
La Manic Pixie Dream Girl è la musa di Marni SS27 La seconda collezione di Meryll Rogge per il brand italiano

Nel 2007, in una recensione del film Elizabethtown(2005), il critico americano Nathan Rabin ha scritto che il personaggio di Kirsten Dunst incarna la «Manic Pixie Dream Girl», ovvero che «esiste esclusivamente nella fervida immaginazione di sceneggiatori-registi sensibili per insegnare a giovani uomini malinconici e profondi ad abbracciare la vita e i suoi infiniti misteri e avventure». A giudicare da tutte le attrici o personaggie a cui da allora è stata affibbiata questa definizione - Natalie Portman in Gardenstate, Zooey Deschanel in 500 Days of Summer, Mary Elizabeth Winstead in Scott Pilgrim vs. the World, Kate Winslet in Eternal Sunshine of the Spotless Mind - il alla personalità eccentrica, controcorrente e squilibrata della Manic Pixie Dream Girl si abbina uno stile altrettanto stravagante.
Sembra proprio la Manic Pixie Dream Girl coniata da Rabin nel 2007 la musa della SS27 di Marni, appena presentata in passerella alla Milano Fashion Week su uno sfondo di tappezzeria azzurro cielo. La collezione, la seconda della direttrice creativa Meryll Rogge, racchiude tutto ciò di cui ha bisogno l'archetipo cinematografico: abiti a-line a fantasia anni '70, grossi orecchini smaltati, ballerine (col tacco) personalizzate da grossi cinturini e gambaletti nei colori più strani, capri pants a righe, afghan coats à la Penny Lane (altra MPDG del grande schermo) di Quasi Famosi, gilet e gonne a sigaretta con una quantità spropositata di bottoni e una buona dose di strass.
Se lo scorso febbraio la FW26 annunciava il ritorno alle origini di Marni, con la direzione creativa di Rogge che ha riportato in passerella tutto ciò che aveva reso il brand un'icona nei suoi primi anni di vita, qui la designer belga ha tirato fuori un po' più di personalità. Lo ha fatto pur sempre rispettando i codici estetici della Maison, con i suoi abbinamenti cromatici anticonformisti e la sua stranezza sartoriale, ma in questa SS27 emerge quel savoir-faire belga fatto di intellettualismi estetici.
Eppure, tra accessori e footwear che siamo certi faranno un bel figurone in casa OTB (come le borse a mano oversize che sovrappongono pattern diversi, o ancora gli stivali in camoscio con chiusure a velcro), a questa collezione sembra mancare qualcosa. Forse più tinta per capelli, se ripensiamo al look di Ramona Flowers, forse la grinta, o forse ancora una storia più forte alle spalle. Perché ogni Manic Pixie Dream Girl che si rispetti ha bisogno di un passato commovente, o almeno di un paio di aneddoti abbastanza intriganti da spiegare la sua personalità così squilibrata.