Hermès presenterà la sua prima collezione Haute Couture A gennaio, la maison porterà in passerella il culmine della sua filosofia artigianale

Un inizio d'anno col botto

Lo scorso marzo girava voce su un possibile arrivo della designer francese Léa Percke a capo della linea Couture di Hermés. Alla fine, però, è stata Nadège Vanhée, già direttrice creativa del prêt-à-porterdonna, a essere scelta per inaugurare questa nuova era della maison francese. 

A questo debutto si affianca un'altra prima volta assoluta per la griffe di rue du Faubourg Saint-Honoré: sarà infatti Grace Wales Bonner a firmare la sua prima collezione uomo per la maison. Una doppia mossa strategica, studiata con cura, che permetterà a Hermès di sottrarsi al momento difficile che il lusso sta attraversando. Con questo annuncio, il brand entra ufficialmente nel club più esclusivo della moda, finora riservato solo a tredici membri permanenti a Parigi, tra cui Chanel, Dior, Maison Margiela e Givenchy.

Le chiavi del club più esclusivo della moda

Lo avevamo già anticipato nel 2024: entrare in questo circolo d'élite non lascia spazio all'improvvisazione. I criteri di ammissione sono stabiliti con estremo rigore dalla Chambre Syndicale de la Couture, sotto la supervisione del ministero dell'Industria francese. Tutelato da un decreto ministeriale dal 1945, la denominazione  Haute Couture affonda le radici in un periodo storico precedente al prêt-à-porter, sotto la spinta di pionieri cone  Charles Frederick Worth e Paul Poiret.

Per potersi fregiare di questo titolo, Hermès ha dovuto rispettare un regolamento severissimo imposto dalla commissione. Ogni modello presentato deve nascere come creazione originale, realizzata a mano e su misura in atelier situati in Francia. La maison è inoltre tenuta a mantenere due strutture separate: un atelier "sartoria" per i capi strutturati, come cappotti, pantaloni e tailleur, e un atelier "flou" riservato ai capi morbidi e fluidi, come abiti e camicette. Hermès si è infine impegnata a rispettare il calendario ufficiale, sfilando due volte l'anno, a gennaio e a luglio, con un minimo di 25 look per collezione.

Una crescita a dir poco fuori dal comune

Questo riconoscimento arriva a suggello di una salute finanziaria fuori dal comune per un brand di moda del 2026. L'anno scorso Hermès ha chiuso con un fatturato record di 16 miliardi di euro, grazie  al debutto della sua linea beauty e al successo inarrestabile della iconica Birkin. Pelletteria e selleria restano il vero motore dell'azienda, con il 44% delle vendite complessive, alimentate anche da un mercato del second-hand in piena espansione, dove questi pezzi continuano a essere contesi a peso d'oro.

Guidata da Axel Dumas, la maison nata nel 1837 non smette di reinventarsi, investendo su nuovi mercati. Lo dimostrano l'apertura del nuovo flagship di Los Angeles, l'inaugurazione di nuove manifatture in Francia e l'ampliamento degli atelier dedicati alle arti della tavola.

Entrando nel mondo dell'Haute Couture, Hermès non insegue una moda passeggera: si ufficializza semplicemente ciò che è sempre stata. Mentre il lusso corre verso una standardizzazione sempre più marcata, la maison sceglie la strada opposta, rallentando il passo e puntando tutto sul su misura e sull'artigianato d'eccellenza. Con l'appuntamento di gennaio, Hermès conferma di avere sempre un passo di vantaggio, questa volta cucito su misura.

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