
Con N°21, Style Capital diventerà una nuova potenza della moda? Il gruppo italiano ha appena acquisito N°21 di Alessandro dell’Acqua, entrando ancora di più nel settore moda
Molti dicono che Milano sia un grande villaggio e la cosa è vera anche per la sua moda. Al di là dei grandi nomi internazionali, l’ecosistema della moda cittadino è composto per la maggioranza da eroi e maestri locali sulla scena da interi decenni, amati forse con meno esaltazione ma con più intensità proprio in ragione della loro “vicinanza”. Alessandro Dell’Acqua è uno di loro. Attivo dagli anni ’80, il designer ha lanciato il brand eponimo nel 1995 e poi, dopo altri incarichi e lavori, ha aperto nel 2010 la sua “creatura” più famosa, N°21, un brand venduto in 250 negozi multibrand in tutto il mondo. Oggi il brand, che aveva saltato la scorsa Milan Fashion Week, è stato acquisito da Style Capital, il fondo di private equity guidato da Roberta Benaglia.
L’ingresso di N°21 in Style Capital è importante per tre motivi. Il primo è che segna una nuova fase per il brand di Dell’Acqua. Il secondo è che l’ingresso del brand nel nuovo gruppo ne segna anche l’uscita da Gilmar, che ne deteneva una quota di minoranza dal 2015, e che dunque rappresenta un nuovo capitolo nella crisi manifatturiera che sta colpendo l’area riminese. Il terzo è che questa nuova addizione al portfolio del brand mette Style Capital in una posizione particolarmente interessante, dato che adesso il gruppo riunisce una serie di brand sempre più orientati alla moda e sembra pronto a nuove e più ambiziose imprese. Ma come mai?
Vecchie e nuove potenze
Stando alle varie dichiarazioni d’occasione, l’ingresso di N°21 in Style Capital segnerà una nuova fase di sviluppo per il brand, specialmente riguardo la crescita dei mercati internazionali, l’implementazione di nuove competenze strategiche, gestionali e industriali. In tutto ciò Dell’Acqua rimarrà comunque a capo dell’intera creatività del brand ma con una piattaforma di supporto più stabile della storica Gilmar, azienda con cui il rapporto era iniziato con una licenza per la stagione SS13.
L’azienda di San Giovanni in Marignano, nel riminese, esiste dal ‘92 ed è guidata dalla famiglia Gerani. Purtroppo però non si è mai ripresa dalla pandemia, anche per la perdita delle licenze di Missoni e Siviglia che hanno tolto 25 milioni di euro annui dal bilancio. All’inizio di ottobre l’azienda ha presentato al Tribunale di Rimini istanza di composizione negoziata della crisi, dichiarando passività per 37,2 milioni di euro e sta cercando un acquirente per il complesso industriale e per i brand in licenza.
Il fatturato, che nel 2019 si aggirava intorno ai 95 milioni di euro, si è dimezzato e ora la crisi del gruppo, che conta 256 dipendenti diretti e collabora con una rete di circa 160 laboratori e piccole imprese, e possiede uno stabilimento produttivo e logistico di oltre 35.000 metri quadrati, sembra più la crisi di un’intera area geografica dato che, nella stessa zona, anche Aeffe è in fase di ristrutturazione, così come Fuzzi, storica realtà specializzata in maglieria di lusso che un tempo produceva Jean Paul Gaultier.
Sullo sfondo di queste vecchie potenze che stanno cercando un rimedio al declino, si disegna l’ascesa di Style Capital che da qualche anno sta costruendo un portafoglio interessantissimo: nel giro di pochi anni il gruppo guidato da Roberta Benaglia ha creato una miscela di brand che vanno elevandosi sempre di più, forti di una base commerciale alimentata dalle solide performance di brand di grande distribuzione e la cui accelerazione sta aumentando sempre più negli ultimi anni. Per capire bene questa ascesa bisogna però considerarne i dettagli.
Moda indie, scarpe da lavoro, abiti da sera
I primi semi dell’albero di Style Capital sono stati brand della moda indie: nel maggio 2017 il fondo acquisì forte_forte, un anno dopo ci fu la quota di minoranza di MSGM e infine nel luglio 2018 arrivò il brand californiano di jeans RE/DONE. Questi ultimi due brand vennero acquisiti con quote di circa il 30% che negli ultimi due anni sono diventate quote di maggioranza. A cavallo della pandemia, le attività si fermarono per riprendere, nel 2021, con una prima quota di Zimmermann, brand che all’epoca non era molto noto. Ci fu anche un rapido investimento in LuisaViaRoma da cui poi il gruppo uscì in seguito. E a questo punto la prima fase di acquisizioni si poté dire chiusa.
La nuova fase iniziò nel settembre 2023 e fu sorprendente in quanto non riguardava la moda: il fondo acquisì U-Power, azienda che include altri due brand oltre a quello eponimo, e che domina il mercato europeo dell’abbigliamento antinfortunistico. Un affare magnifico dato che si tratta sì di un brand che produce calzature che non passano di moda, anzi, spesso si tratta di calzature e vestiti che vanno indossati per legge da chiunque svolga lavori manuali essenziali come operai, carpentieri, idraulici, elettricisti e chiunque lavori in un cantiere o officina. Un bacino di clientela semplicemente enorme che senza dubbio produce un gettito di ricavi notevolissimo e soprattutto non soggetto a mode e correnti culturali.
Nei mesi successivi, dall’altro lato, il fondo raddoppiò sulla moda accessibile: in pochi mesi venne acquisito Soeur (che poi si espanse anche nel menswear) e venne aumentata la quota di Zimmerman. A cinque mesi di distanza arrivò l’altra “ancora” commerciale del gruppo con l’acquisizione di Autry, popolare brand di sneakers distribuito in tutto il mondo. Un anno dopo arrivò l’acquisizione maggioritaria di RE/DONE e poi nel 2026 la corsa: primo investimento di minoranza in Essential Parfums, poi acquisizione di maggioranza di MSGM e, infine, N°21.
Un’avanzata trionfale
Roberta Benaglia (CEO Style Capital SGR): «Il value for money, la percezione che ha il cliente di comprare qualcosa che vale di più del prezzo del prodotto, vale a ogni livello». Qui la diretta: https://t.co/qQlhy8nLHT #MFGS2026 #fashion #luxury #design pic.twitter.com/BofhUybEYV
— MilanoFinanza (@MilanoFinanza) September 22, 2026
Ora, solo negli ultimi due anni, forte_forte ha aperto un secondo negozio a Parigi ed è arrivata a Los Angeles e Seoul, senza contare i pop-up e punta ad arrivare a 15 boutique monomarca in tutto il mondo l’anno prossimo. MSGM guarda a un raddoppiamento del fatturato che da 25 milioni dovrebbe toccare i 50 con forti investimenti in Asia. Autry ha aperto cinque negozi in un anno e l’anno scorso ha visto i fatturati arrivare a 140 milioni di euro con programmi di espansione in Europa e USA. RE/DONE ha aperto la nona boutique a New York, collaborato con Kaia Gerber e si sta allargando oltre il mondo denim.
Zimmerman, anche grazie a un altro investimento di Advent, sta crescendo in modo a dir poco aggressivo: da circa 48 store a metà 2024 è arrivata a oltre 90-100 nel 2026. L’altro brand più “moda”, ovvero Soeur, è passato da circa 54 monomarca a fine 2025 a 66 store nel corso del 2026 con oltre 600 partner multi-brand in tutto il mondo. E da quando Style Capital è arrivato cresce del 50% anno su anno: da poco più di 50 milioni nel 2023 a 75-80 milioni nel 2025 e sulla strada di arrivare ai 100 milioni entro quest’anno. E ancora N°21 deve entrare nel mix come, vale la pena notarlo, terzo brand presente in fashion week del gruppo.
Si può notare come il ritmo di investimenti, acquisizioni iniziali e altre di maggior entità sia cresciuto molto negli ultimi mesi. Si suppone dunque che il gruppo abbia capito che il segmento del lusso accessibile è quello su cui investire ma soprattutto che il nuovo grimaldello della crescita è una forte presenza retail e un costante presidio dei mercati con un occhio al value-for-money. Staremo a vedere come andrà la scommessa di N°21 (specialmente se vedremo Dell’Acqua tornare in calendario a Milano) ma soprattutto quali nuovi piani ha in serbo la CEO Roberta Benaglia per allargare un feudo che si allarga di anno in anno.