Quella volta che Gucci mise Dolly Parton in uno show Quando Alessandro Michele omaggiò la regina del massimalismo

Per raccontare o anche solo catalogare lo stile di Dolly Parton, attraverso una carriera lunga decenni e mille evoluzioni della cultura country, servirebbe forse un libro. E in effetti un libro lo scrisse lei stessa, il titolo era Behind the Seams: My Life in Rhinestones che raccontava la sua lunghissima carriera attraverso i suoi outfit. Come riporta il NY Times, al momento della sua scomparsa Parton possedeva un guardaroba esteso su oltre 4500 metri quadri, dove si trovavano tutti gli outfit ricoperti di cristalli che aveva indossato nella sua carriera, circa2000 paia di scarpe e 350 parrucche. Il guardaroba di un’icona, appunto, che però negli anni si è tenuta a relativa distanza dal mondo della moda di lusso europea che però, non di meno, l’ha omaggiata.

E uno degli omaggi più leggendari che la regina del country ha avuto nella storia della moda recente arriva da un designer massimalista quanto lei, che non poteva non ammirarla: Alessandro Michele. L’omaggio arrivò in uno show abbastanza speciale dell’era di Michele, la collezione SS19 di Gucci, presentata al Le Palace di Parigi, una delle molte sfilate in esterna che il designer aveva organizzato per il brand. Ma come venne omaggiata Dolly Parton?

Uno show di sole icone

Quella volta che Gucci mise Dolly Parton in uno show Quando Alessandro Michele omaggiò la regina del massimalismo | Image 630361
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Quella volta che Gucci mise Dolly Parton in uno show Quando Alessandro Michele omaggiò la regina del massimalismo | Image 630360

L’inclusione dell’immagine di Dolly Parton nella collezione SS19 fu duplice. Poco dopo la prima metà dello show, infatti, apparve in passerella un gilet in denim oversize sulla cui schiena era dipinto un ritratto della cantante con la tecnica dell’airbrush. Due look più in là, sempre il volto di Dolly Parton appariva su una felpa rosa, questa volta stampato con una tecnica che ricordava i ritratti di Andy Warhol. Qui forse la citazione era duplice in quanto Dolly Parton conosceva davvero Andy Warhol, che la ritrasse dieci volte negli anni ‘80, la incluse anche nella celebre serie delle sue polaroid e fece anche un’intervista con lei per Interview Magazine nel luglio del 1989, con un photoshoot di Herb Ritts.

Il tema dello show di Gucci era, in effetti, quello delle grandi icone pop a partire da quelle che frequentavano Le Palace ai suoi tempi d’oro fino al duo di teatro sperimentale italiano Leo de Berardinis e Perla Peragallo. Durante lo show in questione si videro numerosi look che richiamavano l’amore di Dolly Parton per strass e cristalli, ma apparvero anche borse a forma di Topolino, cappelli che riprendevano lo stile di Janis Joplin e, soprattutto, a metà show ci fu un interludio in cui Jane Birkin in persona cantò Baby Alone in Babylone, la canzone che Serge Gainsbourg aveva scritto per il suo album eponimo nei primi anni ’80.

Dopo lo show, Gucci dedicò al look in questione un post singolo sui propri social che mostrava in dettaglio il gilet in denim definendolo «a tribute to the most honored female country performer». Parton però non rispose mai pubblicamente a questo omaggio, né risulta che i due si incontrarono mai in pubblico. C’è un altro designer che invece incontrò Dolly Parton e la omaggiò in una collezione anni prima, e cioè Jeremy  Scott.

Dolly Parton e Jeremy Scott

Oltre dieci anni fa, per lo show FW16 del brand che portava il suo nome, Jeremy Scott creò una collezione che era chiaramente ispirata allo stile di Dolly Parton, di cui si professava ardentissimo fan e che aveva dichiarato essere tra le sue icone di stile definitive. «It’s a little bit more Dolly Parton, but Dolly on molly», disse il designer a W Mag all’epoca. Un’altra collezione dal sapore western fermata Jeremy Scott era apparsa già nel 2011 alla New York Fashion Week.

Sempre nel 2016, Scott vestì Katy Perry in occasione degli Academy Of Country Music Awards di quell’anno, edizione in cui Perry duettò sul palco proprio con Dolly Parton. Scott non creò anche l’outfit di Parton, che quella sera indossava un blazer di strass a losanghe colorate che citava la celebre canzone Coat of Many Colors. Per coincidenza, Scott si presentò sul red carpet con una biker jacket di pelle con una decorazione molto simile in omaggio della medesima canzone. Dopo il duetto, per la prima volta, i due si incontrarono nel backstage.

Un episodio divertente che Scott raccontò a The Cut fu quando Katy Perry organizzò una festa di compleanno a tema western e invitò, insieme al designer, anche un'impersonatrice di Dolly Parton che inizialmente Scott credette essere la vera cantante, si fece foto con lei e disse di averle anche postate sui propri social. E guardando il post commemorativo che Scott ha pubblicato ieri sui suoi social, si può vedere che il designer ebbe anche occasione di donare alla cantante un paio di cowboy boots di gomma rosa e una borsetta di Moschino in un’altra occasione. Un vero caso, come cantava Dolly Parton stessa, di «I will always love you».

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