
Le 10 infradito più strane nella storia della moda Per festeggiare l’inizio della bella stagione

Il solstizio d’estate è alle porte, nonostante le temperature nel continente europeo abbiano già superato i 30° da diverse settimane. Il caldo improvviso ha richiesto il cambio di stagione prima del previsto, ergo: la stagione delle infradito è iniziata prima del solito. Oltre le classicissime Havaianas, o le flip flop di The Row dello scorso anno, negli anni il sistema moda ha creato diversissime declinazioni della scarpa estiva per eccellenza.
Ecco quindi, una lista delle 10 flip flop più strane nella storia della moda.
Gimaguas x Havaianas
Se oggi le Havaianas sono diventate uno degli item più desiderati dell’ultimo anno (entrate anche in classifica Lyst), una parte del merito va anche a Gimaguas. Il brand spagnolo collabora con il marchio brasiliano da diversi drop, giocando con charms, materiali e dettagli inaspettati, fino ad arrivare a quello dello scorso dicembre, che abbina la flip flop a uno scaldagamba in pelle tempestato di occhielli metallici. Una flip flop? Uno stivale? Un calzino? Forse un po’ di tutto, pur di restare fashionable anche d’estate.
Balenciaga – sandali Gaeta
@thenordstromnerd Balenciaga Geata Thong Wedge Big Geisha Vibes
A moist healing song - Nez Tunes
Per il suo debutto da direttore creativo di Balenciaga, presentato durante la Paris Fashion Week SS26, Pier Paolo Piccioli ha infatti eletto le infradito protagoniste indiscusse della collezione, proponendole in diverse versioni, tutte accomunate da proporzioni esagerate. La più particolare, chiamata Gaeta, è caratterizzata da una platform in velluto, con una punta allungata che si solleva verso l’alto e una rientranza sul tallone, quasi fosse stata scolpita a mano. Un po’ simile alla struttura delle ballerine Rocking Horse di Vivienne Westwood.
Maison Margiela – infradito Tabi
Se c’è una scarpa che Maison Margiela non si è mai stancata di reinterpretare, è la Tabi. Ispirata ai tradizionali calzini giapponesi, la silhouette ideata da Martin Margiela nel 1988 è diventata uno dei simboli più riconoscibili del sistema moda, declinata nel corso degli anni in stivali, décolleté, ballerine, mocassini, sneakers, mule, Mary Jane e anche infradito. La cosa curiosa è che l’infradito nasce già come una scarpa che separa l’alluce dalle altre dita, ma Margiela decide che non è abbastanza, aggiungendo una seconda divisione e adattando la fashion shoe d’eccellenza anche alle temperature più elevate.
Issey Miyake x United Nude – sandali Bounce
god knew if i had the issey miyake x united nude bounce sandals i would be too powerful & that’s why it’s sold out everywhere in my size pic.twitter.com/Ft6GQzfILU
— billie (@heybillierae) August 11, 2020
Restando in Giappone, anche Issey Miyake ha trovato nelle calzature tradizionali del proprio Paese una fonte d’ispirazione per reinventare la flip flop. Nata dalla collaborazione con United Nude, la Bounce Sandal riprende infatti la struttura dei geta, gli storici sandali rialzati in legno, reinterpretandoli in chiave contemporanea attraverso una suola scolpita e sospesa che sembra quasi galleggiare sotto il piede, insieme a cinturini imbottiti in neoprene che assomigliano alla parte superiore del sandalo tradizionale giapponese.
Tory Burch – Pierced Slide
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Come ha fatto notare nell’ultimo anno la trend forecaster Mandy Lee, meglio conosciuta come Old Loser in Brooklyn, oggi non c’è probabilmente un brand più interessante di Tory Burch quando si parla di footwear. Dopo alcuni anni di ombra, le collezioni recenti hanno riportato il nome della designer al centro della conversazione grazie a scarpe tanto insolite quanto desiderabili, le «freaky shoes» per eccellenza. Per la SS26 il brand ha presentato le Pierced Slide, che a prima vista sembrano un paio di minimalissime infradito in pelle, ma un dettaglio interessante: il passante per l’alluce viene attraversato da un maxi piercing che trasforma la flipflop in un gioiello.
Vivobarefoot – Achilles
Prima che le Zero di Balenciaga trasformassero il piede umano nell’ultima frontiera del design, qualcuno aveva già avuto un’idea ancora più radicale. Nel 2011 Vivobarefoot presentò le Achilles, definite dal brand come le prime «performance running flip flop» al mondo. Una scarpa pensata per correre che sembrava uscita da un laboratorio di biomeccanica più che da un negozio di articoli sportivi. La tomaia in TPU avvolge il piede lasciandolo quasi completamente scoperto, mentre la suola da appena 3 mm promette un’esperienza il più possibile vicina alla camminata a piedi nudi.
MSCHF – Flipped Flop
@kimberlyanthony11 Flipped flop heels concept by @MSCHF #fyp #mscf son original - Classic HipHop&RnB
Nonostante l’articolo riguardi le infadito in senso stretto, c’è un piccolo problema con le Flipped Flop di MSCHF: non sono propriamente delle flip flop. Partendo dalla classica ciabatta da piscina, il collettivo newyorkese ne ha ribaltato letteralmente la struttura, piegando la suola su sé stessa fino a creare una silhouette impossibile che sfida qualsiasi logica ergonomica.
Junya Watanabe x Comme des Garçons
Tra i modelli più interessanti dell’archivio di Junya Watanabe ci sono un paio scarpe create sotto Comme des Garçons. Una reinterpretazione della classica flip flop che riflette l’interesse dello stilista per la contaminazione tra diverse tradizioni del vestire. La costruzione essenziale della scarpa viene infatti arricchita da una serie di cinturini in pelle che si sviluppano lungo il piede e la gamba, richiamando tanto il sandalo da gladiatore romano quanto alcune silhouette delle calzature tradizionali giapponesi.
Miu Miu – Bubble Sole flip-flops
Tra tutti i codici estetici che Miu Miu ha recuperato negli ultimi anni, la bubble sole è forse uno dei più iconici. Introdotta per la prima volta nella collezione FW99, questa particolare suola costellata di piccole sfere in 3D è diventata negli anni un enorme pezzo di archivio, ricercato dai collezionisti e appassionati del brand. Questa versione estiva ne rappresenta un’ulteriore evoluzione: la classica infradito viene abbinata a un piccolo kitten heel e a sottili lacci da avvolgere alla caviglia, mantenendo intatto il carattere giocoso della suola (che è stata riproposta dal brand per la prima volta la scorsa stagione).
Givenchy – sandali Kyoto
Presentate nella collezione Resort 2020 di Givenchy, le Kyoto riflettono perfettamente l’approccio di Clare Waight Keller alla maison. Ispirate alle tradizionali infradito giapponesi, la scarpa abbina morbidi cinturini imbottiti in pelle a una piattaforma in gomma a coste dalle proporzioni generose. In un momento in cui il footwear di lusso era dominato dalle chunky sneaker, dalle Balenciaga Triple S alle Gucci Rhyton, Givenchy ha scelto una strada diversa, reinterpretando una semplice flip flop con i volumi di tendenza dell'epoca.