Cos'è la "shrinkflation"? Gli snack sono sempre più piccoli

La shrinkflation, nota anche come sgrammatura, sembra essere diventata una pratica sempre più diffusa nel settore dei beni alimentari. Il fenomeno si verifica quando un prodotto viene venduto in una confezione che appare simile alla precedente, ma contiene una quantità inferiore di merce, mentre il prezzo resta invariato oppure aumenta di poco. In questo modo il consumatore si trova a pagare di più per ogni unità di prodotto senza accorgersene immediatamente.

Per affrontare questo fenomeno, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha trasmesso alla Commissione europea una proposta di legge che punta a rendere più trasparenti le informazioni destinate ai consumatori

La proposta introduce specifici obblighi sia per i produttori che per i rivenditori. Quando un prodotto viene immesso sul mercato con un peso o un volume inferiore rispetto alla versione precedente, dovrà essere segnalata sulla confezione la variazione e dovrà essere indicato anche l’impatto sul prezzo rapportato alla quantità effettivamente acquistata. Le informazioni dovranno essere poi rese disponibili sia nei negozi fisici che sulle piattaforme di vendita online.

Perché i consumatori protestano per la riduzione della dimensione dei gelati

@realmelissasimo Shenanigans. #shrinkflation #skimpflation #deceptivepackaging original sound - Melissa Simonson

Il tema della shrinkflation torna ciclicamente in auge durante l'estate, per vie delle discussioni sulla riduzione delle dimensioni di gelati confezionati, ghiaccioli, snack e altri prodotti stagionali. Sui social e nei forum dedicati ai consumatori, sono frequenti le segnalazioni di confezioni che, anno dopo anno, sembrano contenere porzioni più piccole rispetto al passato, pur mantenendo prezzi simili.

La percezione di una riduzione delle dimensioni è spesso più evidente nei prodotti estivi perché si tratta di articoli acquistati abitualmente da moltissime persone, spesso fin dall'infanzia. Per esempio, quando una linea storica di gelato perde qualche grammo o appare visibilmente più piccolo, il cambiamento viene notato con maggiore facilità rispetto ad altri beni di consumo. Nello specifico, i gelati confezionati negli ultimi anni hanno perso attrattiva per le multinazionali, per via del rincaro dei prezzi di alcuni degli ingredienti essenziali per la loro preparazione –  come zucchero, latte e cioccolato.

L’aumento dei costi sostenuti dalle aziende ha determinato un generale rincaro dei prezzi dei gelati confezionati destinati al consumo. Alcuni marchi, però, preferiscono non aumentare il prezzo di vendita dei propri prodotti e scelgono invece di ridurne le porzioni. Tuttavia, anche quando la riduzione del contenuto è limitata, l'assenza di informazioni immediate spesso finisce per generare sfiducia tra i consumatori e dare l'impressione di un aumento di prezzo nascosto. La nuova proposta di legge punta quindi a rendere più chiari questi cambiamenti, permettendo agli acquirenti di valutare meglio ciò che stanno acquistando.

In cosa consistono le nuove regole anti-shrinkflation

Il meccanismo previsto dal decreto presentato dal governo italiano si basa su una comunicazione standardizzata che i produttori dovranno fornire ai commercianti. Saranno poi questi ultimi a rendere visibile l’avviso ai clienti attraverso cartelli, indicazioni sugli scaffali o avvisi presenti nelle pagine di acquisto online.

L’obbligo informativo, comunque, non sarà permanente. La segnalazione dovrà restare esposta per tre mesi a partire dal momento in cui il prodotto con quantità ridotta viene messo in commercio. Trascorso questo periodo, l’avviso non sarà più obbligatorio. Sono inoltre previste eccezioni nei casi in cui una modifica della formulazione migliori le prestazioni del prodotto, mantenendo sostanzialmente invariata l’utilità per il consumatore.

Il caso Toblerone

La shrinkflation non è un fenomeno del tutto nuovo. Uno dei casi più noti risale al 2016 e riguarda il Toblerone, la celebre tavoletta di cioccolato caratterizzata dalla forma a piramide. Per contenere l'aumento dei costi delle materie prime, il produttore decise di modificare la versione destinata al mercato britannico, riducendone il peso. La tavoletta da 400 grammi passò a 360 grammi, mentre quella da 170 grammi scese a 150.

La scelta fece discutere soprattutto perché la riduzione non riguardò soltanto la quantità di prodotto, ma anche il suo aspetto. Le iconiche punte triangolari vennero distanziate maggiormente tra loro, rendendo immediatamente visibile il cambiamento. Le critiche furono talmente estese che nel 2018 l'azienda che produce il Toblerone si vide costretta a tornare al prodotto originale.

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