
Riuscirà la vendita a salvare GoPro? GoPro prova a ripartire attraverso l’acquisizione da parte di Starman Optical
Il mercato delle action camera, piccole videocamere progettate per riprendere attività dinamiche, è da tempo in espansione, trainato soprattutto dalla crescente diffusione dei modelli progettati per l'ambito sportivo. Si tratta di dispositivi estremamente compatti che combinano una fotocamera e tecnologie capaci di elaborare le immagini. Secondo il South China Morning Post, nel primo trimestre del 2026 le vendite globali di action camera sono cresciute del 20% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Per anni il settore delle action camera è stato guidato da GoPro, azienda statunitense nata nel 2002 che ha reso le sue piccole videocamere indossabili lo strumento più noto e riconoscibile per documentare sport e attività all’aperto. Tuttavia, il dominio della società su questo ambito si è molto ridimensionato negli ultimi anni. A partire dal 2023 la sua quota di mercato è passata dal 75% a circa il 6%, mentre hanno guadagnato terreno due produttori cinesi, DJI e Insta360, che oggi controllano complessivamente l’87% del mercato.
Come sarà il futuro di GoPro
Le difficoltà finanziarie di GoPro sono emerse con particolare evidenza quando la società di consulenza PwC lo scorso giugno ha messo in dubbio la capacità dell’azienda di proseguire la propria attività, alla luce delle perdite accumulate e delle incertezze sulla sua sostenibilità finanziaria. Ad aprile GoPro aveva già annunciato il taglio di oltre il 20% dei dipendenti, dopo aver già ridotto di quasi un quinto il proprio personale nel 2024.
Per questo, come riportato dal Financial Times, di recente l'azienda statunitense Starman Optical ha raggiunto un accordo con GoPro per acquisirla. Starman Optical è una realtà specializzata nella realizzazione di infrastrutture per i data center, e punta a sfruttare l’operazione per orientare il know how di GoPro verso settori come l’intelligenza artificiale, la difesa e l’aerospazio, tra le altre cose.
Tra i prodotti di Starman Optical ci sono i cosiddetti "transceiver ottici", cioè componenti utilizzati nelle apparecchiature di rete e nei data center per trasferire grandi quantità di dati attraverso segnali luminosi. L’obiettivo è combinare queste tecnologie con il patrimonio di proprietà intellettuale sviluppato da GoPro, che comprende oltre 2500 brevetti legati all’ottica.
Come ha fatto la concorrenza a battere GoPro
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Negli anni le aziende cinesi DJI e Insta360 hanno investito ingenti risorse nella ricerca e sviluppo del settore delle action camera, introducendo sensori, processori e sistemi di stabilizzazione sempre più avanzati e riducendo progressivamente il divario tecnologico con GoPro, che non è riuscita a difendere il vantaggio competitivo acquisito negli anni. A questo si è aggiunto il controllo diretto di buona parte della filiera produttiva cinese, che ha permesso ai due marchi di sviluppare componenti personalizzati mantenendo al tempo stesso prezzi competitivi.
Anche la velocità con cui DJI e Insta360 hanno rinnovato le rispettive gamme di prodotti ha contribuito alla loro crescita, ai danni di GoPro. Le due aziende cinesi hanno adottato una politica di lancio di nuovi dispositivi molto frequente, con vari aggiornamenti nel corso dell’anno. GoPro, al contrario, ha mantenuto un calendario di presentazione più lento, finendo per perdere terreno in un mercato caratterizzato da un rapido ricambio tecnologico.