Nella rielezione di Lula hanno fatto la differenza i più giovani? La popolarità di certi trend social non ha di certo avvantaggiato Bolsonaro

Per la prima volta dalla fine della dittatura militare, in Brasile un candidato arrivato secondo al primo turno delle elezioni presidenziali è riuscito a ribaltare il risultato al ballottaggio. È successo domenica a Lula, di sinistra, che ha superato con circa 4 punti percentuali di scarto Flávio Bolsonaro, di destra, che correva al posto del padre Jair, escluso dopo la condanna per il tentato golpe del 2022. Quello di Lula, che ha 80 anni, è in effetti un risultato sorprendente: molti osservatori lo consideravano politicamente finito, mentre in diversi grandi Paesi dell'America Latina nelle ultime tornate elettorali si sono imposti sempre candidati conservatori.

La rimonta di Lula è stata influenzata anche da una sorta di mobilitazione portata avanti in maniera per lo più indipendente da molti giovani del Paese, che hanno fatto campagna attiva per il candidato di sinistra, sfruttando gli strumenti e i linguaggi che conoscono meglio: social, autoironia e provocazioni. In questo senso, il trend più popolare nel Paese ha preso il nome di "Gostosos com Lula" (traducibile come «I fighi con Lula»), dove giovani di bell’aspetto si sono tolti la maglietta come forma di supporto al presidente eletto. Il partito non ha cavalcato il fenomeno, ma l’effetto indiretto in termini di visibilità tra gli under-30 è stato potenzialmente notevole.

Perché il trend “Gostoso da Paulista” è stato importante per il ballottaggio in Brasile

Il trend "Gostosos com Lula" è nato grazie al ventiquattrenne brasiliano Israel Augusto Gomes dos Santos, residente a San Paolo. Durante una manifestazione a sostegno di Lula, il giovane è salito a torso nudo sul tetto di una stazione della metropolitana lungo l’Avenida Paulista, uno dei viali più importanti della città, con il volto coperto da una t-shirt rossa e sventolando una bandiera pro-Lula. Le fotografie della scena sono diventate virali sui social network, dove gli utenti hanno iniziato a chiamare il giovane "Gostoso da Paulista" («Il figo della Paulista»).

Quando si è risaliti all'identità di Gomes dos Santos, il suo account Instagram, che fino a poco tempo prima era privato e seguito qualche centinaio di persone, ha superato in un paio di giorni i 300mila follower. Gomes dos Santos ha poi sfruttato l’attenzione mediatica pubblicando altri contenuti a sostegno di Lula.

Questo modo di esprimere il proprio posizionamento politico non è del tutto nuovo: negli ultimi anni diverse persone appartenenti alla Generazione Z (nate cioè tra il 1997 e il 2012) hanno mescolato contenuti leggeri e riferimenti alla cultura pop con rivendicazioni politiche. È successo, per esempio, durante le recenti proteste in Francia, dove alcuni manifestanti si sono presentati travestiti da personaggi come Spider-Man, tra gli altri, mentre altri hanno esposto cartelli con frasi relative a specifici meme. 

Lo stesso fenomeno si è verificato con le recenti proteste in Italia, Serbia, Spagna e Albania, tra gli altri. Secondo chi studia queste forme di mobilitazione, il ricorso a un linguaggio leggero e ironico rende le manifestazioni più accessibili e coinvolgenti, abbassando in qualche modo la soglia d’età per parteciparvi e attirando anche persone che, altrimenti, forse non prenderebbero parte alle proteste. Inoltre, i contenuti di questo tipo sono più facilmente condivisibili online e contribuiscono a raggiungere un pubblico più ampio anche e soprattutto tra i più giovani.
 

Anche il sostegno di Hailey Bieber a Lula è stato molto apprezzato dai giovani

Nei giorni precedenti al ballottaggio in Brasile è diventato virale raggiungendo un pubblico internazionale anche il sostegno a Lula da parte di Hailey Bieber, modella, imprenditrice e moglie del cantante Justin Bieber. La it girl aveva ricondiviso su Instagram un contenuto del fotografo brasiliano Rafael Pavarotti, che invitava esplicitamente a votare per Lula.

Molti utenti hanno contrapposto questa forma di sostegno percepita come del tutto spontanea e autentica alla comunicazione dell'ala conservatrice, nella quale l’intelligenza artificiale ha avuto un ruolo centrale. I video generati con l’AI – quasi sempre dozzinali, esteticamente poco curati e piuttosto trash, che esaltano i propri leader o attaccano gli avversari – sono diventati uno strumento ricorrente nelle strategie comunicative di numerosi esponenti di destra, tanto in Europa quanto in America, ma spesso sono considerati inappropriati e di cattivo gusto dai più giovani.

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