
Le vendite di Pop Mart sono crollate del 50% La fine del trend dei ninnoli collezionabili?
Sono tempi duri per i Labubu: Pop Mart International Group, azienda cinese distributrice dei famosi pupazzi, durante il terzo trimestre del 2026 ha registrato un calo delle vendite del 50% in tutto il mondo. Che la febbre per i portachiavi pelosi fosse destinata a esaurirsi poteva prevedersi, ma fino all'anno scorso le cose andavano benissimo: per l'uscita della linea Labubu Big Energy dell'aprile 2025 si era formata una coda chilometrica fuori dal negozio di Pop Mart in Corso Buenos Aires, a Milano, mentre il brand riportava ancora aumenti dei ricavi del 165% e record delle azioni. Quest'anno, invece, la corsa finanziaria delle figurine Pop Mart sembra essersi arrestata.
America vs Cina
Nei mesi estivi, i ricavi di Pop Mart sono diminuiti tra il 45 e il 50% rispetto allo stesso periodo del 2025, quando avevano invece registrato una crescita del 250%. Il dato più interessante riguarda gli Stati Uniti e il Sud America, dove le vendite sono scese tra il 70 e il 75%. In Cina, invece, il calo si è trattenuto tra il 25 e il 30%, a conferma di quanto il trend stia provando a resistere nella regione in cui è nato.
Il Labubu, un pupazzo caratterizzato da denti appuntiti diventato un fenomeno virale nel 2024 grazie anche al supporto di star internazionali (in primis Lisa delle BLACKPINK, che è creditata come una delle artefici della popolarità di questi portachiavi), è stato venduto a ritmo inarrestabile per due anni, ma nel 2026 pare aver esaurito il suo fascino, indebolito anche dalla miriade di alternative e dupe che sono state proposte da altri brand (così come dallo stesso Pop Mart) negli ultimi mesi.
Nuovi accessori e nuove aperture aiuteranno Pop Mart?
Pop Mart ha definito il 2026 «un anno di assestamento», cercando di rassicurare gli investitori con la promessa di puntare sull’espansione internazionale, attraverso l’apertura di negozi strategici e il lancio di nuovi prodotti destinati a diventare virali, come Twinkle Twinkle e Dimoo. L’azienda ha già inaugurato un nuovo flagship store a Hangzhou e il suo primo grande negozio europeo a Parigi, mentre negli Stati Uniti ha superato quota 100 punti vendita e prevede di inaugurare un flagship store a New York entro la fine dell’anno; sono programmate nuove aperture anche a Milano.
Nonostante le promesse, le prospettive finanziarie dell'azienda cinese sembrano soffrire, con HSBC che ha già rivisto al ribasso le stime sui ricavi della società cinese, tagliandole dell’8% per il 2027 e del 9% per il 2028, oltre a ridurre di un ulteriore 4% circa le previsioni per il 2026.