, non utilizzano pelle, non costano cifre a cinque zeri e invecchiano in modo diverso. Sono una categoria a sé stante. Tuttavia, si inseriscono nello stesso contesto culturale più ampio, e spesso le persone li scoprono proprio cercando prima di tutto “Birkin”. Ecco perché abbiamo scritto questa guida: per chiarire il rapporto tra questi modelli, non per confonderlo.»
Dupe o meno, si tratta comunque di un accessorio diventato famoso proprio per la sua somiglianza - nel nome così come nel look - all’iconica borsa inventata da Hermés insieme a Jane Birkin. E non serve arrovellarsi per capire perché piace così tanto alla Gen Z: è più economica (su Firkin World è venduta a circa 200 euro l’una, ma è possibile usufruire di un paio di comodi codici sconto) e certamente più simpatica della controparte “originale”, grazie all’effetto trasparente che la rende particolarmente personalizzabile.
Le Jelly Shoes
jelly shoes everywhere sneak peek of saint laurent men ss27 today pic.twitter.com/IahTldm2pf
— cara (@joyrgirl) June 23, 2026
Anche le Jelly Shoes continuano la loro ascesa indisturbate, indignazione dei più scettici a parte. Dopo le proposte dell’anno scorso di Chloé, The Row e Bottega Veneta, che hanno interpretato il trend in maniera personale attraverso infradito col tacco, ballerine mesh e zoccoli rispettivamente, altri brand hanno presentato scarpe gelée. Il più discusso è stato Saint Laurent, che proprio in questi giorni, per la SS27, ha fatto sfilare i modelli nella caldissima Parigi con indosso stringate a punta (puntissima) completamente trasparenti.
This was clever: a clear jelly bootie at #Loewe that can be worn with different color liners depending on your outfit. When you change your clothes, you change your socks but not your shoes. Economic! pic.twitter.com/AmYTXAIJfW
— Vanessa Friedman (@VVFriedman) October 3, 2025
Loewe, per la FW27, aveva invece esplorato il trend senza mettere in mostra piedi insofferenti, ma realizzando stivaletti con kitten heel in pvc da abbinare ad appositi calzini colorati. «E costano solo 1.000 dollari! Davvero geniali, davvero convenienti!», rimarcava sarcasticamente un utente di X non appena sono state presentate al pubblico - e non aveva tutti i torti, dato che poi sono state messe in vendita a $1100.
Una questione di tatto
@polyesterzine If you’ve been hit with a slew of jelly Firkins by your Vinted algo, you’re not the only one… The current it bag for girlypops is the latest in a long line of jelly-textured and transparent fashion trends But what does that tell us about how we live now??? Head to the usual to find out!! Words: Isobel Slocombe #jellyfirkin #polyesterzine #jellybag #summer2026 #trends original sound - PolyesterZine
Dietro a questo strano trend esistono già diverse teorie. Trend forecaster e giornalisti di tutto il mondo hanno colto la palla al balzo: vedendo l’esplosione di un materiale così inusuale sulle passerelle di lusso (nonché un trend gen Z che va contro gli ideali sostenibili che sono sempre stati riconosciuti alle nuove generazioni), hanno cominciato ad analizzare il trend, cercando di individuare il motivo del suo successo.
PolysterZine, per esempio, racconta che mentre «Nella cultura devozionale del tardo Medioevo, la trasparenza veniva presentata come una condizione spirituale» e le rappresentazioni artistiche della translucenza erano associabili alla luce divina, al paradiso, oggi il trend ha ben poco di spirituale. E invece interamente materialistico, spiega l’autrice dell’articolo Isabel Solcombe: «‘L'estate della gelatina”, al contrario, è, a prima vista, in gran parte autocurata. Abbiamo scelto di farci vedere attraverso». Su TikTok, invece, alcuni creator sostengono che le qualità principali che hanno contribuito al successo degli accessori gelée è stata la nostalgia, un recession indicator, per citare il termine digitale dell’anno.
C’è però una spiegazione che forse sfugge a tutti, e che rende il trend molto più semplice di quanto sembri. Alice Malaret, food designer che ha fatto dei dolci in gelatina un tratto distintivo del suo studio Douceurs Capitales, aveva detto in un’intervista a nss: «Passiamo il tempo al telefono, cliccando su un vetro», perciò qualsiasi cosa più tattile di uno schermo «ci riporta in contatto con la nostra sensibilità». Forse il vero motivo del successo degli accessori jelly nel 2026 è proprio questo: stanchi dell’AI e di chi ci dice che le nuove tecnologie sono l’unica cosa su cui investire, ci interessiamo a tutto ciò che c’è di più tattile. I dolci colorati, le scarpe di gelatina, le borse trasparenti che fanno vedere gli oggetti che ci portiamo dietro ogni giorno.