Il futuro di McQueen, secondo McQueen Vault Un archivista indipendente ci racconta la sua visione per il brand

McQueen è un brand che ogni amante della moda non può non amare. Per numerosi Millennial, proprio le sfilate di Lee McQueen sono state il primo e più spettacolare punto di contatto con la moda. I suoi design hanno influenzato la cultura in modi che spesso non immaginiamo (l’abito di Tilda Swinton nel primo Cronache di Narnia era una copia sfacciata di un pezzo di sfilata di McQueen, ad esempio) e il tragico finale della sua storia ha suggellato per sempre la sua vicenda con il senso di fatalità proprio di tutte le grandi leggende.

Lee McQueen ha lasciato indietro un brand che oggi è in più di una difficoltà, che è alla ricerca di un nuovo direttore creativo e che, crucialmente, ha un seguito di culto tra gli appassionati di moda. Ma il più appassionato di tutti è John Matheson, americano a Londra, che ha collezionato e raccolto uno dei più straordinari archivi di abiti e media relativi al leggendario Lee e, diversi anni fa, ha aperto su Instagram la pagina @mcqueen_vault che oggi sfiora i 200.000 follower.

La pagina è il miglior punto di accesso alla storia di McQueen che esista sui social, tanto da aver trasformato Matheson in un consulente e ricercatore. Quando l’ultimo direttore creativo di McQueen, Sean McGirr, ha lasciato la sua posizione due settimane fa, Matheson ha condiviso i suoi pensieri sul brand in una serie di storie su Instagram. E dato il suo punto di vista privilegiato sul brand e sul suo heritage, lo abbiamo contattato chiedendogli di elaborare i suoi pensieri a riguardo. Questo è quello che ci ha detto.

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