Perché l'AI ha così cattivo gusto? Come i sistemi di AI stanno riempiendo i social di slop

Online si sono moltiplicate le critiche verso l'utilizzo dell’intelligenza artificiale per realizzare grafiche promozionali e altri contenuti visivi. Al centro del dibattito c’è anche una certa nostalgia per una forma di grafica vernacolare, cioè quell’insieme di soluzioni amatoriali, popolari e spesso lontane dagli standard professionali, eppure proprio per questo autentiche. L’uso massiccio dell’AI rischierebbe invece di sostituire questa corrente grafica raffazzonata ma genuina con una produzione seriale di contenuti dozzinali e ripetitivi.

A partire dal 2024, per descrivere questo tipo di contenuti ha iniziato a diffondersi il termine inglese slop (cioè “sbobba”, “poltiglia” o “schifezza”), usato in senso dispregiativo per indicare le immagini e i video dozzinali, assurdi, derivativi e di cattivo gusto creati con l’AI – o perlomeno quelli generati sulla base delle impostazioni predefinite. Il fenomeno ha raggiunto una tale diffusione da spingere il dizionario inglese Merriam-Webster a scegliere "slop" come parola dell’anno per il 2025.

Cosa contraddistingue lo slop tipico dell'AI

Nonostante i progressi dei sistemi di intelligenza artificiale abbiano reso possibile produrre immagini e video sempre più realistici e sofisticati, individuare un contenuto generato con l’AI resta spesso relativamente semplice, per via di alcuni tratti ricorrenti: un’estetica eccessivamente patinata, la complessiva pulizia dell’immagine e una disposizione degli elementi generalmente armonica, che possono dare al risultato finale un aspetto persino vagamente sinistro.

Da qualche anno ricercatori ed esperti di design e cultura visiva si interrogano sugli effetti che l’esposizione continua a contenuti standardizzati e prodotti in serie dall’intelligenza artificiale potrebbe avere sul gusto estetico delle persone. Il problema è che spesso immagini e grafiche evidentemente generate con l’AI non vengono necessariamente percepite come pacchiane e cheap dagli utenti – un fenomeno che, per quanto difficile da quantificare con precisione, sembra essere ormai trasversale a diversi settori, piattaforme e fette di pubblico.

Perché i social network sono pieni di slop?

La crescente presenza di slop sui social network è legata alle dinamiche che regolano la produzione e la diffusione dei contenuti sulle piattaforme. Su Instagram e TikTok la competizione per intercettare l’attenzione degli utenti, insieme ai sistemi di monetizzazione che incentivano i creator a pubblicare grandi quantità di video, sta favorendo la produzione di contenuti sempre più cheap – anche perché, come fa notare il New York Times, è stato rilevato che le clip più popolari spesso sono fatte palesemente con l’AI, senza soddisfare alcun requisito di realismo.

In tutto questo, è anche in corso un dibattito sull'uso dell’AI da parte delle grandi aziende per generare contenuti visivi, in riferimento alle conseguenze che queste forme di automazione possono avere sul lavoro di studi creativi, designer freelance e illustratori, tra gli altri. Secondo i più critici, affidare all’intelligenza artificiale la creazione di grafiche e soluzioni visive riduce il ricorso alle competenze progettuali dei professionisti del settore, senza ottenere necessariamente un risultato migliore. Per questo, quando per esempio Coca-Cola ha utilizzato l'AI per realizzare alcuni dei suoi spot le critiche online sono state numerosissime.

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