Elon Musk vuole davvero produrre una propria versione de "L'Odissea" con Grok Dopo le critiche al nuovo film di Nolan, il trilionario accende la guerra a Hollywood

Elon Musk vuole davvero produrre una propria versione de L'Odissea con Grok Dopo le critiche al nuovo film di Nolan, il trilionario accende la guerra a Hollywood

È l'anno de L'Odissea di Christopher Nolan, che, dopo mesi di attesa, si sta imponendo come uno dei film più acclamati dalla critica e dal pubblico. Girato interamente in IMAX e forte di un cast stellare guidato da Matt Damon nel ruolo di Odisseo e Anne Hathaway in quello di Penelope, il lungometraggio continua a registrare incassi importanti nei cinema di tutto il mondo. Naturalmente non sono mancate le polemiche, e tra coloro che hanno criticato il film ancora prima della sua uscita c'è anche Elon Musk, che nelle ultime settimane ha trasformato L'Odissea nell'ennesimo terreno di scontro della sua personale guerra culturale contro Hollywood.

Non solo il proprietario di X ha contestato alcune scelte di casting con argomentazioni che molti hanno definito apertamente razziste e transfobiche, ma è arrivato persino ad annunciare che la sua intelligenza artificiale Grok sarebbe presto in grado di realizzare una versione dell'opera di Omero. In un post pubblicato su X ha infatti scritto: «Prima della fine dell'anno, Grok Imagine realizzerà un lungometraggio completo dell'Odissea che sarà storicamente accurato e fedele all'arte di Omero», seguito poi da  un teaser di circa tre minuti generato con Grok Imagine, nel quale viene mostrata una scena tra Odisseo e la ninfa Calipso.

Insomma, se anche Elon Musk si mette a discutere dell'accuratezza storica dell'opera di Christopher Nolan, forse vale la pena fermarsi un momento e chiedersi che cosa significhi davvero parlare di "fedeltà" quando si adatta uno dei testi più rilevanti della letteratura occidentale del passato.

Le polemiche sul cast

Prima ancora che il film arrivasse nelle sale, Musk aveva rilanciato su X diversi post offensivi contro la scelta di Christopher Nolan di affidare alcuni ruoli a interpreti non bianchi e a un attore transgender. Nel mirino sono finiti Lupita Nyong'o, scelta per interpretare Elena di Sparta e Clitennestra, ed Elliot Page nel ruolo di Sinone. Commentando quei messaggi, Musk aveva aggiunto: «Nolan vuole vincere i premi» e ancora «Ha perso la sua integrità».

Si tratta di accuse che si inseriscono in un dibattito ormai ricorrente, quello sulla rappresentazione nei film storici o ispirati ai grandi classici. Una discussione che, puntualmente, finisce per sovrapporre il concetto di ricostruzione storica a quello di adattamento cinematografico, dimenticando che il cinema non è un documentario, ma un linguaggio espressivo con regole proprie.

Inoltre, discutere dell'accuratezza storica dell'Odissea è già di per sé un paradosso. Il poema omerico non racconta fatti storicamente verificabili, ma un insieme di miti, tradizioni orali e racconti che si sono stratificati nel corso dei secoli. Persino la figura di Omero è avvolta nell'incertezza: secondo molti studiosi non sarebbe stato l'unico autore del poema, ma il nome con cui la tradizione ha identificato un patrimonio narrativo nato da più cantori e fissato in forma scritta soltanto in un secondo momento.

È proprio questa natura fluida dell'opera ad aver consentito nei secoli numerose reinterpretazioni. Nolan non fa eccezione, il suo non è un adattamento cinematografico che dialoga con il presente. Del resto, la cosiddetta "licenza poetica" è da sempre uno degli strumenti fondamentali di ogni autore. Pretendere una fedeltà assoluta a un testo che, per sua stessa natura, è frutto di secoli di trasformazioni significa ignorare il modo in cui la cultura si è evoluta.

L'intelligenza artificiale può sostituire un autore?

L'annuncio di Musk arriva inoltre in un momento in cui il rapporto tra cinema e intelligenza artificiale continua a dividere l'industria. Già oggi realizzare un film di oltre tre ore rappresenta un atto controcorrente, soprattutto in un'epoca in cui il tempo medio di attenzione del pubblico è sempre più ridotto. Pensare che un'opera generata attraverso una serie di prompt possa risultare automaticamente "più fedele" o addirittura "migliore" di quella realizzata da uno dei registi più importanti del cinema contemporaneo appare più come una dimostrazione di fiducia ideologica nella tecnologia che un vero progetto artistico.

D'altronde, lo stesso Nolan si è espresso più volte con grande scetticismo sul ruolo dell'intelligenza artificiale nella produzione cinematografica: «L'idea che possa sostituire completamente gli esseri umani e la creatività umana, per me, è semplicemente un'assurdità», aggiungendo «Non ho mai visto una tecnologia adottata con tanto entusiasmo da Wall Street, dagli investitori e dalle aziende tecnologiche quanto l'intelligenza artificiale, mentre il pubblico l'ha respinta in maniera così netta».

Una battaglia navale in un bicchiere d'acqua

Le dichiarazioni di Musk non sono passate inosservate, infatti già a maggio, Lupita Nyong'o aveva replicato alle critiche ricevute per il casting: «Il nostro cast rappresenta il mondo in cui viviamo. Non passerò il mio tempo a cercare di difendermi. Le critiche esisteranno indipendentemente dal fatto che io scelga di rispondere oppure no». Anche Christopher Nolan ha minimizzato la polemica, ricordando come questo genere di discussioni preceda ormai sistematicamente l'uscita di ogni suo film: «Queste conversazioni che nascono prima che le persone abbiano visto il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che vi partecipa sa davvero che cosa sia il film».

Se Elon Musk intende davvero produrre una propria versione dell'Odissea con Grok, il problema non è tanto la possibilità tecnica di farlo, quanto l'idea che un'opera possa essere giudicata esclusivamente sulla base della sua presunta "accuratezza". Perché il cinema non è una gara di fedeltà filologica, ma anche interpretazione. E forse la vera domanda non è quale delle due Odissee sarà più corretta, bensì quanti saranno davvero disposti a sedersi in sala per ore soltanto per decretare quale sia la migliore.

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