Il Met Gala 2027 ha un nuovo tema E riguarda i vestiti che indossiamo ogni giorno

Dopo l’intero debacle di John Galliano, a cui il prossimo Met Gala doveva essere dedicato, sollevando un tafferuglio chiusosi con la cancellazione della mostra, il Metropolitan Museum of Art ha annunciato il tema della nuova mostra che organizzerà e che condividerà con il Met Gala 2027: il titolo sarà extraOrdinary: Fashion and the Poetics of the Everyday e si terrà il prossimo 3 maggio. Il prossimo Met Gala, insomma, parlerà della bellezza dei vestiti quotidiani. La mostra dovrebbe, insomma, riguardare il normcore. Altra notizia sorprendente: Anna Wintour non ha partecipato alla selezione della mostra.

Vanessa Friedman e Jacob Bernstein ipotizzano, sulle pagine del New York Times, che la mostra e il gala avranno al proprio centro gli abiti di tutti i giorni, come jeans, t-shirt o piumini, ma re-immaginati nella lente della moda. Un tema che lascia forse un po’ interdetti per due motivi: il primo, e più ovvio, è che sembra essere stato scelto un tema anche interessante ma volutamente neutro, inerte rispetto alla controversia, poco divisivo e, dunque, poco culturalmente “caldo”; il secondo è che questo tema sarebbe stato più al suo posto a ridosso della pandemia, quando l’intero occidente stava provando a capire come rientrare nella società dopo mesi trascorsi in hoodie e ciabatte.

Ma la mostra potrebbe avere angoli di lettura interessanti. «Volevo una mostra che, secondo me, avesse qualcosa di nuovo da dire e che ritenessi rilevante per diversi ambiti di discussione», ha detto Andrew Bolton, curatore del Met. «Mi sono impegnato in questo progetto fin da subito perché solleva questioni relative al valore, al consumo e all’ingegnosità, e ci induce a interrogarci su ciò che trascuriamo e su ciò che scartiamo». Tra gli sponsor della serata ci saranno Instagram, Moncler e Condé Nast.

Tra i pezzi che faranno parte della mostra ci sarà la celeberrima collezione grunge di Marc Jacobs per Perry Ellis, i jeans Calvin Klein di “quella” pubblicità con Brooke Shields ma anche un proto-piumino degli anni ’30 di Charles James, ma anche i famosi jeans trompe-l’oeil di Bottega Veneta by Mathieu Blazy e le giacche di pelle deformate di Junya Watanabe. Ci sarà anche un 20-30% degli abiti esposti che proverrà dalla collezione del museo stesso. Altra (triste) anticipazione fatta dal New York Times è stata che la mostra sarà sprovvista di catalogo. Ma sarà possibile, per le star, i designer e anche il pubblico a casa, un Met Gala “informale”?

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