
Gli adolescenti di oggi sono davvero adolescenti? Il caso di North West che fa arrabbiare Millennial e Gen Z
Se una parte del popolo del web continua a domandarsi quando finisca davvero l'adolescenza, esplorando le zone grigie di internet e interrogandosi sui comportamenti e sulle abitudini che sembrano averci portato a rinnegare l'età adulta, dall'altra c'è una nuova generazione, quella Alpha, che dell'adolescenza sembra aver fatto qualcosa di diverso. Una scorciatoia, forse, che brucia le tappe, irriverente e apparentemente immune alle regole con cui siamo cresciuti. Tra i nuovi pupilli di internet, dell'overesposizione e del successo emerge North West, figlia dodicenne di Kim Kardashian e Kanye.
Le sue apparizioni pubbliche hanno sollevato numerose polemiche per i suoi look spesso firmati con piercing finti, tatuaggi disegnati con l'eyeliner sul volto, grills neri sulle orme del padre e capelli turchesi. Il commento più ricorrente è sempre lo stesso: «Non dimostra dodici anni».
A giocare con la propria estetica e, di conseguenza, con il significato stesso di cosa voglia dire essere adolescenti oggi, però, non è soltanto lei. Lo fanno anche le sue amiche e, più in generale, un'intera generazione cresciuta con e attraverso i social media. Viene quindi da chiedersi se questo sia davvero un segnale negativo o se, semplicemente, l'adolescenza che conoscevamo sia ormai un ricordo che, nel bene e nel male, dobbiamo lasciarci alle spalle.
Il caso North West
@lamodadiinternet torniamo a parlare di quanto la fama e i social facciano male a persone, soprattutto ragazze, molto piccole. A sto giro a far discutere il web è North West, figlia di Kim Kardashian e Kanye West. Voi cosa ne pensate? #kimkardashian #kanye #northwest suono originale - lamodadiinternet
North West è una ragazza di dodici anni nata nella “famiglia reale” d'America, quella delle Kardashian-Jenner. Da sempre è oggetto di critiche che spaziano dalla sua estetica alla sua fisicità, fino a quelli che sembrano essere i nuovi hobby degli adolescenti privilegiati: fare musica, partecipare alla Paris Fashion Week accompagnati dalla stylist della propria madre, posare con le celebrity più influenti del momento. Naturalmente questa non è la vita della maggior parte degli adolescenti. È quella di una piccolissima fetta di popolazione che vive in una condizione di enorme privilegio, ma anche di forte esposizione. In questo senso North rappresenta quasi una caricatura di ciò che significa essere adolescenti oggi, pur incarnando alcuni tratti che raccontano bene la differenza tra la Generazione Alpha e quelle precedenti.
Gli adolescenti della Gen Z, e in parte i Millennial, sono cresciuti agli albori della digitalizzazione. Internet era ancora uno strumento da esplorare con curiosità e un certo scetticismo. Si cercava di capire quali sarebbero stati i linguaggi del futuro, senza esserne completamente immersi. North West, invece, come tanti suoi coetanei, è cresciuta dentro le nuove tecnologie. È figlia di linguaggi già plasmati dai social media, di una cultura dell'immagine, della rilevanza e della performance costante.
Se gli adolescenti di ieri avevano paura della solitudine e dell'incomprensione, quelli di oggi sembrano avere paura dell'irrilevanza. Una rilevanza che, nel caso di North, non è stata cercata ma ereditata. Va anche detto che, al di là dell'apparenza, la sua esperienza non è così anomala come spesso si racconta. Kim Kardashian è una presenza costante nella sua vita digitale: supervisiona le sue live su Twitch, controlla il suo account TikTok e monitora i contenuti che pubblica insieme alle sue amiche e quelli dedicati ai suoi primi progetti musicali.
Si parla continuamente dei suoi look, ma se si è figli di Kim Kardashian e Ye è difficile aspettarsi qualcosa di diverso, soprattutto quando si manifesta una certa inclinazione artistica che utilizza anche l'estetica come forma di espressione. Inoltre, molto spesso finiamo per attribuire a una bambina la responsabilità di scelte stilistiche che, nella realtà, sono rese possibili proprio dall'ambiente in cui cresce e non esclusivamente dalla sua volontà.
Perché, diciamolo, a dodici anni non si è ancora pienamente in grado di comprendere tutte le implicazioni di un mondo tanto spietato quanto pieno di possibilità come quello contemporaneo, soprattutto quando il privilegio rischia di confondere il confine tra ciò che è autentico e ciò che è costruito. La vera spietatezza sta forse in un pubblico adulto che addossa a una bambina il peso di rappresentare un'intera generazione, quando in realtà ne è semplicemente il prodotto, che piaccia oppure no.
Ma quindi chi sono davvero gli adolescenti Alpha?
@millie.wilson_ Gen Alpha (children born after 2010) are so hyper aware of what they look like & its shocking. Obviously every generation thinks the generation after them looks so much older, but I feel that this is the largest cultural shift we’ve seen. When did this shift happen?! #genalpha #alpha #generations #didyouknow #interesting #fyp #letstalk #info original sound - Millie
Gli adolescenti della Generazione Alpha non sono bambini che giocano a fare gli adulti. Sono ragazzi che stanno crescendo in una realtà iperesposta, con strumenti molto più grandi di loro e con un potenziale enorme, tanto positivo quanto negativo. A differenza delle generazioni precedenti, che sperimentavano la “cattiveria umana” soprattutto nella vita offline, oggi questa si manifesta anche online. Instagram, TikTok e le sezioni commenti sono diventati campi di battaglia dove si discute di etica, morale e identità, temi di cui questi ragazzi non possono ancora essere pienamente consapevoli.
È vero, gli adolescenti di oggi hanno molti più strumenti per informarsi, esprimersi ed esplorare il mondo, ma proprio questa abbondanza può trasformarsi in sopraffazione. Se la velocità della contemporaneità mette già in crisi giovani adulti che cercano il proprio posto nel lavoro, nelle relazioni e nella costruzione della propria identità, è facile immaginare quanto possa essere difficile per chi sta ancora attraversando una fase delicata come l'adolescenza. Anche l'intrattenimento è cambiato radicalmente. Se in passato esistevano canali come Disney Channel o i programmi per ragazzi della Rai, capaci di costruire un immaginario condiviso dell'adolescenza, oggi quella distinzione è quasi scomparsa.
Gen Alpha kids when they get their driver's licenses pic.twitter.com/hWwj1hk62Y
— Warnerus CFF (@RealWarnerus) July 20, 2026
Sono cambiati i contenuti e si è ridotto anche il tempo di attenzione. Navigare su internet non è più un'attività occasionale ma il luogo in cui si vive, si comunica e si costruisce la propria identità. Ma quegli stessi contenuti che una volta nascevano spontaneamente sono oggi inseriti in un mercato che monetizza l'attenzione e l'interazione. Piattaforme come Twitch o le live di TikTok permettono di costruire un rapporto diretto con il proprio idolo attraverso regali virtuali, token e interazioni continue. La distanza che un tempo separava il pubblico dai personaggi famosi è quasi scomparsa.
Allo stesso tempo i social hanno reso tutto più visibile. Non è un caso che diversi governi stiano cercando di regolamentare l'accesso dei minori alle piattaforme digitali. L'Australia, ad esempio, ha approvato una legge che vieta l'uso dei social agli under 16, mentre in Francia è stato introdotto l'obbligo del consenso dei genitori per gli under 15. Anche in Italia il dibattito su una maggiore tutela dei minori online è sempre più acceso. Eppure, seguendo lo stesso ragionamento, per un adolescente ogni regola rappresenta anche un limite. E un limite, per sua natura, è qualcosa da mettere alla prova, se non addirittura da infrangere. Per questo la soluzione non può essere soltanto proibire. Come le generazioni precedenti hanno imparato anche attraverso gli errori, è inevitabile che accada lo stesso per la Generazione Alpha.
Ora siamo noi a non capire gli adolescenti
@cadencecounts i’ve never felt older #genz #genalpha #67 #1738 #fyp original sound - Cadence Counts
Più che rimediare a una crescita rapida e apparentemente incontrollata, bisognerebbe imparare a comprendere che oggi la crescita non è più regolata soltanto dalla famiglia o dalla scuola. Internet è diventato un terzo attore educativo, presente ogni giorno nella formazione di un individuo. La questione, quindi, non è limitare gli adolescenti, ma aiutarli a sviluppare gli strumenti critici necessari per orientarsi all'interno di un ecosistema digitale che offre infinite possibilità ma anche infinite distrazioni.
Sta avvenendo uno scontro tra due idee di adolescenza: da una parte quella raccontata dai prodotti dell'intrattenimento tradizionale, più romantica, lenta e quasi idealizzata; dall'altra quella descritta quotidianamente dai social media, dove milioni di persone condividono esperienze, opinioni e frammenti di vita contribuendo a costruire una consapevolezza collettiva.
Il problema è che, dentro quella collettività, spesso la singolarità si perde. L'individuo si sfuma. Così come i giovani adulti fanno fatica a ritrovare sé stessi in una realtà sempre più dispersiva, anche gli adolescenti si confrontano con lo stesso smarrimento. Con una differenza sostanziale: sono stati educati dagli algoritmi a esporsi, a prendere posizione, a difendere valori di cui spesso non conoscono ancora fino in fondo il peso, ma che sentono di dover rappresentare come se, a dodici o tredici anni, definissero già la loro identità. Forse è proprio da qui che nasce l'incomprensione nei confronti degli adolescenti di oggi.
how i’m trying to give my gen alpha kids a 90s kids summer:
— Danielle (@DLVermeer) July 15, 2026
• riding bikes around the neighborhood
• 1-2 hours quiet reading time per day
• treasure hunting at flea markets
• learning a new card game
• drinking from the hose
• swimming at the lake
• no screens
• s’mores pic.twitter.com/IE8dWq2t6u
Le generazioni precedenti non hanno mai avuto davvero questi spazi di espressione, almeno non durante la loro adolescenza. La realtà era meno abituata alla diversità, meno disposta ad accettare che il singolo potesse diventare il punto di riferimento di una comunità o influenzare il dibattito pubblico. La Generazione Alpha, invece, cresce sapendo che ogni gesto può essere osservato, condiviso e giudicato. E forse è proprio questo il tratto che più la distingue: non l'aver smesso di essere adolescente, ma l'esserlo sotto uno sguardo costante.
North West, in fondo, non è il simbolo di un'adolescenza finita troppo presto. È il simbolo di un'adolescenza diversa, costruita in un contesto che nessuna generazione precedente aveva mai sperimentato. Criticare lei significa spesso criticare un sistema di cui è soltanto il prodotto. La domanda, allora, non è se gli adolescenti di oggi siano ancora davvero adolescenti. La vera domanda è se siamo noi adulti a essere ancora capaci di riconoscere e imparare da un'adolescenza che non assomiglia più alla nostra.












































