
Perché Skims ha collaborato con un brand emergente? Il brand ha co-firmato una capsule con Vettese e non se lo aspettava nessuno
Dopo le collaborazioni con Fendi, Roberto Cavalli e Dolce&Gabbana, verrebbe da credere che Skims cerchi i propri partner solo tra le vette della moda. Ma il brand fondato da Kim Kardashian e Jens Grede ama sorprendere e ha annunciato oggi una collaborazione con Vettese, un brand emergente con cui firmerà una capsule collection limited-edition di ready-to-wear.
La collaborazione dovrebbe portare nei capi di Skims l’approccio “scultoreo” di Vettese, con il suo mix di capi funzionali e abiti dal sapore più glamour con il loro drappeggio anatomico. La notizia è interessante in quanto è il primo sodalizio di Skims con una designer emergente e allarga l’ambito delle collaborazioni di Skims verso territori più impensati (il brand va comunque fortissimo tra celebrità e influencer) portandolo a un potenziale status di “brand dei brand”. Ma come mai queste collaborazioni funzionano così bene?
Tutto può essere Skims-ificato
Come si diceva, Vettese è un brand che a partire dai body e finendo con abiti drappeggiati lavora molto sull’idea del “corpo avvolto”, in questo caso da stoffe abbastanza prestigiose. Il brand, pur avendo un’anima lussuosa, ha molto in comune con Skims, e nominalmente l’obiettivo di creare pezzi che accolgano la silhouette, qualunque essa sia, con costruzioni fluide. Il che apre il lavoro della founder, Kari Vettese, alla creazione di diversi design come abiti lunghi aderenti, bustier di seta, top a fascia, gonne con annodate e drappeggiate e bottom con vita regolabile.
Nella collaborazione con Skims, dove il tessuto tecnico è più protagonista, troviamo top convertibili, gonne drappeggiate e abiti che esaltano le curve, tutti realizzati integrando l’approccio costruttivo di Vettese con i tessuti ei colori tipici di Skims (ecru, cocoa e onyx sono le colorway, tutte e tre molto Kardashian-iane) per una serie di pezzi che valicano il confine tra giorno e notte, informale e formale. È una tuta? Un abito? Proprio qui sta il valore della collaborazione. Il prodotto è unico e specifico.
Tutto può essere Skims-ificato. Incluso un brand nato nel novembre 2022, che produce interamente in-house e che è arrivato nel calendario della New York Fashion Week solo nel febbraio 2025. Nel reinterpretare la filosofia “Body & Tube” del brand, la collaborazione ha prodotto capi techwear che sono anche convertibili, e cioè che che possono essere indossati in modi diversi, persino “nel modo sbagliato”, grazie a bottoni staccabili che permettono di trasformare i pezzi, creando nuovi look o separandoli a piacere. Cosa c'è di più avant-garde di portare questo tipo di innovazioni di design a un grande pubblico?
Skims è un “brand dei brand”?
@ashleyabaco How to brand yourself like @SKIMS using their business strategy + brand design! Kidding, don’t steal. But inspiration is everywhere! #greenscreen Tags: #skims Skims logo inspiration skims branding strategy analysis Skims marketing campaign Skims packaging design Skims website design Skins color palette Skims Typography Skims Brand identity case study #branddesign #packaging #brandidentity original sound - Ashley Abaco
Da sempre le collaborazioni servono per elevare la percezione del partner più grande dando visibilità al più piccolo. Skims non segue sempre questa dinamica precisa: a volte è il partner più piccolo, come nel caso di Fendi e Dolce&Gabbana; altre volte stabilisce una sorta di parità come quando lavora con Nike; altre volte ancora, come nel nostro caso, è il partner più grande e distribuito che “accoglie” il designer di nicchia. Di volta in volta Skims è un brand sportivo, un brand di underwear funzionale, un brand di moda. E ciò che colpisce in tutto questo è la sua capacità di rimanere sempre sulla cresta dell’onda selezionando partner rilevanti che, a loro volta, restituiscono rilevanza al brand.
In questo senso Skims è un “brand dei brand”. Il suo fascino sta precisamente nel proprio potenziale camaleontico e infinito. La coerenza delle collaborazioni rimane sempre un requisito essenziale, è chiaro, ma adottando identità temporanee e modulari, secondo il metodo della collaborazione limitata nel tempo, e suscitando dunque una continua urgenza nei clienti come ha fatto per decenni Supreme, Skims è in grado, da un lato, di costruire una rilevanza per associazione e, dall’altro, di non ancorarsi mai a concept o identità troppo impegnative, rimanendo capace di esistere in modo ubiquo su tutti i livelli del mercato.
È un’identità più agile e flessibile, oltre che un metodo che nella moda aveva avuto tra i propri pioneri Kim Jones da Dior, che cambiava collaboratori ogni stagione, ancorché con esiti macchinali; e Jean-Paul Gaultier, durante il periodo in cui affidava le proprie collezioni Couture a un designer sempre diverso. Portando questo metodo nella grande distribuzione e posizionandosi trasversalmente sul mercato, Skims è sempre più vicino a rappresentare un blueprint di brand moderno, che non esiste sopra o sotto gli altri ma con gli altri e che, partendo da un prodotto dal sicuro appeal, può produrre tutto restando fondamentalmente se stesso.