E se Marc Jacobs vestisse Luigi Mangione al processo? Ha detto che potrebbe farlo, e non sarebbe una novità per il designer

Dopo che Luigi Mangione indossò un maglione rosso durante una delle sue prime udienze in tribunale, il maglione andò sold out nei grandi magazzini Nordstrom in pochissimo tempo. Questo fa di lui un trendsetter? Questa è domanda che Vanity Fair ha rivolto a Marc Jacobs per la loro serie di interviste web intitolata Lie Detector Test, in cui gli intervistati devono rispondere solo sì o no a una serie di domande mentre un poligrafo monitora le loro reazioni. Ma la risposta più sorprendente uscita dall’intervista è che Marc Jacobs sarebbe disposto a vestire Luigi Mangione per i suoi futuri processi. E non sarebbe la prima volta.

Marc Jacobs in tribunale

@vanityfair Winona Ryder, Lil’ Kim, and Courtney Love have all worn Marc Jacobs to their high-profile court appearances. Would #MarcJacobs original sound - Vanity Fair

Come ricordato dagli intervistatori stessi di Vanity Fair, Marc Jacobs ha vestito diverse celebrità per i loro processi ad alto profilo mediatico. In effetti, tre icone degli anni ’90, ovvero Winona Ryder, Lil’ Kim e Courtney Love, scelsero (o ricevettero) i suoi abiti per i propri processi pubblici, trasformando le aule di giustizia in improvvisate passerelle e consegnandoli alla fama.

Il caso più celebre resta quello di Winona Ryder, arrestata nel 2001 a Beverly Hills per taccheggiato da Saks Fifth Avenue vari vestiti tra cui un maglione di cashmere Marc Jacobs. Durante il processo del 2002, Ryder indossò un abito in maglia nera con inserti rosa e bianco trompe-l’œil proprio di Marc Jacobs, cosa che fece notizia spingendo Jacobs stesso a sceglierla come testimonial della campagna SS03 scattata da Juergen Teller.

Anche Lil’ Kim, processata tra 2004 e 2005 per spergiuro affidò il proprio guardaroba giudiziario a Marc Jacobs. Lo stilista, suo amico intimo da anni, le inviò una serie di completi sobri in toni sabbia e twin-set in bouclé che in certe udienze erano pure coordinati ai vestiti del suo avvocato Mel Sachs. Courtney Love, invece, attraversò una serie di udienze a partire dal 2004  per accuse di condotta disordinata e possesso di sostanze e, in un’apparizione a Manhattan, indossava una borsetta rosa Marc Jacobs. Alcune fonti dell’epoca riferiscono che lo stilista le aveva inviato numerosi capi da indossare in tribunale.

Tutte e tre le star erano amiche personali di Jacobs che, in generale, si dimostra sempre aperto e disponibile ad associare il suo brand alla celebrity culture senza temere controversie. E in effetti, dato che Mangione si è dichiarato colpevole di omicidio durante le sue ultime udienze, alcune voci si sono levate a criticare Jacobs. Ma come dargli torto? Oltre a essere una specie di eroe popolare, tutti gli outfit di Luigi Mangione in tribunale, per basici che fossero, hanno attirato un livello malsano di attenzione da parte del pubblico.

Vestito per uccidere

Gli outfit di Luigi Mangione in aula hanno già generato negli scorsi mesi un alto grado di attenzione mediatica. Il punto è che finora gli abiti dell’uomo non hanno avuto nulla di speciale. Nel dicembre 2024, Mangione indossò un maglione bordeaux che, secondo gli utenti di Internet, era di Maison Margiela. Si scoprì poi che, più realisticamente, era un maglione basic di Nordstrom che comunque andò sold-out in breve tempo dopo la diffusione della notizia.

Ma il picco più netto di viralità si verificò il 21 febbraio 2025, quando Mangione si presentò con un maglione a maglia verde scuro, pantaloni kaki e mocassini marroni senza calzini e con le manette alle caviglie ben visibili. Come raccontò WWD, nelle 24 ore successive le ricerche su Google registrarono incrementi clamorosi: “luigi mangione outfits” +350 %, “luigi mangione loafers” +1.400 % e “luigi mangione ankles” +500 %. Su X (ex Twitter) proliferarono post che invitavano a “rubare il look di Luigi” o lo definivano un “fashionable hero”.

Lo scorso 11 agosto, invece, in una delle sue ultime udienze pubbliche prima della selezione della giuria prevista per l’8 settembre, Mangione indossava un completo grigio con camicia bianca leggermente sbottonata che è diventato immediatamente popolare. Ma forse non è tanto l’abito a essere qui interessante, quanto più chi lo indossa: un assassino che, col suo crimine, ha portato al centro della discussione le ingiustizie dell’industria sanitaria e assicurativa negli Stati Uniti. Certo è che, se Jacobs dovesse davvero vestirlo, l’operazione potrebbe essere di gusto opinabile ma la pubblicità non potrebbe essere delle migliori.

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