"Tony" non è solo la storia di Anthony Bourdain Matt Johnson usa l'icona della cucina per raccontare cosa vuol dire rincorrere un sogno

Quando Matt Johnson ha ascoltato la storia di Dominic Sessa ha capito che fosse pronto per interpretare lo chef Anthony Bourdain nel film che racconta il periodo in cui era solo un ragazzo con il sogno di fare lo scrittore. L’attore, che abbiamo conosciuto nel 2023 con il suo debutto cinematografico The Holdovers, e che ha conquistato nel 2024 un Critics' Choice Awards per il miglior giovane interprete, sognava di diventare un giocatore di hockey. Poi un incidente ha stroncato la sua carriera: Sessa si ruppe il femore, restando fermo e impossibilitato a riprendere lo sport per cui si era tanto impegnato. Le ore di hockey vennero così riempite da un corso di recitazione e il resto è storia. 

All’inizio di Tony - Diario di un giovane cuoco, film che Johnson ha diretto e scritto insieme a Matthew Miller, Todd Bartels e Lou Howe, Bourdain non ci pensa nemmeno a voler lavorare in cucina. È un mondo lontano, un concetto astratto, anche un po’ rivisitato rispetto al libro da cui l’opera trae ispirazione, il best-seller Kitchen Confidential pubblicato nel 2000, porta d’ingresso per raccontare gli inizi dello chef da cui sono caduti a catena tutti i successivi successi culinari-intrattenitivi, suoi e di altri.

Providence, dove tutto comincia

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Where it all began. Dominic Sessa is Anthony Bourdain in TONY — from director Matt Johnson, in theaters this August.

original sound - A24

Bourdain è di fatto la figura senza cui non esisterebbe probabilmente The Bear e che ha rivoluzionato i programmi di cucina così come li conosciamo, raccontando avanti e dietro la camera da presa l’universo dei sapori, degli odori e dei gusti per farli diventare ancora più appetibili al pubblico a casa.

Se infatti nel libro Bourdain parla della rivelazione della cucina dopo aver mangiato la sua prima ostrica quando era ancora un ragazzino durante un viaggio insieme alla famiglia in Francia, Tony - Diario di un giovane cuoco colloca tutte le scoperte che sconvolgeranno l’esistenza del protagonista nella placida località di Providence. È un po’ per scelta e un po’ per caso che il ragazzo capiterà nella cittadina marittima pronta a popolarsi durante l’estate, seguendo il nome di quel luogo come un segno dal destino (provvidenza) e trovando infine la propria strada.

Tony prima di diventare Anthony

È una delusione che ha fatto scappare Tony e lo ha portato a rifugiarsi e reinventarsi (sarebbe meglio dire: mentire sul proprio conto) a Providence. Il corso di scrittura che lo avrebbe proiettato verso il mondo dell’editoria lo ha respinto, ed è  un fallimento che ricorda un po' quello dei primi due libri di Bourdain, prima dell’arrivo di Kitchen Confidential. Nel film è la scintilla che mette il protagonista davanti ai fornelli, oltre all’immancabile infatuazione per una ragazza.

Lavare i piatti è il primo step per chiunque metta piede in cucina e in Tony è la postazione di fronte a cui il giovane trascorrerà la maggior parte del tempo. È di fatto una lunga preparazione quella che Matt Johnson ha costruito per il suo Anthony Bourdain. Così facendo però, il personaggio perde un po’ della sua singolarità e il film racconta così  la storia non solo di uno specifico talento che poi ha trovato il proprio posto nel mondo, culinario o meno. Punta piuttosto ad universalizzarla, così che la giovinezza e l’irrequietezza di Tony diventino  la giovinezza e l’irrequietezza di tutti.

Uno stato d'animo, non una biografia

Certo, questa perdita di specificità rende meno puntuale il ritratto di Bourdain, dove è in particolare l’omissione di qualsiasi tipo di assunzione di droga che lascia perplessi. In cambio il film  guadagna in benevolenza, perché si percepisce che l’intenzione di Johnson non è quella di realizzare una biografia, ma piuttosto di restituire uno stato d'animo. Una spinta, un modo di essere irrefrenabile che Anthony Bourdain ha espresso nella sua vita e carriera ed è tipico di chi ha dei traguardi da voler raggiungere, dei sogni da concretizzare, dei giorni da riempire di senso.

L'opera racconta un'età in cui si è ancora scarabocchiati, poco definiti, e perciò si è meravigliosi perché si può essere ancora tutto, qualsiasi cosa desideriamo, anche ciò che non avremmo mai pensato. Tony - Diario di un giovane cuoco non è dunque solo il film sullo chef che abbiamo conosciuto, ma è su come si diventa grandi. Su come da Tony si diventa alla fine Anthony.

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