
È finita l'era dei musicisti con un brand di moda? L'ultimo show di Yeezy sembra darne la conferma
Questa notte è andato in scena un nuovo show di Yeezy, il primo dopo una pausa di quattro anni, seguita agli scandali legati al comportamento del fondatore Ye e alla successiva interruzione dei rapporti con partner storici come adidas, Balenciaga e Gap. Lo show si è tenuto a Los Angeles e ha visto la partecipazione degli amici più stretti del rapper, con la compagna Bianca Censori che ha aperto lo show leggendo una preghiera. Su uno sfondo bianco, hanno sfilato ovviamente look monocromatici e dai colori tenui, ma anche total black e total white.
yeezy season 01 runway https://t.co/2wvp4ZzMcl
— vidal (@fiftyonehours) November 5, 2026
Il dettaglio che più è saltato all'occhio della nuova collezione di Yeezy (presentata, non a caso, in occasione dell'apertura di un nuovo store a Los Angeles) è stata sicuramente la sua somiglianza ai vecchi drop del brand di Ye. Alcuni capi a parte, come l'impermeabile trasparente (un trend di cui nss aveva parlato nel 2024) e gli stivali in PVC translucido (altra tendenza che questi canali hanno analizzato mesi fa), lo show ha confermato la paura di tutti quelli che, di fronte alla notizia del ritorno del brand, hanno temuto che non fosse più in grado di stare al passo.
Se fino ai primi 2020 le collezioni Yeezy erano un punto di ispirazione per i fan del rapper e per tutti i brand di moda che volevano rubargli un po' di clientela giovane oggi sembra che le parti si siano invertite, e che sia diventato Ye a guardare al mondo della moda in cerca di spunti creativi.
La fine dei "brand di"
Bianca Censori at the Yeezy Season 01 runway show https://t.co/iFGOQMcu54
— HARDEST FIT PICS (@HardestFitPics) November 5, 2026
Lasciando stare per un attimo l'alone di polemica che avvolge la figura di Ye, che per buone ragioni è stato eliminato dal panorama della pop culture, l'ultima produzione di Yeezy è la conferma di come l'industria dei cosiddetti "brand di" sia giunta al limite. Non basta più essere un rapper, un attore o una celebrity per dare vita a un brand e non si può pensare di farne sopravvivere uno rimasto fermo per quattro anni semplicemente riproponendo le stesse formule che lo avevano reso riconoscibile, magari aggiornandole con qualche trend intercettato alla Paris Fashion Week mesi prima.
Lo streetwear negli ultimi anni ha attraversato trasformazioni profonde sia a livello stilistico che valoriale: un giovane qualsiasi non vuole più le sneaker disegnate dal suo artista preferito, ma quelle di un brand con cui si identifica a livello politico. È difficile pensare che un rapper o un artista nel 2026 siano in grado di parlare a un pubblico ampio come Ye faceva anni fa. Per dare una vera scossa allo streetstyle, quest'anno, serve un creativo capace di guardare oltre il proprio ego per osservare ciò che accade per le strade, intercettare quello che vogliono i giovani e capire cosa la moda racconta di loro. Le tute color carne, per adesso, le lasciamo a Bianca Censori.