
5 cose da aspettarsi dalla Milan Fashion Week Women’s SS27 Questa Fashion Week farà molto rumore a Milano, speriamo per i motivi giusti
La Milan Fashion Week che inizierà domani vedrà la citta vestirsi decisamente in pompa magna. Nelle prime due sere, al posto dei classici afterparty, avremo due eventi ad altissima intensità: il primo sarà Vogue World, che arriverà alla Galleria Vittorio Emanuele II con uno show il prezzo dei cui biglietti è già il principale gossip della città; il secondo sarà il “Met Gala” all’italiana della CNMI Gala Dinner che sostanzialmente riunirà tutte le eminenze della moda locale e internazionale in una serata che dovrebbe aprire la mostra su Salvador Dalì al Palazzo Reale. Prevediamo che i celebrity stylist faranno gli straordinari nelle prossime trentasei ore.
Né mancano momenti sentimentali come, ad esempio, lo show di addio di Glenn Martens a Diesel, dopo il quale si dedicherà unicamente a Margiela; oppure come le collezioni sophomore di Maria Grazia Chiuri e Meryll Rogge da Fendi e Marni rispettivamente. E insieme agli show dei grandi pilastri della moda cittadina, da Giorgio Armani a Jil Sander, vedremo tornare anche i campioni indie della città come Vivetta Ponti col suo Venerdì Pomeriggio, Francesco Murano e Marco Rambaldi.
Sul lato degli eventi culturali aperti al pubblico, poi, nss magazine presenterà il ciclo di talk TheOtherWay che vedrà Eugene Rabkin presentare il suo nuovo libro Torn: Fashion And Postmodernism negli spazi di Stone Island in Via Tortona in compagnia di Robert Triefus, CEO di Stone Island, e di Davide Coppo e Silvio Campara, CEO di Golden Goose, dialogare con Luca Santeramo di 545 alla Golden Goose Arena, oltre a un appuntamento a sorpresa molto speciale che sarà presentato mercoledì 23 settembre.
Ma ecco le 5 cose da aspettarsi dalla Milan Fashion Week Women’s SS27.
1. Il Prada Day
Per la primissima volta in assoluto, Prada aprirà la fashion week. E nel medesimo giorno aprirà ufficialmente il suo nuovo spazio, Prada Galleria, che potremmo definire insieme una boutique, un museo, un ristorante e che invece chiameremo un tempio o una cattedrale. È un’occasione doppia e importante perché segna, almeno simbolicamente, l’ascesa di Prada a egemone indiscusso della moda milanese in un momento storico dove anche le roccaforti più indipendenti e antiche si trovano in fasi di transizione.
2. Lo show di The Attico
Se c’è un brand a Milano con la portata abbastanza ampia da poter vestire it-girl internazionali, abbastanza pop da essere conosciuto ovunque e abbastanza cool da poter essere indossato dalle baddies più eleganti che conoscete, quel brand è The Attico. Tanto più che le sue due ideatrici, Gilda Ambrosio e Giorgia Tordini, hanno dimostrato negli anni una deliziosa attitudine nell’organizzare show semplici ma con trovate sempre memorabili. Ancora tutti ricordiamo lo show con i divani per strada. La domanda è dunque: cosa avranno in serbo per il pubblico nei prossimi giorni? Siamo, a dir poco, famelicamente curiosi.
3. Il nuovo Moschino… di nuovo
Dopo l’addio di Jeremy Scott, amato da alcuni e ripetitivo per altri, ma che in generale aveva fatto il suo tempo, era arrivata per Moschino l’era di Adrian Appiolaza. Un’era che si è chiusa in breve tempo e dopo la quale si annuncia una direzione creativa che suscita molta più curiosità. Loris Messina e Simone Rizzo, soprannominati collettivamente “i Sunnei” per via del cult brand che hanno fondato e poi diretto per un decennio, prenderanno le redini di Moschino portando sulla sua passerella il loro tipico umorismo. Preghiamo affinché tutto vada in porto come deve.
4. I due emergenti: Victor-Hart e Neithan Herbert
Chi legge nss magazine sa che Victor-Hart è uno dei giovani e nuovi designer che più apprezziamo tra i finalisti del Camera Moda Fashion Trust negli ultimi anni (Florania, Domenico Orefice e il duo di Moja Rowa fanno parte di quell’elenco) e quest’anno vedremo il suo secondo vero e proprio show in calendario. La sua bravura sta nella lavorazione del denim, che diventa brillante quando viene applicata ai suoi stupendi capispalla e nelle sue silhouette molto distintive ma sempre indossabili. Parlando sempre di designer indie, Milano si prepara ad accogliere anche Neithan Herbert che è un designer dell’Ecuador che però finora è stato attivo in Messico e che potrebbe davvero rappresentare una valida e interessante addizione al nostro calendario locale.
5. La prova del fuoco dei brand Kering
Con le nubi temporalesche che si addensano intorno all’altissima vetta di Saint Laurent, questa Milan Fashion Week sarà la prova del fuoco per gli altri due brand di Kering: Gucci e Bottega Veneta. Del primo, il mondo è curioso di vedere la continua evoluzione e, soprattutto, se riusciremo a vedere qualcosa di più colorato in passerella oltre al continuo flusso di nero con momenti di bianco che abbiamo visto finora. Del secondo, attendiamo già in estasi di osservare i virtuosismi. Il futuro del Gruppo Kering passerà anche da Milano.