
5 trend chiave della Milano Fashion Week SS27 Women's Cosa indosseremo la prossima estate?
La Milano Fashion Week è giunta al termine, tra gli scandali che normalmente l’accompagnano (quest’anno quasi esclusivamente rivolti ai robot), attesi debutti (primo tra tutti quello di Loris Messina e Simone Rizzo da Moschino) e piacevoli sorprese. Con la conclusione di sfilate e presentazioni, i tempi sono maturi per tirare le fila di quanto visto e tentare di desumere quali saranno le tendenze che ci accompagneranno nella prossima stagione primavera-estate.
Stampe vintage
La situazione stampe e fantasie quest’anno sembra uscita da un archivio non ben definito tra giacche dal fascino d’altri tempi e grafiche dai colorati anni ’80. A inizio settimana, Prada ha mostrato sia un mix di grafiche astratte, sapientemente accompagnate da capelli cotonati spesso sfoggiati nei dancefloor di quella decade, che un abito grigio con stampa a quadri. Meryll Rogge ha portato sulla passerella di Marni mini abiti ad A in fantasia check dai colori burrosi, ma anche camicie e giacche a righe verticali.
Righe e quadri sono stati presentati anche da Maison Margiela per la linea MM6, declinati in t-shirt da uomo asimmetriche (un po’ una rivisitazione delle polo rugby secondo i codici destrutturalisti della maison) e camicie morbide. Camicie a quadri anche per Glenn Martens che, per la sua ultima sfilata per Diesel, ha giocato con le sovrapposizioni di diverse lunghezze e tonalità per aderire a quello stile giovane e sfatto che ha contraddistinto la sua direzione creativa in questi anni. E mentre MSGM e Moschino hanno puntato su un’applicazione di colori sgargianti sul motivo a quadretti (il primo con gonne al ginocchio in colori pastello, il secondo con layering di giacche e camicie più moderne), Gucci è andato sul sicuro, con gonne e fodere tartan, che comunque sempre quadri sono.
Reggiseni a vista
I più lungimiranti aspettavano già dalla scorsa stagione di vedere l’intimo in passerella. C’era già nell’aria l’odore di bralette a vista, quelle che hanno caratterizzato la moda della prima decade degli anni Duemila (l’era di Tumblr, per intenderci). Prada e Fendi hanno ampiamente attinto alla lingerie come strumento di layering: la prima, presentando una collezione di gonne e reggiseni, indossati sia come sottogiacca che come top sopra le camicie; la seconda, abbinandoli a colli di pelliccia e abiti scollati.
Anche il brand cinese Hui, fondato da Hui Zhou Zhao, ha utilizzato bralette di seta sovrapposte ad abiti per creare contrasti di colore. Nel caso di Marni, invece, il reggiseno è diventato parte strutturale dell’abito, intarsiato direttamente sul top, mentre MM6 ha esposto alla luce della passerella la costruzione di reggiseni ritorti, lasciando che il dritto si confondesse con il rovescio.
Dettagli utilitari esasperati
Cinture, zip, bottoni: le chiusure diventano dettagli estetici, più che funzionali. Per la collezione SS27, Ferragamo ha presentato look completi spezzati con cinture di pelle sia sui blouson che sulle gonne (primo fra tutti, il completo in pvc azzurro che sta monopolizzando il web), ma anche abiti con cinture all’altezza del seno, e gilet da uomo con zip argentate dal gusto sportivo.
Miuccia Prada e Raf Simons hanno trasformato i bottoni a pressione in elementi decorativi fondamentali, esagerandone le dimensioni e ricoprendoli di paillettes. Anche Marni ha seguito la stessa linea concettuale, creando giochi di sovrapposizione con bottoni di diverse dimensioni e colori a contrasto (rosa su cioccolato, azzurro su crema) su bluse, gonne e leggings.
Trasparenze e materiali plastici
Per l'estate 2027 è la regola. Ferragamo ha tinto la passerella di riflessi liquidi e semitrasparenti, con un abito a canotta color oliva e un completo giacca-gonna nella tonalità del cioccolato, entrambi in una gomma effetto lattice aderente al corpo. Nella stessa collezione la seta si fa impalpabile: una camicia a collo alto e pantaloni a palloncino neri lasciano intravedere le gambe, tenute insieme solo da un'alta cintura. Materiali pseudo-plastici anche per MSGM, che ha sfilato una camicia in nylon lucido blu elettrico, la cui superficie ricorda un K-way trasformato in capo da ufficio.
Alla leggerezza dell'organza si è affidato anche Moschino, con una blusa oversize azzurra sovrapposta a strati giallo burro, e Sportmax, dove pantaloni trasparenti sbucano sotto bermuda sartoriali. Jil Sander ha lavorato invece sulla stratificazione di veli color cipria, in un abito drappeggiato che lascia intravedere la struttura interna. Trasparenze anche nel comparto della maglieria: Marco Rambaldi (re indiscusso della tecnica del crochet) e Fendi hanno messo in mostra il corpo attraverso abiti lunghi e romantici. In tutta risposta, Blumarine ha scelto un romanticismo più esplicito, con un abito in tulle nude tempestato di rose in rilievo (come dice il detto: “go big, or go home”).
Strati su strati
Quanto al layering, non si tratta più di sovrapporre per ripararsi, ma di costruire outfit in cui ogni livello ha un peso visivo autonomo. Da Moschino, nel debutto di Loris Messina e Simone Rizzo, un trench corto dalle maniche voluminose lascia spuntare una gonna in raso verde acido, a sua volta su bermuda al ginocchio in pelle bordeaux con nodini laterali. Da Gucci il gioco si è fatto massimalista: un bomber nero dalle maniche a palloncino copre una polo rugby a righe bordeaux, verdi e rosse, a sua volta infilata sopra una camicia bianca dal colletto alzato, il tutto condito da fili di collane, e chiuso da un morsetto in oro sulla gonna al ginocchio in tartan.
Per Bottega Veneta, invece, Louise Trotter ha lavorato sul contrasto tra pieni e vuoti, tra texture e assenza di colore: un top ricoperto di intrecci multicolori nasconde uno sbuffo bianco, che si sovrappone a pantaloni in nylon stropicciato. Poco più in là, un enorme colletto a palloncino (una sorta di nuvola sulle spalle) sormonta un top, mentre chiude la sfilata un lungo abito in taffetà nero, drappeggiato e annodato su una spalla in una forma cocoon. Da Jil Sander un lungo trench color tortora si apre su una gonna dall’aspetto peloso rosa e su una camicia azzurra, creando contrasti di texture: per la collezione, Simone Bellotti ha portato il concetto all’estremo, culminando in un abito in taffetà giallo che avvolge il corpo come un enorme petalo. Il messaggio per la prossima primavera è chiaro: meno è meno, e più è sempre meglio.