
I promossi e i bocciati della serata cover di Sanremo 2026 Tra polemiche, duetti e poca Bianca Balti
Meno male che c’è la serata cover. Dopo una serie di pezzi in cui non abbiamo fatto altro che lamentarci del festival di Sanremo 2026, e non per ripicca bensì quasi con dispiacere, a venirci incontro è stato l’appuntamento più atteso dell’intera manifestazione musicale, anche più della finale stessa. Un universo a parte, col suo televoto e i suoi vincitori, che spesso non coincidono con chi reggerà in mano il primo premio durante la serata di chiusura.
I bocciati
#Sanremo2026 La ripresa Rai per il bacio tra Levante e Gaia pic.twitter.com/4Nc3B1ffMQ
— Genio78 (@Zziagenio78) February 27, 2026
Ovviamente non sono mancati gli scivoloni. Si è cominciato subito subito con il bacio censurato di Levante e Gaia dopo I maschi, già presente alle prove quindi evidentemente tagliato - sia mai che vedere le due cantanti così grintose e sensuali facesse pensare che qualsiasi accenno queer fosse bello. Si è proseguito con la scoperta del tanto atteso Mister X, l’ospite speciale, il quale si è rivelato essere solo Alessandro Siani, a cui preferivamo di gran lunga l’attesa del mistero che la deludente scoperta. Infine la lezione di Vincenzo Schettini, che dopo le polemiche degli ultimi giorni e una presunta assenza ribaltata all’ultimo minuto è stato relegato all’una di notte, orario in cui la soglia dell’attenzione inizia ad essere molto bassa, come ogni insegnante immaginiamo possa sapere.
tutti i elettra fa
— paolo (@Paoliciousss) February 27, 2026
siparietti dei qualsiasi
comici cosa#sanremo2026 pic.twitter.com/tqIcnnqrkg
Ma, come direbbe Elettra Lamborghini, viva viva viva la serata cover, ed effettivamente alcune esibizioni ci hanno regalato momenti di spettacolo e di emozione che ancora erano mancati durante la settimana sanremese. L’inizio, nonostante le aspettative, non è stato dei più travolgenti: riportando le Las Ketchup direttamente dagli inizi degli anni Duemila, Elettra si lancia in una versione di Aserejé leggermente depotenziata rispetto al materiale esplosivo e all’interpretazione che la e le performer potevano dare, a partire dagli abiti. Va bene dare un tocco spagnoleggiante in omaggio alle ospiti, ma ci si aspettava la discoteca, il delirio, il viaggio nel tempo direttamente nei pub del Y2K. Tutto troppo composto, tutti troppo a modino, la cantante di Voilà non ha portato alcun festino (né «bilaterale», né altro) sul palco dell’Ariston, dove è vero che doveva rompere il ghiaccio e perciò la perdoniamo, ma ne preferiamo la versione che ha riproposto extra-palcoscenico dopo la diretta.
I rimandati
È con l’arrivo di Malika Ayane e Claudio Santamaria che si definisce sempre di più cosa deve essere e cosa no una serata cover. Con un pezzo meraviglioso come Mi sei scoppiato dentro il cuore di Mina, l’effetto karaoke (e molto da cinema italiano, se possiamo dirlo) è dietro l’angolo e purtroppo così è stato. Nonostante l’attore romano abbia una bella voce, e sorprendentemente è riuscito a tenere la tonalità di una canzone che per la maggior parte del genere umano risulterebbe impossibile anche solo accennare, il duetto ne ha risentito perché ha percepito lo stato da pesci fuor d’acqua dei suoi protagonisti. Una scena di un film dove il personaggio sale sul palco per esibirsi, magari per conquistare il suo interesse amoroso, solo che il palco in questione è quello di Sanremo. È qui il confine tra esecuzione e interpretazione. Tra ciò che, chi meglio e chi peggio, può fare e ciò che di unico può crearsi nella costruzione di un momento di spettacolo.
Cum laude
COMPLIMENTONY #Sanremo2026 pic.twitter.com/Bmmor3A641
— Festival di Sanremo (@SanremoRai) February 28, 2026
Di cosa significa creare un momento di spettacolo ne hanno dato prova due duetti: Ditonellapiaga e TonyPitony con The Lady is a Tramp, nella versione di Tony Bennett con Lady Gaga, e ancor più Fulminacci insieme alla conduttrice Francesca Fagnani, vista la tipologia di coppia e di performance preparata. La cantante di Che fastidio!, la quale sta percorrendo un meraviglioso e gratificante festival, ha scelto uno dei personaggi più controversi della scena musicale (e forse anche comica?) e lo ha reso un crooner insolito, impertinente e macchiettisco, un modo di fare in contrasto con la sua voce da angelo. Insieme i due mettono su un vero e proprio spettacolo, un pezzo di varietà, un tocco di brillantezza quando la canzone improvvisamente shifta e diventa Ba ba baciami piccina, per poi tornare in asse quando ormai il pubblico è completamente ingaggiato e fa il tifo per la coppia, che infatti è poi la vincitrice.
In puro stile sanremese invece, come tutto il suo festival dalla canzone Stupida sfortuna ai look scelti per interpretarla, Fulminacci propone Parole parole e il ruolo che nel brano era riservato a Alberto Lupo diventa di un’altra “belva”, la conduttrice del programma omonimo Francesca Fagnani. La performance è contenuta ma vibrante, misurata eppure intrigantissima. Il cantante ha una presenza scenica non indifferente, merito forse anche della sua giovinezza passata a studiare recitazione, e la riversa tutta in quella che potrebbe essere quasi la loro versione de Il laureato, dove Fulminacci diventa per un attimo Dustin Hoffman e Francesca Fagnani la sua Mrs Robinson. L’esibizione non entra nemmeno nelle prime dieci in classifica: se dovesse esserci stata un’ingiustizia durante la serata è senza dubbio questa.
Se vuoi osare, fallo bene
le bambole di pezza hanno insegnato a tutti come fare le cover. Hanno letteralmente ribaltato l’Ariston: pazzesche#sanremo2026 pic.twitter.com/upzjPVFvuv
— isabella insolia (@isainsolia) February 27, 2026
L’improbabile vince durante la serata delle cover, ma c’è improbabile e improbabile. Quello delle Bambole di pezza funziona, con Cristina D’Avena e Occhi di gatto che non vuole giocarla facile solo con l’effetto nostalgia ma lascia la frontgirl del gruppo lanciarsi in una versione di Whole Lotta Love che non avremmo mai pensato di poter associare ad un cartone animato. E poi c’è quello meno centrato di Dargen D’Amico, che quest’anno non si capisce bene dove si posiziona, sempre a favore delle lotte giuste eppure con ospite per la sua canzone Pupo, che nonostante dichiari non essere schierato politicamente ha anche affermato che non prova fastidio se la premier Giorgia Meloni fa utilizzo delle sue canzoni. Con in più, sul finale del brano, anche le parole di Papa Francesco. Sembra un esperimento di avant-garde, solo non è detto che l’abbiamo proprio capito.
@sanremorai Serata cover “Hit the road Jack” Sayf con Alex Britti e Mario Biondi L'esibizione integrale è su RaiPlay In audio su RaiPlay Sound @SAYF @alexbritt @Mario Biondi #Sayf #Sanremo2026 #DaVedere #Sanremo audio originale - SanremoRai
E così la serata scorre tra chi vuole divertire e divertirsi (Sayf con Alex Britti e Mario Biondi per Hit the Road Jack, LDA & Aka 7even con Tullio De Piscopo per Andamento lento) e chi emozionare e emozionarsi (Arisa con il Coro del Teatro Regio di Parma per Quello che le donne non dicono, Sal Da Vinci con Michele Zarrillo per Cinque giorni). C’è un pizzico di dolcezza (Maria Antonietta & Colombre con Brunori Sas per Il mondo, Nayt con Joan Thiele per La canzone dell’amore perduto) e di prevedibile (J-Ax con Ligera County Fam per E la vita, la vita).
Non poteva mancare la polemica
Stasera su quel palco ho provato un’emozione diversa da tutte le altre.
— Gianni Morandi (@morandi_g) February 27, 2026
L’ho calcato tante volte, ma farlo accanto a mio figlio Pietro è stato qualcosa che mi porterò dentro per sempre.
Grazie Pietro, per questo pezzo di VITA insieme. #sanremo2026 pic.twitter.com/N32Cy2Zdwl
C’è poi, infine, l’esibizione che ha fatto venire giù il palco dell’Ariston e no, non come dicono certi meme per il batti-cinque che c’è stato. Mentre Tredici Pietro si esibisce su Vita del padre Gianni Morandi e Lucio Dalla con ospiti Galeffi e Fudasca, ecco scendere dalle scale il papà tutto baldanzoso con cui offre una performance insieme tenera e piena di fuoco. Diventa però anche inevitabilmente il momento polemica: se hai sempre voluto allontanarti dal tuo cognome, perché invitare tuo padre sul palco? E soprattutto, come ci ha tenuto a sottolineare Alessandro Gassmann in un post su Instagram, perché Gianni Morandi sì e lui no vista la regola sul non potersi presentare con i propri genitori? (azzardiamo: per una questione di promozione, visto che l’attore sarebbe andato per sponsorizzare la sua prossima serie). Un confine sottile, dove sono comprensibili entrambe le posizioni. Dove si possono vedere le incrinature di una simile scelta, ma a cui è inevitabile abbandonarsi quando poi eseguita e sentita così bene.
La serata cover si chiude così: non abbiamo visto abbastanza Bianca Balti e vorremmo che le avessero lasciato un po’ di spazio in più. Ma è ora di andare a letto e di preparasi per il gran finale.








































