
Pierpaolo Piccioli è uscito da Balenciaga E ora chi verrà?
Se pensavate che il reset creativo del 2025 fosse stato sorprendente, ripensateci. Luca De Meo sta continuando la sua ristrutturazione delle maison di Kering, accompagnata dalla sistematica rimozione di quasi tutti i direttori creativi pre-esistenti, anche quelli appena assunti. E oggi è toccato anche a Pierpaolo Piccioli che è uscito ufficialmente da Balenciaga. Il match non era stato dei più ideali: dopo l’approccio di Demna, il “nuovo” Balenciaga si era ritratto su posizioni estetiche assai più convenzionali.
Il talento per il colore e la silhouette di Piccioli aveva fatto molto, ma il suo gusto per una bellezza fine a se stessa, in assenza di una vera direzione estetica o narrativa, ha portato a collezioni formalmente belle ma come smarrite in un vuoto narrativo o contestuale. Per chi era il “nuovo” Balenciaga? Piccioli, che veniva da una lunghissima esperienza dentro Valentino, era stato scelto in origine per riportare il brand verso le sue radici più couture. Ma tutti, pubblico e critica inclusa, erano troppo abituati al Balenciaga by Demna che dopo gli anni di Ghesquiére, ormai remoti, e quelli più dimenticabili di Alexander Wang, ha segnato forse per sempre lo stile del brand e il modo in cui viene percepito.
Ma morto un re se ne fa un altro: chi sarà a succedergli? Gli allibratori della moda parlano di Martine Rose, una scelta che, se confermata, mostrerebbe come la direzione di Kering stia tenendo conto delle suggestioni del mercato e delle audience online. Potrebbero però anche darsi, considerati i successi mietuti di recente da designer “nuovi” come Dario Vitale e Michael Rider, che la scelta possa ricadere su un talentuoso direttore di design. La scommessa è tanto rischiosa quanto promettente: Balenciaga era in grado di macinare cifre importantissime ai tempi di Demna, e Kering in questo momento ha bisogno di una vittoria.